Meliá Hotels International dice stop a Cuba a partire dal 24 luglio. In una nota stampa la catena alberghiera ha annunciato ufficialmente che la sua controllata, la società portoghese Ilha Bela Gestao e Turismo, terminerà i propri servizi di gestione e marketing sull’isola.
La decisione – come si legge su Hosteltur – “risponde alle persistenti difficoltà operative, legali, economiche e finanziarie che hanno inciso sul contesto del Paese e che impediscono di garantire condizioni minime di stabilità per lo sviluppo dell’attività”.
L’azienda sta “lavorando per garantire una transizione ordinata e responsabile, minimizzando il più possibile l’impatto sui vari soggetti coinvolti nell’operazione, tra cui dipendenti, clienti, fornitori e partner locali, mantenendo una comunicazione trasparente con tutti loro in ogni momento. Sta inoltre valutando, nel rispetto del principio di prudenza, le ripercussioni finanziarie di questa decisione”.
Meliá ha inoltre voluto “esprimere la propria gratitudine a tutte le persone e le entità che hanno fatto parte del suo percorso a Cuba nel corso degli anni, nonché il rispetto e la considerazione che l’azienda nutre per il Paese“.
IL PESO DELLE SANZIONI USA
Meliá aveva già interrotto i rapporti con Gaviota, interrompendo la gestione dei suoi 15 hotel. Una scelta figlia delle sanzioni Usa contro il ministero del Turismo cubano – principale motore e promotore del settore sull’isola e proprietario degli altri gruppi alberghieri statali: Cubanacán, Gran Caribe e Islazul – e della proroga del decreto esecutivo, che hanno aumentato la pressione sulle catene alberghiere spagnole presenti sull’isola. Tanto che anche Iberostar aveva lasciato i suoi hotel.
L’amministrazione Trump aveva emesso un ultimatum alle società straniere, affinché liquidassero le attività che coinvolgevano il conglomerato militare Gaesa, proprietario di Gaviota, entro il 1° giugno.
Le conseguenze sono state automatiche: Cuba ha perso il 55,8% dei suoi visitatori internazionali nei primi quattro mesi del 2026, compresa una parte significativa dell’alta stagione turistica. Tra gennaio e aprile, l’isola ha accolto 328.608 viaggiatori stranieri, cifra che conferma il declino di uno dei settori strategici per la sua economia.


