Lufthansa, la spesa per il carburante sale a 1,7 miliardi

Lufthansa, la spesa per il carburante sale a 1,7 miliardi
06 Maggio 12:28 2026

Perdite ridotte, ricavi a quasi 9 miliardi, ma un aumento di spesa per il jet fuel pari a 1,7 miliardi di euro. Lufthansa (100 anni nel 2026) migliora il risultato del primo trimestre con un rosso inferiore alle attese e conferma la guidance per l’anno. “Fabbisogno carburante coperto all’80%, rischio sul resto”, è la sintesi del Gruppo tedesco, di cui fa parte anche Ita Airways, che presenta un rosso da 112 milioni.

RICAVI A 8,7 MILIARDI

Nel dettaglio, il gruppo Lufthansa chiude il primo trimestre 2026 con una perdita di 665 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto agli 885 milioni dello stesso periodo del 2025. Il fatturato tocca gli 8,7 miliardi di euro, in aumento dell’8% rispetto al primo trimestre 2025. Il Gruppo ha registrato una perdita operativa (Ebit rettificato) di 612 milioni, un grande balzo in avanti in confronto all’anno precedente (-722 milioni). Il flusso di cassa libero rettificato è aumentato del 65%, raggiungendo 1,4 miliardi di euro (835 milioni nel 2025).

Una lieve crescita del traffico a lungo raggio ha compensato le piccole riduzioni di capacità nei segmenti a corto e medio raggio. Il coefficiente di riempimento è salito all’81,9% e i ricavi unitari sono saliti al 3,3% rispetto all’anno precedente. Entrambi gli indicatori sono stati determinati principalmente da un forte aumento della domanda a marzo, a seguito delle riduzioni di capacità attraverso gli hub mediorientali. Una dinamica che ha spinto il Gruppo a rafforzare l’offerta su Asia e Africa, con voli aggiuntivi, e a beneficiare di rendimenti più alti nel segmento premium.

Capitolo jet fuel: la lingua batte dove il dente duole. “L’attuale chiusura dello Stretto di Hormuz – sottolinea Lufthansa – sta causando una carenza nell’approvvigionamento di cherosene e quindi un aumento significativo dei prezzi del carburante. Sebbene il fabbisogno di cherosene per l’anno in corso sia già coperto per circa l’80% tramite operazioni di copertura del prezzo del carburante con derivati su vari prodotti petroliferi, l’aumento comporta attualmente costi aggiuntivi pari a 1,7 miliardi di euro nel 2026″.

“Il Gruppo – prosegue la nota – intende compensare quest’onere finanziario aggiuntivo nei prossimi trimestri attraverso un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti, una pianificazione ottimizzata della rete e ulteriori misure di risparmio sui costi. Sebbene al momento non siano previste restrizioni nell’approvvigionamento di cherosene in nessuno degli hub del Gruppo Lufthansa, la potenziale riduzione della disponibilità di carburante nel corso dell’anno rappresenta un ulteriore fattore di rischio”.

SPOHR: «LA CRISI PONE SFIDE ENORMI»

Carsten Spohr, presidente del cda e amministratore delegato di Deutsche Lufthansa, è complessivamente soddisfatto: «Stiamo realizzando gli obiettivi che ci eravamo prefissati, mantenendo le promesse. Con la consegna di sette nuovi aeromobili, di cui cinque a lungo raggio, siamo pienamente in linea con i piani nel primo trimestre dell’anno».

Spohr, però, non perde di vista l’impennata del jet fuel: «La crisi in Medio Oriente, unita all’aumento dei costi del carburante e ai vincoli operativi, pone sfide enormi per il mondo nel suo complesso, per il trasporto aereo globale e anche per la nostra azienda. Siamo comunque resilienti nella nostra capacità di assorbire questi impatti. E questo vale sia per la nostra copertura superiore alla media contro le fluttuazioni dei prezzi del carburante, sia per la nostra strategia multi-hub e multi-compagnia aerea, che ci offre una maggiore flessibilità nella nostra rete di rotte e nello sviluppo della flotta. Con il contributo delle nostre società Lufthansa Cargo e Lufthansa Technik, insieme al nostro team di 110.000 dipendenti, usciremo da questa crisi ancora più forti, come è spesso accaduto nei 100 anni della nostra storia».

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