Un podio tutto spostato a Oriente, l’Italia che si difende benissimo e, udite udite, gli Stati Uniti fuori dalla top ten. Chissà cosa penserà Donald Trump scorrendo la classifica aggiornata dei passaporti, elaborata dall’Henley Passport Index in base agli ultimi dati forniti da Iata.
Se la politica aggressiva a colpi di dazi intendeva ribadire la supremazia Usa, il ranking mondiale dei passaporti ha dato una risposta precisa alla Casa Bianca: l’Est sale e l’Occidente scende, a dimostrazione che le dinamiche nel mondo dei viaggi hanno subito una profonda trasformazione, conseguenza anche delle drammatiche crisi di Gaza e in Ucraina e, in generale, di una situazione geopolitica che negli ultimi anni ha cambiato gli equilibri.
L’Italia resta ai piedi del podio in buona compagnia e guarda dall’alto, tanto per dire, Francia e Regno Unito. Insomma, hai visto mai che, per una volta, le polemiche e le battaglie per avere il documento in tempi “umani” hanno sortito l’effetto sperato? Mentre il tricolore sventola, diamo un’occhiata alla graduatoria.
SINGAPORE SUL TRONO
Lo scettro resta saldamente nelle mani di Singapore: il passaporto della città-stato consente l’ingresso in 193 Paesi. Anche l’Argento e il Bronzo finiscono in Oriente: Corea del Sud e Giappone sono staccate di un’incollatura, rispettivamente con 190 e 189 Paesi.
Da qui è un monologo europeo, con un gruppone a quota 188, composto da Italia, Germania, Lussemburgo, Svizzera, Spagna. Un gradino più in basso, con 187 Paesi, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Paesi Bassi e Irlanda. A seguire Grecia, Ungheria, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo e Svezia, dove il passaporto vale l’accesso a 186 Stati.
E gli Stati Uniti? Precipitati in 12esima posizione, che condividono con la Malesia: quota 180. La discesa a stelle e strisce è figlia di diversi fattori.
Innanzitutto i cittadini americani hanno perso l’esenzione dal visto per il Brasile: dal 10 aprile 2025 è richiesto un visto elettronico (eVisa) per entrare nel Paese. E ancora: pesano l’esclusione dalla lista di accessi senza visto della Cina e le modifiche di accesso di Papua Nuova Guinea e Myanmar.
In coda l’Afghanistan, preceduto da Siria, Iraq, Yemen e Pakistan.
PASSAPORTO ADDIO
Resta comunque il fatto che l’epoca romantica del timbro sul passaporto è al tramonto, almeno in Europa. Dal 12 ottobre, infatti, è entrato in vigore il sistema informatico Ees nei 29 Paesi membri di Schengen, che registrerà entrate ed uscite, i dati contenuti nel passaporto, le impronte digitali e le immagini facciali dei cittadini extra-Ue che viaggiano per soggiorni di breve durata negli Stati membri europei.
L’entrata in vigore, ha spiegato il Consiglio Ue, sarà graduale, ma da aprile 2026 l’attuazione dovrà essere completata.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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