Explora, il presidente Nash in Italia: «Fiducia nelle agenzie»

Explora, il presidente Nash in Italia: «Fiducia nelle agenzie»
02 Febbraio 08:59 2026

È un «Ocean state of mind» l’esperienza a bordo di Explora Journeys, il brand di viaggi oceanici di lusso del Gruppo Msc. Così lo definisce la presidente Anna Nash, arrivata per la prima volta a Milano («ma non in Italia, ho viaggiato molto nel Paese», ci tiene a sottolineare la manager) per presentare al trade i dettagli più recenti di Explora III, la nuova nave che si unirà alle due già in servizio, il cui debutto è atteso per l’estate 2026, e che verrà seguita da Explora IV l’anno prossimo. Tutte navi con Dna italiano, per così dire, realizzate da Fincantieri nel nostro Paese.

E dato che il mood degli ambienti è uno di quegli elementi costitutivi dell’esperienza oceanica deluxe che il marchio intende diffondere, una delle novità è la collaborazione blasonata con Patricia Urquiola: l’architetto e designer firma il nuovo volto di una delle Owner’s Residence (le cabine più grandi ed esclusive disponibili a bordo, con ampia terrazza e altre amenity), che di fatto diventano due su ciascuna delle prossime navi in arrivo.

Explora III partirà per un Mediterranean Prelude Journey il 24 luglio, seguito dal viaggio inaugurale da Barcellona a Lisbona il 3 agosto e per itinerari verso nuove destinazioni nel Nord Europa, in Islanda e Groenlandia più avanti nell’anno.

«Explora III rappresenta il midpoint della nostra visione – spiega Anna Nash, che abbiamo incontrato per un’intervista in occasione della sua visita milanese – poiché entro il 2028 avremo una flotta completa di sei navi. Sarà la nostra prima alimentata a energia Gnl. Inoltre è 19 metri più lunga delle precedenti, il che ci ha dato un po’ più di spazio con cui “giocare”. In realtà non abbiamo aumentato di molto il numero di suite: ne abbiamo solo due in più, per un totale di 463. Quello che siamo riusciti a fare piuttosto è stato aumentare le dimensioni di alcune suite. E per la prima volta appunto avremo due Owner’s Residences invece di una sola, come su Explora I ed Explora II. La Owner’s Residence è la nostra suite più grande e prestigiosa. Ascoltando i clienti abbiamo scoperto che spesso gli ospiti che la frequentano viaggiano con amici o familiari, e ci siamo resi conto che c’era bisogno di averne due».

Altri miglioramenti includono piccoli interventi al food and beverage: avremo nuovi punti di ristoro, un nuovo wine bar e un centro fitness leggermente più grande e più vicino alla palestra. Vogliamo che tutte le navi, in definitiva, vengano percepite molto simili in termini di servizi, design ed esperienza dell’ospite. Ciò che le differenzierà sarà la loro zona di posizionamento permanente e gli itinerari. Vogliamo che l’esperienza su Explora III sia la stessa che si proverà su Explora VI, per fare un esempio».

Ci saranno anche clienti italiani a bordo delle crociere di “anteprima” di Explora III?
«Il Prelude Journey è un’occasione per accogliere gli ospiti che sono stati con noi fin dall’inizio e i nostri partner commerciali, per vivere un’esperienza dietro le quinte del processo di costruzione e sentirsi parte del nostro viaggio. E sì, certamente, ci saranno italiani. Il vostro Paese è un mercato chiave e molto speciale per noi, grazie anche ovviamente al rapporto della famiglia proprietaria del brand. Sappiamo che gli ospiti italiani apprezzano particolarmente il design, il linguaggio estetico e la sensibilità a bordo, oltre all’attenzione dedicata alla cucina e all’esperienza gastronomica. Visitiamo spesso l’Italia, molti dei nostri itinerari ruotano attorno alle coste italiane».

Come si muove il mercato italiano: ci sono più prenotazioni dirette o puntate sulle agenzie di viaggi?
«Come brand siamo stati fortunati: fin dall’inizio i partner sono stati al nostro fianco e continuano a essere fondamentali. Ci sarà sempre un posto prioritario per i nostri consulenti di viaggio; loro si fidano di noi e noi ricambiamo. Ovviamente alcuni ospiti prenotano direttamente, ma direi che per i viaggi oceanici i clienti amano rivolgersi al proprio consulente di fiducia. Per noi è fondamentale rimanere vicini al trade. Siamo fortunati che Msc abbia una presenza storica in Italia, ma stiamo lavorando anche con nuovi partner abituati a gestire ospiti del settore luxury e ultraluxury. Abbiamo creato nuove relazioni negli ultimi anni e vediamo ospiti che viaggiano con noi tre o quattro volte».

E oltre a Explora III, come sono i programmi successivi?
«Siamo in linea con il piano industriale per avere la flotta di sei navi entro il 2028: Explora III quest’anno, Explora IV e V nel 2027 e l’ultima nel 2028. Man mano che lanciamo nuove navi, abbiamo la possibilità di coprire destinazioni inedite. Ad esempio, abbiamo annunciato il nostro viaggio intorno al mondo per il 2029: 129 giorni da est a ovest. E poi aree come l’Asia, dove non siamo ancora stati».

Pensa che i problemi geopolitici attuali influenzeranno i vostri piani o itinerari?
«Il vantaggio dei viaggi oceanici rispetto agli hotel è che possiamo spostare le navi se necessario. Restiamo molto agili. Lavoriamo continuamente con il nostro team marittimo che ci consiglia sulla sicurezza. Al momento siamo fiduciosi che le aree in cui operiamo siano sicure».

Com’è il riscontro del mercato?
«C’è stata una grande accoglienza. Offriamo qualcosa di totalmente nuovo: non è un hotel, non è un superyacht. Posso dire che abbiamo ridefinito il viaggio oceanico prendendo il meglio di entrambi. Gli ospiti sentono un senso di profonda libertà, liberi dalla logistica che si affronta a terra. La nave è essa stessa la destinazione. In un mondo dove siamo tutti di corsa, la nave ti restituisce magicamente il tempo. Lo vediamo dal numero di ospiti che tornano: i repeater sono circa il 35%. Essendo un brand a conduzione familiare e privato, siamo agili. Prendiamo decisioni velocemente. Siamo nati sull’arte dell’ascolto: se qualcosa non va, cambiamo rotta rapidamente.
Anche il lancio dellExplora Journeys Loyalty Club è nato dall’ascolto. Si basa meno su premi transazionali e più su ricompense emotive: cene private a sorpresa con la dirigenza, punti per esperienze a bordo invece di semplici sconti finanziari. Il viaggiatore di lusso oggi preferisce spendere in ricordi ed esperienze piuttosto che in beni materiali come scarpe o borse. L’ospitalità di lusso per me è tutta basata sulle emozioni e su come facciamo sentire i nostri ospiti».

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa di Explora
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Mariangela Traficante
Mariangela Traficante

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