Jungfrau va controcorrente: il piano che fa discutere la Svizzera
Mentre tante località turistiche combattono la guerra contro l’overtourism applicando divieti, numeri chiusi e ticket, in Svizzera la compagnia ferroviaria Jungfraubahnen che gestisce la rete di treni dell’Oberland Bernese e con la Jungfraubahn, la ferrovia a cremagliera più alta d’Europa che porta i turisti di tutto il mondo sulla vetta dello Jungfrau, il ghiacciaio più alto del Vecchio continente con i suoi 4mila metri, ha pronto un progetto che, se attuato, richiamerebbe più turisti in una regione già iper-affollata.
Una iniziativa che sta facendo storcere il naso ad ambientalisti e ai residenti del cantone tedesco del Paese già pressati da troppre presenze. La società ferroviaria, per ampliare l’offerta turistica nell’area dell’Eigergletscher, la famosa stazione d’interscambio per Jungfraujoch dove si effettua il cambio del treno per salire fino in vetta al ghiacciaio con la cremagliera, è pronta ad aprire un ristorante asiatico da 200 posti, un museo interattivo dedicato al mito della parete nord dell’Eiger, negozi, store per noleggi di attrezzature sportive e a creare nuove possibilità di pernottamento in edifici storici oggi inutilizzati.
L’azienda, dopo aver incassato quasi 200 milioni di franchi dalla ferrovia nel 2025, ritiene che vi sia ancora margine di crescita e sostiene che l’obiettivo del progetto non sia attirare più visitatori, bensì migliorare l’esperienza di chi già raggiunge la località. Insomma, con la scusa del turismo esperienziale, fare della piccola stazione montana un’attrazione a prova di turista in cerca di comodità cittadine.
CI SONO GIÀ TROPPI TURISTI
Le organizzazioni ambientaliste contestano però questa visione e accusano la società di procedere in maniera tattica e studiata verso l’aumento della capacità turistica nella regione, introducendo man mano piccoli ampliamenti, senza presentare un piano generale.
Il no al progetti arriva anche a livello locale. Lo scorso dicembre l’assemblea comunale di Grindelwald, la valle sotto lo Jungfraujoch, ha respinto la richiesta di uno scambio di terreni necessario per il progetto, chiedendo prima soluzioni concrete ai problemi del traffico legati al turismo.
Un recente sondaggio mostra inoltre che quasi il 90% delle persone residenti nell’Oberland bernese orientale ritiene che il turismo eserciti una pressione eccessiva su infrastrutture e viabilità. Per questo motivo diversi rappresentanti politici regionali hanno chiesto al Cantone di Berna di elaborare una strategia complessiva per lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto nella regione.
DAL TURISMO D’ELITE A BOLLYWOOD
Il turismo nell’Oberland bernese è iniziato nella seconda metà del XVIII secolo. Ad attirare i visitatori nella regione erano soprattutto i paesaggi naturali. Il ghiacciaio allora – oggi è a fortissimo rischio erosione – era ancora visibile dal villaggio sottostante e raggiungibile con una breve escursione.
Una meta dal grande fascino per un turismo d’élite che poteva permettersi di arrivarci con mezzi propri, con attrezzature e con guide.
A rendere la località meta del turismo di massa fu l’apertura del collegamento ferroviario, inizialmente limitato alla tratta Berna-Thun (1859/1861) che nel 1885 si ampliò e nel giro di dieci anni furono realizzate le linee Thun-Interlaken, Interlaken-Grindelwald, Interlaken-Lauterbrunnen e la Brünigbahn tra Brienz e Lucerna.
Infine, l’apertura nel 1912 della Jungfraujoch, la stazione ferroviaria più alta d’Europa, a 3.454 metri sul livello del mare, diede il via ad un movimento turistico internazionale mai interrotto e sempre in crescita che negli ultimi anni registra, curiosamente, una presenza sempre più massiccia di turisti indiani.
Ma cosa attira tanti turisti indiani e li spinge ad un viaggio così lungo e costoso? La risposta è semplice: Bollywood. Ballare nella neve in sari con vette imponenti che fanno da sfondo è un topos del famoso cinema idiano e la Svizzera è la location perfetta, scelta da un gran numero di registi, che ambientano le scene più romantiche di centinaia di film, sul ghiacciaio, ma anche nella cittadina a valle di Interlaken, con i suoi laghi blu, e davanti alle imponenti cascate di Grindelwald.
Mostrando questi luoghi l’industria di Bollywood ha contribuito a rendere il Paese una delle destinazioni più amate dai turisti indiani, per i quali la Svizzera è divenuta sinonimo di paesaggi romantici e di tranquillità.
Perciò, tanti sono i tour operator indiani che vendono viaggi alla scoperta dei set svizzeri e il successo di questo cineturismo è talmente forte da far mutare anche l’offerta gastronomica della regione: il centro di Interlaken oggi ha forse più ristoranti indiani che locali tipici dove mangiare la raclette o la fonduta e perfino nella stazione sulla vetta del ghiacciaio più alto d’Europa ad accogliere i turisti non è il profumo del formaggio, ma il profumo del curry del ristorante indiano in attesa dei clienti.


