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Metamorfosi delle ferie estive: indagine Piepoli-Udicon

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Gli italiani non rinunciano alle ferie estive, ma saranno più brevi e low cost. È la fotografia scattata dalla nuova indagine realizzata da Udicon (Unione per la Difesa dei Consumatori) in collaborazione con l’Istituto Piepoli su un campione di 500 italiani.

Il 68% prevede almeno una vacanza nei prossimi mesi, con una netta prevalenza delle mete domestiche, scelte dal 59% degli intervistati. Chi andrà all’estero sceglie l’Europa, preferita dal 24%. Ma il focus è un altro: a cambiare non è la volontà di partire, ma la struttura stessa delle ferie. Il 70%, infatti, dichiara che andare in vacanza oggi costa più di qualche anno fa.

FERIE PIÙ CORTE

Ecco perché, spiega l’indagine, si accorciano le ferie. Il 31% afferma che le proprie vacanze durano meno rispetto al passato, contro il 21% che le ha allungate. La ragione è quasi sempre economica: tra chi ha ridotto i giorni, il 45% indica la minore disponibilità economica familiare, il 21% l’aumento dei costi di viaggio e il 13% i rincari degli alloggi.

Sul fronte della spesa complessiva, due terzi degli italiani (66%) dichiarano che l’aumento del costo della vita influisce direttamente sulle decisioni di vacanza. La voce che pesa di più nell’organizzazione delle ferie resta l’alloggio, indicato dal 39%, davanti a trasporto (18%), ristorazione e carburante (entrambi al 13%).

Per contenere i costi allora il 31% sceglie alloggi meno cari, il 27% opta per mete più vicine, il 23% taglia su ristoranti e attività, il 19% viaggia in bassa stagione e il 18% riduce i giorni di permanenza. Insomma, se dovesse scegliere, il 29% preferirebbe una vacanza più breve mantenendo lo stesso livello di comfort, il 28% opterebbe per una più lunga riducendo comfort e spesa.

INSTABILITÀ E CARO VOLI FRENANO LE PARTENZE

Altro fattore importante il contesto internazionale, che pesa sempre di più sulle scelte di viaggio. Secondo il 62%, guerre, instabilità e aumento del prezzo del carburante influenzano le decisioni di vacanza. L’effetto è già misurabile nelle prenotazioni: il 12% – circa 6,1 milioni di italiani – dichiara di aver cancellato viaggi programmati per l’estate a causa dello scenario geopolitico.

Non a caso, l’indagine registra un significativo ridimensionamento dei voli: il 54% afferma che probabilmente o certamente non utilizzerà l’aereo per le vacanze, contro il 34% che prevede di farlo. Tra chi rinuncerà, la maggioranza relativa (51%) si sposterà in automobile, mentre il 18% sceglierà il treno.

Tra i motivi del no all’aereo, al primo posto l’aumento dei prezzi dei voli, citato dal 31%; seguono la preoccupazione per guerre e instabilità internazionale (16%) e la paura di cancellazioni o ritardi (15%). Sul fronte dei disservizi già subiti, l’11%  – circa 5,5 milioni di italiani – dichiara di aver subito cancellazioni di voli legate agli scenari geopolitici o alla carenza di carburante.

UDICON: “VIAGGIARE È UN ESERCIZIO DI EQUILIBRIO ECONOMICO”

«Gli italiani vogliono ancora partire, ma il caro vita sta ridisegnando le vacanze dall’interno – ribadisce Martina Donini, presidente nazionale di UdiconSi accorciano le ferie, si scelgono mete più vicine, si taglia su ristoranti, comfort e giorni di permanenza. Il segnale più preoccupante è che il motivo principale della riduzione non è una scelta, ma una necessità: quasi la metà di chi ha ridotto le vacanze lo fa per minore disponibilità economica familiare. Il caro vita non incide più solo sui consumi quotidiani, ma anche sul tempo libero e sulla qualità della vita delle persone».

«Preoccupa anche il peso crescente della situazione internazionale – nota Donini – Sei milioni di italiani hanno già cancellato vacanze a causa di guerre e instabilità, oltre cinque milioni dichiarano di aver subito cancellazioni di voli legate al contesto internazionale o alla carenza di carburante. E più della metà ha deciso di rinunciare all’aereo: non per scelta, ma per i costi insostenibili dei biglietti, per la paura dei disservizi, per l’incertezza geopolitica. Questi numeri ci dicono che il turismo italiano sta cambiando struttura, non per moda ma per necessità».

«Come associazione – conclude la presidente di Udicon – chiediamo maggiore trasparenza sui prezzi dei voli e degli alloggi, più tutele per i passeggeri colpiti da cancellazioni e una politica concreta sull’accessibilità delle vacanze. Viaggiare non può diventare un privilegio riservato a chi riesce a sostenere rincari sempre più elevati».

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