Vede con chiarezza la luce Quality Group, che a causa dell’incertezza geopolitica, ma anche della narrazione eccessivamente negativa del contesto internazionale, ha visto frenare la domanda outgoing nei primi sei mesi dell’anno con una flessione del -6,8% rispetto al 2025 (-4,5% se si considera l’incoming).
La progressiva normalizzazione dei conti attesa per la stagione autunno-inverno rappresenta però un segnale concreto della resilienza del Gruppo e della sua capacità di reagire con rapidità alle oscillazioni del mercato, grazie anche a un ampio portafoglio di prodotti a disposizione, e un consolidato posizionamento sul mercato, in virtù del quale è sempre possibile orientare l’interesse dei clienti nel momento in cui vengono a indebolirsi specifiche aree geografiche.
Non solo, a ciò si aggiungono elasticità, competenza e capacità di fornire un quadro realistico della situazione: tre pilasti del lavoro quotidiano degli addetti al booking e all’operativo di Quality Group, figure che conoscono fondo le destinazioni, quanto mai necessarie ora per ridare serenità e sicurezza al cliente.
In questo scenario, un ulteriore impulso alle vendite arriverà tra fine giugno e inizio settembre con l’uscita dei nuovi cataloghi dei brand di Quality Group, cui seguiranno i lanci previsti a metà novembre, insieme alla conferma e alla prosecuzione, anche durante l’estate, delle attività formative dedicate al trade.
«Siamo ancora nella fase iniziale di rilancio – spiega Marco Peci, direttore commerciale e marketing Quality Group – Ma già nelle prossime settimane, con una stabilizzazione del quadro geopolitico, ci aspettiamo un’accelerazione. Al momento le prenotazioni sono in calo del 7% per i mesi a venire, naturalmente con ampie differenze tra destinazione e destinazione, alcune aree restano in sofferenza, Stati Uniti, India, certe destinazioni africane. Bene, invece, va l’Oriente oltre il Golfo e dunque Giappone, Cina e Indocina, altrettanto bene il Centro-Sudamerica, l’Europa, l’Italia e, tutto sommato, anche l’Africa del Nord».
«Il fatto che le prenotazioni siano ora in equilibrio, fra un 50% di viaggi organizzati e un 50% di viaggi individuali, evidenzia la fiducia e l’ampio raggio della domanda che ci viene sottoposta. La percentuale di chiusura dei preventivi risulta di riflesso più alta che nel 2025; chi chiede di viaggiare in questo momento è piuttosto determinato ad acquistare», conclude Peci.


