Più leisure, più offerta premium, più alleanze tra capitali e albergatori in una mappa del ricettivo italiano che “sconfina” dalle solite big per allargarsi verso nuove mete. Si potrebbe sintetizzare così lo stato dell’arte dell’hȏtellerie nel nostro Paese, con un occhio di riguardo per l’offerta vacanziera e Mice. «Accanto alla crescita del lusso, nata dall’esigenza di creare prodotto nuovo per una richiesta crescente, registriamo anche un aumento dei cosiddetti urban resort. La partita si gioca non solo sulle stelle, ma anche sul posizionamento strategico dal punto di vista della caratterizzazione», ha spiegato Marco Comensoli, head of hotels & leisure Colliers Italia, nel corso della quarta edizione del Pambianco Hôtellerie Summit.
Altrettanto promettente è il mid-upscale, la categoria che cresce più velocemente e che sarà strategica per gli investitori quest’anno. Un altro dato interessante è la crescita dell’ampiezza geografica degli investimenti, non più ristretti alle classiche mete come Roma, Firenze, Venezia, Milano. Emergono destinazioni come il lago di Como ma anche regioni come Puglia e Sardegna. E sul fronte finanziario si consolida l’allocazione di capitale e sempre di più si stringono joint venture tra operatori alberghieri e investitori: i primi in cerca di expertise operativa, i secondi mirando a una strategia di crescita asset-light.
L’Europa mediterranea è sotto i riflettori e l’Italia vive grande dinamismo e lo hanno confermato anche le catene alberghiere che hanno partecipato al Summit.
NUCOLAUS E L’IPOTESI DI UN PARTNER
Upscale e lifestyle guidano gli investimenti del Gruppo Nicolaus fin dall’acquisizione di Valtur: «Quello che è stato importante è stato distinguere i target – afferma il ceo Giuseppe Pagliara – Stiamo portando avanti anche il marchio Raro, che oggi conta un centinaio di ville tra Puglia e Sicilia: stiamo sviluppando la Sardegna, e tra 2027 e 2028 apriremo il primo resort del brand, una masseria a Ostuni. L’Italia resta il nostro core, siamo tornati a guardare con attenzione alla Puglia, oggi sotto i riflettori di grandi investitori e Gruppi internazionali, e abbiamo in cantiere tre grandi progetti». E per quanto riguarda la modalità di gestione, se da una parte si punta ad affiliazione, franchising o management in modalità asset light per snellire, il gruppo guarda con interesse anche allo sviluppo delle strutture di proprietà e nell’ambito del modello PropCo non è escluso l’ingresso di un partner finanziario o industriale per supportare la crescita dell’hospitality company.
IHG AL RADDOPPIO IN ITALIA
Per Ihg in Italia sono una ventina gli hotel in pipeline, compreso il segmento premium e brand come Voco, che nasce da riconversioni. «Sono convinto che raddoppieremo la presenza in Italia, non solo nelle grandi città ma anche nel segmento leisure e resort con progetti in Sicilia e Sardegna», racconta Eric Viale, managing director Southern Europe.
IL GRUPPO ALPITOUR PUNTA A 15 VRETREATS
Le potenzialità del mercato luxury in Italia sono state intuite da tempo anche da Alpitour World con la sua divisione alberghiera Voihotels che, oltre ai diciotto resort del brand omonimo tra Sud Italia e le principali mete estere servite dal tour operating, investe sui VRetreats: «Hotel luxury in destinazioni iconiche italiane che oggi realizzano circa 70 milioni di fatturato sui 214 totali della divisione – spiega l’ad Paolo Terrinoni – È una realtà che rappresenta uno dei punti di sviluppo più importanti, con il 92% dei clienti provenienti da mercati internazionali. Non escludiamo in futuro di prendere in considerazione lo sviluppo di nuove linee di prodotto. Per il momento ci muoviamo sulle due nostre direttrici e per quanto riguarda VRetreats stiamo lavorando a nuove acquisizioni luxury. Abbiamo ambizioni di crescita, obiettivo 15 hotel luxury nel 2027». Voihotels, ne abbiamo scritto di recente, ha appena lanciato la sua nuova campagna di marketing. Nel frattempo Giovanni Tamburi, che attraverso Tip controlla Alpitour, ha annunciato nelle scorse ore l’acquisizioni di tre strutture da parte di Voihotels in vista della futura quotazione in Borsa del Gruppo.
AVANZATA LE GRAAL
Il mercato fa gola e attrae nuove realtà: Fabrizio Di Amato, presidente e azionista di riferimento del Gruppo Maire Tecnimont, ha voluto investire nella creazione di Le Graal, con la volontà di creare un marchio e una collezione esclusiva di strutture basata sul made in Italy. Il progetto è partito dalla costruzione del team e della brand identity e da tre hotel di proprietà, come racconta Claudio Ceccherelli, director of operations: «Il nostro obiettivo è arrivare ad almeno una decina di strutture nei prossimi cinque anni nelle destinazioni importanti ma anche in quelle con alto potenziale. Intanto il viaggio parte da Cortina, con la riapertura dell’ex Hotel Italia attesa a fine estate, 5 stelle dove abbiamo ridotto il numero di camere a trenta, di cui 13 suite, disegnato da Achille Salvagni con un design contemporaneo e stile inaspettato dove la montagna si intuisce nei dettagli. A Roma aprirà nell’inverno 2026/2027 un members club privato con undici camere e suite, in via Giulia in un palazzo del Cinquecento dedicato a Cosimo de Medici, con la volontà di creare una comunità internazionale. A Rivoltella di Desenzano sul Garda avremo infine una struttura in una villa palladiana, 44 camere di cui 23 suite, uno spa retreat, programmato nella primavera 2027. E stiamo valutando altre mete come Toscana, Puglia e Sicilia».
HILTON E IL VALORE DELLE COLLECTION
Il primo hotel Hilton d’Italia (il Rome Cavalieri che ancora porta le insegne del Gruppo, ndr) aprì a Roma nel 1963: «Oggi abbiamo 108 hotel tra operativi e in apertura anche in partnership con Small Luxury Hotel e sessanta tra aperte e pipeline (44 aperte) con nostri brand – illustra Alan Mantin, vice president development Southern Europe Hilton – Sono aumentate la propensione all’investimento dall’estero e lo sviluppo da parte di noi catene di marchi che aiutano la realtà del mercato italiano, che è molto frammentato e caratterizzato da imprenditoria familiare. I brand di collezione trainano e aiutano le strutture a mantenere la loro identità».
Anche Hilton conferma dunque le “collection” come fenomeno in crescita e l’attenzione ad ampliare il portfolio località: «Negli ultimi anni abbiamo aperto Genova, Napoli dove sta per arrivare il terzo hotel, Perugia, Trieste. La clientela internazionale continua a viaggiare in Italia anche oltre le solite città».
E non si tratta di solo lusso: «Abbiamo lanciato Spark by Hilton, un brand premium economy dedicato a conversioni di qualità. In Italia lo presenteremo nei prossimi mesi, abbiamo già sottoscritto diversi contratti e diventerà l’undicesimo nostro marchio nel Paese».

