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Nozze Meloni-Bocca:
«Risorse al turismo»

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Al microfono lo ha chiamato familiarmente “Bobo”. L’intervento della premier Giorgia Meloni alla 76ª assemblea nazionale di Federalberghi è stato un assist al presidente Bernabò Bocca, rieletto per la sesta volta dai 27mila albergatori associati. Non ha lesinato elogi al settore la presidente del Consiglio, accompagnato dal ministri del Turismo Gian Marco Mazzi, del Mimit Adolfo Urso e dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: un parterre delle grandi occasioni per dimostrare – dopo il passaggio di testimone al Mitur – che il governo c’è e ha un feeling speciale con l’hôtellerie.

«Il turismo – ha detto Meloni – è il comparto che ci rappresenta e ci racconta: dalle opere all’ambiente, è il motore che promuove i nostri valori e narra il nostro stile di vita. Chi sceglie l’Italia sa che può trovare sempre qualcosa di più rispetto ad altre mete. L’ospite non solo ci sceglie e ci visita, ma entra nel nostro modo di vivere. È un’esperienza che mette insieme memoria e bellezza: e questo è possibile grazie alla nostra storia, al nostro popolo e alle nostre imprese. Tra queste, l’imprenditoria alberghiera è sicuramente quella che con creatività costruisce la nostra offerta».

«Ma è tutta la filiera che ogni giorno opera con professionalità e resilienza – ha aggiunto la premier – come ha dimostrato nella dura prova della pandemia fino all’emergenza di oggi, con questa nuova crisi geopolitica. Questo governo vuole essere al fianco delle imprese della filiera turistica. Finora abbiamo fatto del nostro meglio, a partire da un ministero autonomo, dotato di portafoglio, per proseguire con il coordinamento delle politiche e l’ascolto delle categorie. E i risultati son sotto gli occhi di tutti:  l’Italia continua a consolidare la sua seconda posizione nel mondo per volume di arrivi e presenze. Un primato in Europa e una bilancia turistica dei pagamenti che, con il +5% rispetto all’anno precedente, dimostra il valore del settore».

FONDI AL SETTORE

La premier ha poi puntualizzato che «la ricchezza non la fanno i decreti, ma la fanno le imprese e un governo deve lavorare per metterle di crescere e far crescere il sistema-Paese. Il nostro esecutivo sarà al fianco delle categorie nella formazione continua, nel ricambio generazionale – attraverso sgravi fiscali – erogando risorse concrete. Come è stato fatto nel recente passato. Abbiamo stanziato fondi per i turni notturni e festivi e destinato incentivi mirati come per l’operazione Staff House. E proseguiremo a combattere l’abusivismo, così come  siamo stati apripista in Europa sul fronte delle false recensioni, fenomeno odioso che penalizza le imprese sane e in prima linea sul tema della concorrenza sleale regolando il fenomeno degli affitti brevi. Abbiamo poi investito sulla destagionalizzazione e delocalizzazione, promuovendo le strade del gusto, itinerari naturali, i cammini religiosi e le tante occasioni legate ai grandi eventi».

IPOTESI ZES IN TUTTA ITALIA

Meloni ha anche dichiarato: «Dobbiamo continuare a rilanciare i piccoli comuni, i borghi e le nostre aree interne e, a tal proposito, vogliamo estendere la Zes – Zona Economica Speciale a tutto il territorio nazionale perché gli ospiti stranieri possano così fruire di tanti altri nostri territori, puntando sui nostri punti di forza, ovvero il cibo, la moda, il design, l’artigianato, che sono i nostri asset vincenti scelti come motivazione di viaggio dal 42% degli ospiti stranieri».

CRISI ENERGETICA “SOTTO CONTROLLO”

Infine la premier si è soffermata sul tasto dolente dell’attuale guerra nel Golfo: «Stiamo vivendo un effetto domino di una crisi che da energetica può diventare anche alimentare: per l’approvvigionamento delle risorse energetiche il governo sta finalizzando incontri in Algeria, in Medio Oriente e presto anche in Azerbaijan. Sappiamo bene che le impennate dei prezzi penalizzano anche il turismo e stiamo facendo di tutto per calmierare questi meccanismi distorti. Siamo dunque consapevoli come questa materia sia fondamentale per le imprese turistiche. Ma dobbiamo impegnarci tutti ad avere un approccio positivo».

PRENOTAZIONI A RILENTO

Pensare positivo, ma affrontare con realismo le attuali criticità: così Bocca ha scaldato la platea degli albergatori senza nascondere le incognite scaturite dalle attuali crisi geopolitiche. A partire dall’aspetto operativo più preoccupante: il rallentamento delle prenotazioni: «Purtroppo stiamo riscontrando un andamento lento del booking, non in linea con il periodo. Del resto, i mercati d’oltreoceano, a partire dagli Usa, risentono molto di quel che succede in Ucraina, ma soprattutto nel Golfo persico. Tali flussi turistici risentono più di altri della percezione di instabilità, dell’incertezza nei collegamenti e del clima generale di tensione».

Per l’Italia, che ha costruito una parte importante della propria crescita proprio sulla capacità di attrarre visitatori internazionali, questo significa una cosa molto semplice: non possiamo permetterci di dare nulla per scontato.

