La detraibilità fiscale dei viaggi è un modello di trasparenza che può premiare viaggiatori e operatori turistici. