Crescita col freno a mano per il traffico aereo europeo nel primo semestre dell’anno: secondo i rilevamenti di Aci Europe il traffico passeggeri nell’intera rete aeroportuale europea è aumentato del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma il ritmo di crescita ha subito un netto rallentamento nel secondo trimestre (+1,3%) rispetto al primo trimestre (+4,3%), a causa dell’impatto della guerra in Medio Oriente, con una drastica riduzione del traffico nella regione e alcune compagnie aeree che hanno tagliato la capacità in risposta all’aumento dei prezzi del carburante per aerei.
Di conseguenza, e per la prima volta dalla ripresa dalla pandemia di Covid-19, il traffico passeggeri nazionale (+3%) ha superato quello internazionale (+2,5%) nel primo semestre.
Per Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe: «È innegabile che la geopolitica abbia influenzato sempre più l’andamento del traffico quest’anno. La crescita ha chiaramente perso slancio, con il traffico passeggeri in fase di stallo – o addirittura in calo – in diversi mercati nazionali a partire da giugno. È importante sottolineare che si tratta più di shock e pressioni sul lato dell’offerta che di un indebolimento della domanda. Gli europei continuano a dare priorità ai viaggi aerei, mentre i nordamericani continuano a visitare il nostro continente in numero record quest’estate. Guardando al futuro, la risoluzione dei problemi relativi al sistema di ingresso/uscita Schengen deve essere la priorità immediata dell’Europa. I lunghi, imprevedibili e inaccettabili tempi di attesa ai controlli di frontiera hanno iniziato a scoraggiare i viaggi e a minare la reputazione dell’Europa come destinazione efficiente e accogliente. Inoltre, l’evoluzione della guerra in Medio Oriente – e le sue ripercussioni sia operative che macroeconomiche – determineranno in larga misura l’andamento del traffico aereo europeo anche per il resto dell’anno. L’aviazione europea opera sicuramente in un contesto molto più instabile rispetto al decennio precedente la pandemia».
L’ITALIA TRA I MERCATI PIÙ DINAMICI
Nella prima metà del 2026, le migliori performance nazionali per il traffico passeggeri sono state registrate dagli aeroporti di Slovacchia (+101,3%), Malta (+15,6%) e Slovenia (+14,7%), mentre gli aeroporti di Islanda (-7,1%), Cipro (-4,4%) e Austria (-2,6%) hanno registrato i risultati peggiori. Tra i maggiori mercati dell’UE l’Italia (+4,2%) e Spagna (+3,7%) sono stati i più dinamici, mentre Francia (+0,6%) e Regno Unito (+0,4%) hanno registrato aumenti limitati, mentre la Germania (-1,2%) è rimasta in territorio negativo.
Anche gli aeroporti del mercato extra-Ue hanno registrato ampie divergenze nelle performance del traffico passeggeri, a testimonianza sia della diversa esposizione alle dinamiche geopolitiche nei vari mercati nazionali, sia della maggiore crescita della domanda sottostante nei mercati dell’aviazione meno maturi. Ciò ha portato gli aeroporti della Macedonia del Nord (+27,9%), Moldavia (+21%), Albania (+17,2%), Uzbekistan (+15,7%), Armenia (+11%) e Montenegro (+10,4%) a registrare risultati impressionanti, mentre quelli di Israele (-19,2%), Azerbaigian (-3%), Georgia (-2,5%) e Kosovo (-1,5%) hanno subito cali. La dinamica per gli aeroporti del principale mercato della Turchia (+2,8%) è rimasta positiva.
A LONDRA L’AEROPORTO PIÙ TRAFFICATO
Gli aeroporti principali (con oltre 40 milioni di passeggeri) hanno registrato la crescita più lenta nel primo semestre , con un aumento del volume di passeggeri di appena lo +0,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’aeroporto di Londra Heathrow si è confermato ancora una volta l’aeroporto europeo più trafficato, accogliendo un numero record di 40,1 milioni di passeggeri, con un incremento dello 0,2% rispetto al primo semestre del 2025. L’hub britannico è stato seguito a ruota da Istanbul (39,84 milioni di passeggeri | +1,6%).
L’aeroporto di Istanbul Sabiha Gökçen (+6,4%) e i due hub spagnoli di Barcellona (+4,4%) e Madrid (+4,2%) si sono distinti per la loro crescita dinamica. Mentre Londra-Gatwick (-5,2%), Monaco (-4,2%) e Francoforte (-0,8%) hanno registrato prestazioni inferiori alle attese, ed altri tre scali di riferimento come Amsterdam-Schiphol (-0,3%), Parigi-CDG (-0,2%) e Roma Fiumicino (+0,3%) sono rimasti sostanzialmente invariati.
I mega aeroporti (fascia tra i 25 ed i 40 milioni di passeggeri) hanno registrato un aumento del volume di passeggeri dell’1,9%, con le migliori performance a Copenaghen (+6,8%), Malaga (+6,7%) e Dublino (+5,9%).
Infine gli aeroporti di piccole dimensioni (con meno di 1 milione di passeggeri) hanno rappresentato il segmento in più rapida crescita su base annua, con un aumento del traffico passeggeri dell’8,6%. Tuttavia, questi aeroporti restano gli unici a non aver ancora recuperato i livelli di traffico passeggeri pre-pandemia (primo semestre) (-33,2%).
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
Guarda altri articoli

