Poche, rocambolesche, ore per una staffetta epica al ministero del Turismo. Subito dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, costretta a cedere alle pressioni (ormai pubbliche) di Giorgia Meloni, arriva presto la notizia che si attendeva: è la premier ad assumere l’interim del Mitur, mossa che vuole restituire – per tempismo – una certa stabilità al governo travolto dalla vittoria del no al referendum sulla Giustizia, in attesa di trovare la quadra sul “nome giusto” per il dicastero di via di Villa Ada.
Meloni – spiega Palazzo Chigi in una nota – ha avuto oggi (giovedì) un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per proporre l’assunzione dell’interim del dicastero, a cui è subito seguito un decreto ad hoc del Colle.
Dal presidente del Consiglio “un ringraziamento al ministro Santanchè, che in questi anni ha lavorato con grande dedizione e ha assicurato il proprio contributo alla ripresa e al rilancio del turismo italiano”. E una rassicurazione agli addetti ai lavori: “Il governo continuerà a lavorare per sostenere e valorizzare un asset strategico dell’economia nazionale, che assicura prosperità, benessere e prestigio internazionale all’Italia“.
I DOSSIER APERTI
Ma quali sono i dossier più caldi sulla scrivania occupata fino a ieri da Santanchè? In primis il “tavolo Medio Oriente” appena aperto per reperire e studiare misure di supporto al settore duramente colpito dalla guerra nel Golfo. Dopo un primo confronto con le associazioni del turismo organizzato il 19 marzo, l’ex ministra aveva garantito che si sarebbe adoperata per la costituzione di un fondo europeo per il travel, previa consultazione a Bruxelles e convocazione di un nuovo tavolo nel giro di due settimane. Staremo, dunque, a vedere se le interlocuzioni proseguiranno.
In pending poi l’ultima e sofferta tranche di ristori Covid per operatori e agenzie di viaggi; la nuova direttiva pacchetti Ue, ancora da recepire; l’attesa banca dati delle agenzie di viaggi, pensata per sostituire Infotrav.
Sul tavolo, poi, la vicenda guide, riforma ed esami hanno lasciato strascichi polemici che potrebbero reclamare ancora una certa attenzione. Così come non andrà messo in secondo piano lo sviluppo e l’implementazione di Italia.it, il Tourism Digital Hub nato per la digitalizzazione delle imprese.
E poi c’è la Carta di Amalfi – per alcuni aspetti recepita nel Decreto Sicurezza – che deve ancora del tutto prendere forma in termini di gestione dell’overtourism.
I RINGRAZIAMENTI A SANTANCHÈ
Mentre Meloni già prende il posto della ministra dimissionaria, continuano a inanellarsi i messaggi di commiato nei confronti di Santanchè. Dalla presidente di Federturismo, Marina Lalli, “il ringraziamento per l’impegno profuso in questi anni e per l’attenzione riservata a un comparto strategico per l’economia nazionale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi: “Salutiamo la senatrice Santanché con un ringraziamento per l’impegno al servizio del settore turismo e per l’attenzione che ha dedicato alle esigenze delle imprese. Dinamismo e capacità di ascolto sono i tratti principali che hanno caratterizzato i tre anni e mezzo trascorsi alla guida del ministero”.
Anche Confindustria Alberghi ha ringraziato Santanchè per “la dedizione, la visione e l’instancabile impegno profusi nel riconoscere al turismo il ruolo di vera e propria industria strategica per l’economia italiana”, si legge in una nota dell’associazione, la cui presidente Elisabetta Fabri ha aggiunto: “Un settore che per troppo tempo non è stato considerato come tale ha finalmente acquisito, anche grazie alla sua azione, una centralità nuova nelle politiche economiche del Paese”.


