Superata nei porti italiani la soglia record dei 100 milioni di passeggeri annui, ripartiti tra il segmento traghetti (74 milioni di utenti), quello delle crociere (15 milioni) e il charter nautico. Si tratta del primo monitoraggio complessivo del turismo via mare in Italia, per la prima volta analizzato attraverso un’unica chiave di lettura che unisce crocieristica, trasporto marittimo passeggeri via traghetti, catamarani e aliscafi, e nautica, con la prima edizione del Rapporto sul Maritime Tourism in Italia realizzato da Risposte Turismo.
Lo studio affianca nuove analisi originali all’elaborazione di dati già disponibili con l’obiettivo di fornire a tutti gli operatori del comparto una visione d’insieme di un segmento strategico della macro industria turistica che comprende le dinamiche di viaggio e vacanza in mare, fruite da chi sceglie di muoversi a bordo di imbarcazioni di vario tipo.
«Il maritime tourism rappresenta una delle grandi risorse dell’economia turistica italiana ma fino a oggi è stato osservato prevalentemente attraverso analisi dedicate ai singoli comparti che lo compongono: crocieristica, traghetti e nautica – ha osservato Francesco di Cesare, presidente Risposte Turismo – Mentre con questo rapporto per la prima volta il turismo via mare in Italia viene analizzato e misurato come un unico ecosistema per restituire una visione d’insieme di un fenomeno fortemente interconnesso. Integrando nuove rilevazioni, dati ufficiali ed elaborazioni originali, il rapporto offre una fotografia completa del comparto con l’obiettivo di mettere a disposizione di imprese, operatori e istituzioni uno strumento di conoscenza utile per supportarne le scelte future».
GLI OLTRE 500 COMUNI
Dall’osservatorio di Risposte Turismo emerge un maritime tourism in crescita e di dimensioni significative per il sistema turistico italiano. Ogni movimento, infatti, rappresenta una potenziale occasione di visita, esperienza e spesa, contribuendo ad alimentare le economie locali e una filiera ampia di operatori. Il dato, pertanto, consente di leggere il maritime tourism non solo come un insieme di flussi turistici, ma anche come un moltiplicatore di opportunità di generazione di valore per i territori e l’intero sistema turistico italiano.
Tra i contributi originali del Rapporto figura anche la mappatura dei territori interessati dal maritime tourism. L’analisi condotta da Risposte Turismo individua oltre 500 comuni, tra località affacciate sul mare e destinazioni interne, coinvolti nelle diverse componenti del comparto, a dimostrazione di come l’impatto del turismo del mare interessi non solo le località costiere ma anche località dell’entroterra, grazie alle relazioni economiche, logistiche e turistiche generate dal settore.
CROCIERE: IL SECONDO POSTO DELL’ITALIA
Con circa 15 milioni di passeggeri movimentati (imbarchi, sbarchi e transiti) registrati nel 2025, pari a circa il 35% del traffico complessivo nel bacino del Mediterraneo (nuovo record storico con una crescita del 3,6% sul 2024), l’analisi di Risposte Turismo fa emergere l’Italia come il secondo Paese al mondo per movimentazione di traffico crocieristico nei propri porti.
Nel dettaglio, il nostro Paese è secondo solo agli Usa, sul terzo gradino del podio la Spagna. E le stime realizzate da Risposte Turismo indicano un’ulteriore crescita attesa a fine 2026, quando i passeggeri movimentati nei porti crocieristici del Paese dovrebbero superare i 15,3 milioni (+3,9% sul 2025) e le toccate raggiungere le quasi 6.000 (+4,8% sul 2025).
L’analisi di Risposte Turismo sul segmento crocieristico evidenzia, inoltre, alcuni cambiamenti strutturali del mercato. Pur rimanendo fortemente concentrato lungo il versante tirrenico, in particolare grazie ai risultati ottenuti nel 2025 dai primi tre scali crocieristici del Paese (Civitavecchia con 3,56 milioni, Napoli con 1,85 milioni e Genova con 1,63 milioni), il traffico crocieristico mostra i primi segnali di una redistribuzione territoriale e temporale. La macroarea delle isole è risultata nel 2025 quella cresciuta maggiormente mentre i mesi di stagione spalla (marzo-maggio e ottobre) sono quelli che registrano l’incremento più consistente rispetto al 2024, evidenziando i primi effetti dei processi di destagionalizzazione.
TRAGHETTI SEMPRE PIÙ STRATEGICI
Dedicato poi un ampio approfondimento anche all’analisi del trasporto marittimo via traghetti, aliscafi e catamarani, un comparto strategico per la mobilità e il turismo che, fino a oggi, è stato analizzato solo parzialmente a causa della frammentazione delle fonti disponibili. Per superare questo limite, Risposte Turismo ha integrato i dati ufficiali di Assoporti relativi ai porti delle Autorità di Sistema Portuali con una mappatura di oltre 60 porti e approdi che movimentano traffico passeggeri ma non rientrano nelle competenze delle Autorità di Sistema Portuale, ampliando così per la prima volta il perimetro di osservazione del comparto.
Da questa integrazione, secondo i ricercatori di Risposte Turismo nel 2025, si rileva che sono stati almeno 74,3 milioni i passeggeri movimentati dal trasporto a corto e lungo raggio (+2,1% sul 2024): 60,5 milioni rilevati da Assoporti nei porti delle Autorità di Sistema Portuale e oltre 13,8 milioni rilevati da Risposte Turismo da 34 scali che, dei circa 60 mappati a livello nazionale, hanno collaborato a questa prima edizione del rapporto. ll dato, seppur non esaustivo a livello nazionale, rappresenta oggi la fotografia più completa disponibile del comparto. Si tratta tuttavia di una stima per difetto, poiché alcuni scali locali non dispongono ancora di serie statistiche complete.
NEL CHARTER NAUTICO PRIMEGGIANO SICILIA E COSTA TIRRENICA
Infine un approfondimento sul turismo nautico, affiancando all’analisi dell’offerta nautica italiana una fotografia della domanda di charter nautico, possibile grazie a un’indagine inedita realizzata su un campione di 30 società dotate, complessivamente, di 43 basi operative distribuite tra Mar Tirreno (46,3%), Sicilia (34,1%), Sardegna (14,6%), Mar Ionio (4,9%) e Mar Adriatico (4,9%).
L’indagine evidenzia un comparto dinamico, sostenuto principalmente dalla domanda domestica, che nel 2025 ha rappresentato il 54,1% della clientela. La componente internazionale, tuttavia, pesa ormai per quasi la metà del mercato (45,9%) ed è trainata soprattutto da Germania, Stati Uniti e Francia, che si confermano i principali mercati esteri di riferimento per gli operatori del charter nei mari italiani.


