Clia, navi pronte per l’elettrificazione a terra

Clia, navi pronte per l’elettrificazione a terra
16 Giugno 07:32 2026

Conto alla rovescia per la piena elettrificazione a terra nei porti italiani. A oggi oltre la metà delle navi da crociera — 166 unità, pari al 58% della flotta — è già predisposta per collegarsi alla rete e spegnere i motori una volta ormeggiata in banchina. Entro il 2028, con 239 navi, la quota supererà il 75%.

È quanto emerso nel corso dell’incontro dedicato allo stato di attuazione dell’elettrificazione delle banchine nei porti italiani, organizzato a Roma da Clia, Cruise Lines International Association.

Una trasformazione che le compagnie stanno anticipando rispetto agli obblighi normativi e cui anche i porti si stanno progressivamente adeguando. L’allaccio elettrico è infatti già operativo in 51 scali europei per complessivi 309 mw (tra crociere e traghetti), mentre in Italia i porti  dovrebbero vedere una rapida accelerazione e passare, entro fine 2027, a 52 allacci per un totale di 700 mw, sempre tra crociere e traghetti.

Per valorizzare appieno questa opportunità di decarbonizzazione, diventa fondamentale affrontare in modo coordinato alcuni nodi chiave, promuovendo una collaborazione efficace tra compagnie, autorità portuali, istituzioni, fornitori di energia e terminalisti. Accanto allo sviluppo delle infrastrutture, assume centralità una chiara definizione di ruoli e responsabilità, insieme all’individuazione dei soggetti gestori, di criteri operativi condivisi e di modelli di gara omogenei.

Risulta inoltre strategico stabilire criteri di priorità nell’accesso alle connessioni, in particolare nei contesti in cui i punti di allaccio risultano inferiori rispetto al numero di navi in sosta, così come definire un quadro tariffario sostenibile e una gestione efficiente degli eventuali oneri aggiuntivi rispetto al costo dell’energia, assicurando competitività rispetto all’autoproduzione a bordo.

Parallelamente, la definizione delle specifiche tecniche contribuisce a garantire efficienza, continuità e sicurezza del sistema, insieme alla piena compatibilità tra navi e infrastrutture di banchina.

Al convegno di Clia era presente il direttore generale per i Porti del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Donato Liguori, che ha sottolineato: «L’Italia, anche grazie ai Fondi europei del Pnrr, sta anticipando la scadenza del 2030 accelerando sulla transizione energetica nei porti: oltre 800 milioni di euro di fondi europei tra Pnrr e Pnc per lo sviluppo del cold ironing, con 52 interventi già finanziati e oltre 740 mw di potenza installata».

«Il Mit – ha spiegato ancora Liguori – si è poi fortemente impegnato nella definizione di linee guida nazionali condivise, frutto di un lavoro sinergico con gli stakeholder del cluster marittimo e dei tavoli di consultazione già avviati. Grazie al lavoro svolto, l’Italia si prepara a compiere un salto di qualità: presto la grande maggioranza dei porti sarà in grado di collegare le navi ai propri impianti di cold ironing, con 28 impianti dedicati alle navi da crociera e ai Supply Vessel, rendendo concreta la transizione energetica del sistema portuale».

Da parte sua Francesco Galietti, direttore di Clia Italia, ha ricordato: «Le compagnie da crociera sono all’avanguardia dell’innovazione e della sostenibilità nel settore marittimo, ma non possono agire da sole. Per questo siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con il ministero, che ha impresso una notevole accelerazione alla realizzazione degli impianti Ops per la definizione dei criteri e delle regole. A oggi ci sono in rampa di lancio numerosi progetti che, grazie a un lavoro di sistema tra tutti gli operatori, possono portare l’Italia a diventare tra i Paesi più virtuosi d’Europa».

Michele Francioni, responsabile della transizione energetica di Msc Cruises ha invece evidenziato: «Msc Cruises ha acquisito una notevole esperienza nell’utilizzo del cold ironing da parte delle proprie navi in vari porti europei e mondiali con 217 connessioni nel corso del 2025, che aumenteranno a circa 450 nel 2026, confermando l’impegno della compagnia ad anticipare gli obblighi normativi. Occorre tuttavia che si creino meccanismi di incentivazione per massimizzarne l’utilizzo garantendo al tempo stesso costi sostenibili per gli operatori».

Infine Roberto Ferrarini, vice presidente Port & Terminal di Costa Crociere ha dichiarato: «Lo shore power (alimentazione elettrica a terra) rappresenta una grande opportunità per accompagnare la transizione energetica del settore crocieristico e generare benefici concreti per i territori. Costa Crociere è attivamente impegnata nello sviluppo e nell’utilizzo di questa tecnologia, con una flotta sempre più predisposta alla connessione elettrica in banchina e un approccio orientato all’impiego del servizio dove disponibile e operativamente realizzabile. Un’evoluzione più rapida delle infrastrutture portuali, insieme a condizioni di accesso economicamente sostenibili e a linee guida chiare e condivise per l’utilizzo del servizio, può valorizzare gli investimenti già realizzati dall’industria e sostenere lo sviluppo sostenibile dei porti italiani».

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