COSA FARE? LA ROADMAP DI BOCCA

«Dobbiamo rafforzare la promozione, presidiare i mercati strategici e continuare a offrire un’immagine di affidabilità, sicurezza e qualità che sia più forte di qualsiasi scenario di crisi. Ma tutto questo non possiamo farlo da soli. Dobbiamo avere al nostro fianco il governo centrale e le amministrazioni locali. Nella buona e nella cattiva sorte, non si può volere il turismo quando c’è da incassare l’imposta di soggiorno e dimenticarsene – ha incalzato Bocca – quando invece c’è da correre ai ripari per scongiurare una crisi che rischia di danneggiare gravemente un settore che dà lavoro a 2 milioni di persone, tra dipendenti e autonomi e che contribuisce al Pil e alla ricchezza dei territori in misura significativa».

«Le incognite relative al costo dell’energia – ha detto ancora – rappresentano una forte ipoteca, non solo sui risultati di quest’anno, ma sulle prospettive per gli anni avvenire. Occorre al più presto intervenire per sterilizzare gli effetti di questo choc esogeno che potrebbero essere gravi e di lunga durata. Quelli più anziani tra di noi ancora ricordano le domeniche di austerity degli anni Settanta, le ristrettezze e i gravi problemi economici e sociali di quegli anni, originati proprio da una guerra in Medio Oriente. Non possiamo permettere che questo si ripeta ancora».

Bocca è poi tornato su un tema caldo che da tempo rilancia nelle sue uscite pubbliche, ovvero l’abusivismo e lo slogan sempre molto applaudito stesso mercato, stesse regole: «Il turismo è una risorsa straordinaria, ma va tutelato. Preservato dagli abusivi, ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati. Gli abusivi sono coloro che esercitano l’attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Essi non creano ricchezza, la distruggono. Dietro il paravento dei grandi numeri non fanno altro che svuotare le nostre città, privarle della loro anima e trasformarle in desolati dormitori per ospiti che non sono neanche censiti ai fini di pubblica sicurezza. È questa la nostra idea di qualità? Di eccellenza? È così che vogliamo competere come Paese? Non credo. I pirati sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma, senza nessuna rappresentatività. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche a coloro i quali si trovano a cedere alle loro lusinghe. Una recente ricerca che abbiamo realizzato con l’associazione Adapt ha evidenziato come il rischio connesso a questa possibilità sia di 40mila euro annui di maggiori costi per l’impresa media. E senza regole, anche la tecnologia più utile rischia di amplificare gli squilibri».

STRATEGIA PER IL BRAND ITALIA

Bocca si è anche soffermato sull’urgenza di mettere a regime una programmazione coordinata della promozione e commercializzazione del brand Italia: «Dobbiamo lavorare bene sul modo in cui l’Italia si racconta al mondo. Qui c’è una grande occasione. Trasformare il riconoscimento dei nostri Patrimoni materiali e immateriali in un programma concreto di promozione integrata tra turismo, agroalimentare ed enogastronomia. Pacchetti esperienziali, percorsi tematici, formazione condivisa, relazioni più forti tra ospitalità e produzione locale. Perché il vero vantaggio competitivo dell’Italia non è solo la bellezza. È la capacità di unire bellezza, gusto, cultura e accoglienza in un’esperienza unica. E quando parliamo di ospitalità, parliamo anche di capitale umano. Questo è il nostro vero banco di prova. Il turismo cresce, ma il settore continua a fare i conti con la difficoltà di reperire personale qualificato e stabile. È un problema che attraversa tutte le aree del Paese, dalle città d’arte alle località balneari, dalle destinazioni termali alla montagna».

LAVORO E FISCO

Bocca ha poi toccato temi di stretta attualità come il lavoro e la fiscalità: «Riguardo poi alla dignità del lavoro nel nostro settore c’è un tema, quello delle staff house e dell’housing per il lavoro turistico, che non è accessorio. Anzi, è centrale. Se vogliamo trattenere collaboratori validi, dobbiamo permettere loro di vivere e lavorare con dignità. Questo vale per chi opera in una grande città, come per chi lavora in una località stagionale o in un’area interna. Sul fronte fiscale, il messaggio è altrettanto chiaro: serve equità. L’albergo non è un immobile come gli altri. È un bene strumentale all’impresa. È un presidio economico, occupazionale e territoriale. Per questo chiediamo un trattamento coerente con la sua funzione produttiva, a partire da una fiscalità che non penalizzi le imprese stagionali e che tenga conto del costo reale degli investimenti, delle utenze, della riqualificazione e dell’energia. A questo proposito, il contesto economico generale ci impone serietà. L’Imf stima per l’Italia una crescita del Pil allo 0,7% nel 2026 e 2027. Numeri modesti che ci dicono: il quadro è fragile. Non possiamo permetterci politiche episodiche. Proprio per questo servono incentivi stabili, semplici, pluriennali. I crediti d’imposta per riqualificazione, digitalizzazione ed efficienza energetica vanno resi più accessibili. Le procedure vanno semplificate. I criteri vanno resi chiari. Gli strumenti vanno pensati per chi investe davvero, non per chi naviga la burocrazia».

OCCHIO ALL’AI

A completare lo scenario del futuro prossimo auspicato da Bocca una regolamentazione ancora più efficace contro le recensioni falese e una governance dell’intelligenza artificiale per renderla davvero una preziosa alleata a supporto delle imprese, dei turisti, ma anche nell’organizzazione del lavoro e personalizzazione dei servizi e delle offerte.

Fonte ufficio stampa Federalberghi.
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