Quattro milioni di euro di multa dall’Antitrust alla società di recensioni Trustpilot per pratica commerciale scorretta.
Dall’istruttoria dell’autorità garante della concorrenza e del mercato è emerso che le società non hanno effettuato controlli adeguati a garantire la genuinità delle recensioni pubblicate – oggetto di stretta in Italia con il ddl Pmi che ha ricevuto anche il via libera del Senato – sulla propria piattaforma, anche nell’ipotesi in cui queste siano state indicate da Trustpilot come verificate. Gli accertamenti hanno anche evidenziato come i servizi di raccolta recensioni offerti dalla piattaforma – promossi come strumenti per ridurre il rischio di contenuti falsi o fuorvianti e per assicurare una maggiore integrità del sistema – consentano in realtà alle imprese di selezionare i consumatori cui inviare l’invito a recensire, incidendo così sulla rappresentatività complessiva delle valutazioni pubblicate.
L’Autorità ha inoltre accertato che Trustpilot non ha reso accessibili in modo adeguato ai consumatori informazioni rilevanti sul funzionamento della piattaforma, sull’utilizzo di servizi a pagamento da parte delle imprese presenti sulla piattaforma e su ulteriori elementi utili per la scelta dei consumatori.
Queste condotte – attuate anche ricorrendo a tecniche di progettazione dell’interfaccia tipiche dei cosiddetti dark pattern – integrano nel complesso una pratica che presenta profili di ingannevolezza, in violazione degli articoli 20, 21, 22, 23, comma 1, lettera bb-ter) del Codice del consumo.
In una nota, Assoutenti ha dichiarato come “in tema di recensioni è fondamentale garantire massima trasparenza ai consumatori che scelgono prodotti e servizi, e sanzionare qualsiasi violazione che rappresenti un danno per i cittadini e per il mercato. Il provvedimento dell’Autorità conferma quanto Assoutenti denuncia già da tempo: il sistema delle recensioni online rappresenta oggi un fattore determinante nelle scelte economiche dei consumatori e, proprio per questo, deve essere improntato alla massima trasparenza e correttezza”.


