Francia in tilt: treni fermi e Tour Eiffel chiusa

Francia in tilt: treni fermi e Tour Eiffel chiusa
16 Febbraio 12:44 2024 Stampa questo articolo

Adagio avanti tutta. Tra uno sciopero e l’altro Parigi e la Francia si avvicinano con passo da lumaca alle Olimpiadi: la stretta attualità dice che bisogna fare i conti prima con una pesante agitazione delle ferrovie fino a lunedì, poi addirittura con la chiusura della Tour Eiffel. Per tacere dei prezzi schizzati alle stelle di hotel, b&b e musei, tassa di soggiorno raddoppiata e biglietti Sncf non ancora disponibili. Allonsanfan, si fa per dire…

Che il viaggio verso i Giochi sia turbolento lo conferma la protesta dei gestori dei treni della Sncf, iniziata giovedì e fino a lunedì mattina, con ripercussioni sui servizi Eurostar. Weekend, insomma, quantomeno critico e vacanze di fine trimestre dei francesi partite con il piede sbagliato, tanto che la Sncf ha sconsigliato ai passeggeri di mettersi in viaggio. In ogni caso il ministero degli Esteri ha suggerito ai viaggiatori di consultare gli operatori ferroviari prima di partire e di controllare le coincidenze.

Imbufalito l’amministratore delegato di Sncf, Jean-Pierre Farandou, che ha duramente criticato lo sciopero perché «ha sconvolto la vita dei francesi che vogliono andare in vacanza». Inevitabili i riflessi anche sul traffico aereo: la compagnia Jet2 ha avvertito i viaggiatori di pianificare in anticipo il trasporto da e per gli aeroporti, precisando che «i trasferimenti Jet2holidays non sono stati influenzati da questo sciopero».

Influenzerà, eccome, l’afflusso dei turisti in una delle zone più famose di Parigi lo sciopero della Tour Eiffel, previsto lunedì 19 febbraio. Così, dopo quello del 27 dicembre – giusto nel centenario della morte di Gustave Eiffel – chiude nuovamente i cancelli il simbolo iconico della capitale francese e monumento più visitato al mondo, con oltre 7 milioni di visitatori l’anno. Cifra però contestata dalle due siglie sindacali che hanno indetto l’agitazione, Cgt e Force Ouvrière: nel mirino la «cattiva gestione finanziaria del monumento da parte del Comune», che possiede il 99% del capitale di Sete – Société d’exploitation de la Tour Eiffel – la società di gestione. Nei prossimi giorni saranno più chiari tempi e modalità di chiusura.

È pur vero, però, che le tensioni attorno alla Tour Eiffel erano già tangibili a fine 2023, in particolare per le discrepanze tra i costi previsti per i lavori e le entrate effettive, considerate sovrastimate. Le critiche rivolte all’Hôtel de Ville, infatti, riguardano la gestione dalla firma dell’attuale contratto, nel 2017, con termine fissato al 2030. I sindacati parlano di «costo dei lavori sottostimato e previsioni di entrate basate su un’affluenza annuale di 7,4 milioni di visitatori, obiettivo finora mai raggiunto» e descrivono l’attuale modello di business «eccessivamente ambizioso e insostenibile».

Lo sciopero, votato all’unanimità dall’assemblea generale, arriva in un momento particolarmente delicato, a pochi mesi dall’Olimpiade e i sindacati temono che questa precaria gestione finanziaria comporti rischi per l’immagine della Tour Eiffel e per la sua capacità di accogliere i visitatori in condizioni ottimali, considerando l’enorme afflusso di turisti previsto per i Giochi.

L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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