Trasporto aereo, la ripresa che non c’è: il report di Iata

Trasporto aereo, la ripresa che non c’è: il report di Iata
04 Febbraio 11:39 2021 Stampa questo articolo

Percentuali sconsolanti per il trasporto aereo internazionale: dopo il consuntivo del 2020 che ha certificato un crollo complessivo della domanda del 66% (per il traffico internazionale il calo è stato addirittura del 75% e in quello domestico del 48,8%), Iata rettifica anche le proiezioni per il 2021, a causa della recrudescenza della pandemia in molti Paesi del mondo e il rallentamento della operazione vaccinale planetaria.

L’auspicio, più che una previsione, era di recuperare un buon 50% nel traffico aereo mondiale, ma ora la stima si ferma a un recupero del 38%, il che significa una forte riduzione dei ricavi previsti nella ripartenza che per tutte le compagnie aeree sarebbero ossigeno puro.

Le preoccupazioni di Iata si accentuano con i primi riscontri sulle prenotazioni per viaggi futuri, effettuate a gennaio 2021, che registrano una diminuzione del 70% rispetto allo stesso mese di un anno fa, esercitando ulteriore pressione sulle posizioni di cassa delle compagnie aeree e influenzando potenzialmente sui tempi della ripresa prevista.

«L’anno scorso – ha commentato Alexandre de Juniac, direttore generale e ceo di Iata – è stata una catastrofe. Non c’è altro modo per descriverlo. La ripresa della stagione estiva dell’emisfero settentrionale si è arrestata in autunno e la situazione è peggiorata drammaticamente durante le festività di fine anno, poiché sono state imposte restrizioni di viaggio più severe di fronte a nuovi focolai e nuovi ceppi di Covid-19».

In realtà, la doccia fredda sul trasporto aereo internazionale è di appena due settimane fa, quando si è palesato un forte ritardo nei programmi di vaccinazione e si è prospettata una terza ondata della pandemia in numerosi Paesi del mondo.

«L’ottimismo sul fatto che l’arrivo e la distribuzione iniziale dei vaccini avrebbe portato a un pronto e ordinato ripristino dei viaggi aerei globali – ha aggiunto de Juniac – è stato deluso di fronte a nuovi focolai e nuove mutazioni della malattia. Il mondo è più bloccato oggi che in qualsiasi momento negli ultimi 12 mesi e i passeggeri devono affrontare una serie sconcertante di restrizioni di viaggio in rapida evoluzione e non coordinate a livello globale. Esortiamo quindi i governi a collaborare con l’industria per sviluppare gli standard per la vaccinazione, i test e la convalida che consentano ai governi di avere fiducia che i confini possano riaprirsi e che i viaggi aerei internazionali possano riprendere una volta neutralizzata la minaccia del virus».

Secondo de Juniac, infine, lo Iata Travel Pass aiuterà questo processo, «fornendo ai passeggeri un’app per gestire in modo semplice e sicuro i propri viaggi in linea con i requisiti governativi per i test Covid-19 o le informazioni sui vaccini. Nel frattempo, l’industria del trasporto aereo richiederà e dovrà contare su un sostegno finanziario continuo da parte dei governi per restare in volo».

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Andrea Lovelock
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