Crisi fuel, tagli e voli ridotti: O’Leary svela i piani

Crisi fuel, tagli e voli ridotti: O’Leary svela i piani
06 Maggio 13:40 2026

Più che una ricetta, una medicina amara ma necessaria per curare il mal di jet fuel. Così le compagnie aeree europee, prese per la gola dall’impennata del cherosene che passa per lo Stretto di Hormuz, hanno individuato le contromisure necessarie: taglio dei voli il martedì e il mercoledì e stop a quelli schedulati all’ora di pranzo.

O’LEARY: «PER ORA NULLA DI CONCRETO, MA SITUAZIONE SERIA»

L’allarme rosso per la carenza di cherosene negli aeroporti del Vecchio Continente è scattato da tempo e i vettori non vogliono farsi trovare impreparati in caso di emergenza, come scrive il Corriere della Sera, svelando i contenuti di alcune bozze. La riduzione dei voli è ovviamente il primo passo, perché il vero obiettivo è andare più a fondo: cioè, tagliare i collegamenti in maniera “mirata, soprattutto in alcune fasce orarie e giorni della settimana, con particolare attenzione alle isole“.

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ovviamente, ma il fascicolo carburante è ufficialmente aperto: «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo Stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore», ha spiegato al Corriere Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, a margine di un incontro con la stampa a Dublino.

D’altronde non è un mistero che Lufthansa – che ha alzato il capitolo di spesa per il cherosene – e Turkish Airlines abbiano già annunciato la cancellazione di milioni di posti per maggio e si prevedono oltre 12mila voli soppressi in Europa. Numeri, non parole.

Tanto che O’Leary non ha negato «approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire nel caso fosse necessario». Verrebbero depennati subito i voli di metà giornata, perché sono quelli che avrebbero un impatto minore sui movimenti. L’imperativo è salvare la connettività della mattina e quella del tardo pomeriggio-prima serata, con un occhio alla clientela business. La sforbiciata colpirebbe anche i voli nei giorni meno trafficati – martedì, mercoledì o sabato – ma non quelli di lunedì, venerdì e domenica.

A pagare dazio soprattutto le rotte domestiche, perché – questa la motivazione di O’Leary – «esiste un’alternativa, come i treni, meglio se ad alta velocità». Decisione che però potrebbe appesantire, e non poco, il traffico ferroviario.

PRIMA LE ISOLE

Precedenza ai voli per le isole che verrebbero “protetti”. Non è esclusa una riduzione delle frequenze, ma sarebbe assicurata la connettività giornaliera per motivi logistici.

Parola finale all’Unione europea. «Al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei – ha assicurato Apostolos Tzitzikostas, commissario Ue ai Trasporti durante un’audizione al Parlamento europeo – ma la situazione è piuttosto critica e dobbiamo essere pronti, e lo siamo, a tutti gli scenari».

LO STATEMENT DI VUELING

Intanto, proprio in merito alla crisi del jet fuel, Vueling ha voluto condividere un messaggio di “rassicurazione e fiducia con tutti i propri clienti in vista della stagione estiva. La compagnia aerea sta operando secondo quanto previsto dal piano voli e non prevede alcuna interruzione nell’approvvigionamento di carburante”.

“La compagnia – si legge ancora – garantisce inoltre che il prezzo confermato al momento della prenotazione è il prezzo finale del biglietto e che, in nessun caso, verranno applicati costi aggiuntivi, anche se quelli del carburante dovessero aumentare“.

Vueling, che vola verso oltre 100 destinazioni, permette di fornire alternative ai passeggeri nell’eventualità di modifiche o interruzioni dei programmi di viaggio. “Se nessuna delle opzioni dovesse soddisfare le vostre esigenze – conclude la nota – potrete richiedere un rimborso“.

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L'Autore

Fabrizio Condò
Fabrizio Condò

Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004

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