Condotte discriminatorie e illecite dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Ryanair. Con questa motivazione, il Consiglio di Stato ha annullato la multa di 4,2 milioni di euro irrogata alla low cost irlandese nel 2021, in relazione alle cancellazioni dei voli durante il Covid. Ragion per cui la compagnia ha esortato la premier Giorgia Meloni “a riformare urgentemente l’Agcm“.
LA SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO
La Corte ha rilevato che l’Antitrust – spiega il vettore – “aveva discriminato Ryanair respingendone, senza interlocuzioni, gli impegni proposti, accettando invece impegni analoghi di altre compagnie aeree, tra cui Alitalia, Vueling e Blue Panorama. Il Consiglio di Stato ha stabilito che la condotta dell’Agcm ha violato i principi fondamentali del diritto amministrativo e della concorrenza, affermando che il potere discrezionale attribuito al Garante è stato esercitato “in modo non conforme ai principi di coerenza, ragionevolezza e non discriminazione”.
“Questi accertamenti – si legge ancora nel comunicato della compagnia – sono profondamente dannosi per la reputazione dell’Agcm e forniscono un contesto compromettente alla bizzarra sanzione di 256 milioni di euro imposta a Ryanair per la sua politica di distribuzione diretta, che ha ignorato la sentenza precedente della Corte d’Appello di Milano del gennaio 2024, quando veniva confermato che del modello di distribuzione diretta di Ryanair “senza dubbio beneficia[no] i consumatori” portando a tariffe più basse; è“economicamente giustificato in termini di contenimento dei costi operativi e di eliminazione dei costi legati all’intermediazione nella vendita dei biglietti”; “ha contribuito a un canale di comunicazione diretto per ogni eventuale necessità di informazione e di aggiornamento sui voli”.
Quindi l’ultima stoccata: “La sentenza del Consiglio di Stato secondo cui l’Agcm ha discriminato Ryanair solleva seri dubbi sul fatto che si possa fare affidamento sul personale dell’Athority per agire in modo obiettivo, coerente e conforme ai precedenti giudiziari, in particolare quando Ryanair è coinvolta. Ryanair ha fatto ricorso contro la sanzione di 256 milioni di euro dell’Agcm ed è fiduciosa che, come nel caso sopra citato riguardante le cancellazioni Covid, i Tribunali italiani confermeranno nuovamente lo stato di diritto, e annulleranno un’altra multa di infondata”.
LA REAZIONE DI O’LEARY
Non si è fatta attendere la reazione del ceo di Ryanair, Michael O’Leary: «La sentenza del Consiglio di Stato solleva seri dubbi sull’imparzialità dell’Agcm e sul trattamento a Ryanair. La Corte ha stabilito che l’Agcm ha discriminato Ryanair applicando standard diversi in casi equivalenti rispetto ad altre compagnie, il che viola chiaramente i principi fondamentali della giustizia».
«Questi risultati – ribadisce O’Leary – danneggiano profondamente la reputazione dell’Agcm e forniscono un chiaro contesto alla bizzarra sanzione di 256 milioni di euro del dicembre 2025 (riguardante la nostra politica di distribuzione diretta), che contraddice la chiara sentenza della Corte d’Appello di Milano del gennaio 2024, nella quale il modello di Ryanair è stato ritenuto “indubbiamente vantaggioso per consumatori” e per offrire tariffe competitive. Ryanair ha fatto ricorso contro questa sanzione viziata dell’Agcm ed è fiduciosa che, ancora una volta, i Tribunali italiani confermeranno lo stato di diritto e i precedenti giudiziari, e annulleranno un’altra decisione illegittima».


