Travelbuy, 43 milioni di fatturato per per il “network delle giovani adv”
Oltre 120 agenti di viaggi affiliati e un giro d’affari di 43 milioni di euro, con un incremento del 30% rispetto al 2024. Questi sono i numeri di Travelbuy, il network che ormai si è dato una connotazione precisa nel mondo dell’intermediazione: quello di essere la rete delle giovani agenzie di viaggi.
Con le affiliazioni dell’ultimo anno, infatti, l’età media degli adv appartenenti al network si è attestata al di sotto dei 35 anni. Un dato giustamente sottolineato da Alfredo Vassalluzzo, founder di Travelbuy, nella Convention 2026 svoltasi a Roma al Th Villa Carpegna Palace
«Un buon 80% degli affiliati entrati a far parte della nostra rete lo scorso anno – osserva – è addirittura al di sotto dei trent’anni e la nostra forza, più che dalla pubblicità tradizionale, deriva dal passaparola di chi è nel nostro network da tempo e ha toccato con mano i benefici di questa affiliazione. Quello che ripeto sempre è che Travelbuy, di fatto, crea gli imprenditori da zero e chi si affaccia al trade con la passione giusta trova nel nostro network, fatto di piccole ma dinamiche realtà, la soluzione ottimale per crescere e fare business».
Nel dettaglio, Vassalluzzo spiega: «La nostra formazione è ormai improntata alla tecnologìa di ultima generazione: gli affiliati, infatti, seguono un corso in sede di 5 giorni e successivamente possono fruire di un aggiornamento professionale che avviene tramite l’applicativo dell’intelligenza artificiale che dialoga con le adv in qualsiasi momento della giornata. Una formula che consenten così di completare il percorso formativo con una certa flessibilità. È chiaro che lo staff Travelbuy è a disposizione per assistere e supportare gli affiliati a seconda delle loro esigenze».
Il tema della Convention 2026 è stato impostato sulle eccellenze di Travelbuy e Vassalluzzo ha così sintetizzato il valore aggiunto del network: «Le eccellenze della nostra rete risiedono nella capacità di ascolto e nella reattività: conosciamo tutti gli affiliati uno ad uno, perché sono prima di tutto delle persone e non dei semplici punti vendita che fatturano e questo viene molto apprezzato».
Quest’anno, poi, Travelbuy ha preso in gestione diretta un resort a Phuket: 39 ville con piscina, location di prestigio destinata a un target di clientela medio-alto, che consente alle agenzie affiliate di diversificare la propria offerta. Un plus nelle proposte del network che viene seguito con attenzione dalla struttura centrale che tra l’altro si è ulteriormente consolidata.
Un team composto da 19 persone, di cui cinque al booking, cinque alla biglietteria e le restanti risorse distribuite tra amministrazione e gestione delle pratiche di viaggio. E a tal proposito Vassalluzzo precisa: «Una delle chiavi del successo operativo di Travelbuy è rappresentato dall’assistenza a 360 gradi, nel senso che gli adv affiliati che finalizzano le vendite hanno a disposizione un contratto Travelbuy che li tutela in ogni aspetto e in caso di contenziosi non vengono coinvolti in prima persona, poiché interviene subito il nostro consulente legale che seguirà la vicenda fino all’epilogo. Così come li stiamo assistendo in questo momento critico che sta penalizzando tutto il trade».
In effetti, l’atmosfera alla Convention di Travelbuy – nonostante il clima pesante dei conflitti che stanno penalizzando varie aree del mondo – è stata comunque distesa e caratterizzata da tanti sorrisi e pacche sulle spalle: le 120 agenzie hanno incontrato 30 fornitori di servizio, tra tour operator come Ota Viaggi e Naar, compagnie crocieristiche come Msc, assicurazioni ed altri attori della filiera. La kermesse si è svolta con l’apprezzato format del workshop, con i vari desk dislocati negli ampi spazi della struttura Th, e si è poi conclusa con uno spettacolo dedicato ai traguardi raggiunti da Travelbuy, presentato dal direttore di Rai Sport, Marco Lollobrigida, e dalla giornalista Stefania Rolandi.
Infine una battuta di Vassalluzzo sull’attuale difficile momento: «È chiaro che la preoccupazione c’è in tutti noi, ma dopo aver superato il terribile periodo della pandemia, abbiamo metabolizzato certe sofferenze operative e siamo sempre più reattivi a ciò che succede. Sono sicuro che riusciremo a fronteggiare anche queste criticità».


