Riusciranno le destinazioni europee a fronteggiare con successo l’emergenza climatica che, di anno in anno, sta mettendo a dura prova servizi d’accoglienza e di assistenza per i viaggiatori? È la domanda da un milione di dollari (o meglio, di euro) che si è posta l’Etoa, l’associazione europea del tour operating, che ha chiesto ai suoi associati di stilare le principali priorità che si dovranno affrontare nell’immediato futuro per far sì che le mete europee rimangano attrattive, soprattutto nella stagione estiva.
Infatti, come si legge in un approfondimento sul sito dell’associazione europea, “l’adattamento ai cambiamenti climatici è una condizione preliminare per la resilienza delle destinazioni europee e delle infrastrutture da cui dipendono. L’impatto sul turismo è già evidente nei modelli di prenotazione, negli ostacoli operativi e nella percezione dei clienti. L’Europa si sta riscaldando a una velocità più che doppia rispetto alla media globale. Trovare il modo di mantenere freschi edifici, veicoli, città e persone è fondamentale quanto le fontane e il riscaldamento invernale. Le località turistiche stagionali devono reinventarsi. Ed è necessario un adattamento strategico, ma i governi devono valutare con urgenza anche modifiche pratiche, come l’apertura anticipata e posticipata dei musei e l’autorizzazione all’utilizzo dell’aria condizionata nei veicoli a basse emissioni prima dell’imbarco dei passeggeri”.
Le due maggiori criticità rilevate dall’Etoa riguardano la crescente imprevedibilità operativa legata a incendi boschivi, temporali estivi improvvisi e altri eventi estremi che comportano cancellazioni, modifiche di itinerari e costi aggiuntivi per tour operator, agenzie e clienti.
E accanto a questo una accentuata esposizione economica delle imprese turistiche, chiamate a sostenere maggiori costi per assicurazioni, gestione delle emergenze, riprogrammazione dei servizi e assistenza ai viaggiatori. Etoa ha dedicato anche uno specifico webinar al tema “Hotter, Wetter, Riskier”, sottolineando l’impatto del clima sui bilanci aziendali. E che ci sia emergenza climatica lo dicono le statistiche: secondo i meteorologi la media estiva delle massime in Europa è passata dai 22 gradi degli anni Novanta ai 26 gradi di oggi, ma ciò che preoccupa è l’aumento dei giorni di picco durante i quali in varie zone d’Europa si sono toccati i 38/40 gradi, più che raddoppiati.
L’impatto delle ondate di calore europee sull’organizzazione dei tour è fin troppo evidente. Gli stessi membri Etoa segnalano una serie di difficoltà operative dovute al caldo estremo che ha colpito l’Europa quest’estate. Tutte queste problematiche hanno ripercussioni sul servizio clienti. In particolare le segnalazioni più frequenti riguardano le “norme incoerenti” sull’acqua potabile gratuita, le escursioni a piedi ormai sempre più difficili per il caldo estremo nel corso dell’intera giornata; e ancora l’aria condizionata limitata nei locali, le crescenti interruzioni dei trasporti, specialmente ferroviari, l’accesso limitato ai pullman climatizzati, così come le varie problematiche legate agli altri mezzi di mobilità turistica.
In un questionario online divulgato proprio in questi giorni, Etoa sta chiedendo ai propri associati in che modo il caldo sta influenzando la loro organizzazione, le destinazioni programmate ed in generale l’attività operativa quotidiana.
Le risposte e i contributi raccolti da operatori, fornitori di servizi e destinazioni in merito a problemi e potenziali soluzioni legati ai cambiamenti climatici, diventeranno capisaldi di una roadmap che guiderà le azioni future di Etoa presso le istituzioni europee e nazionali. Un pressing “lobbistico” a sostegno del mantenimento dell’appeal della destinazione Europa come location da visitare oltre che come luogo in cui vivere e lavorare.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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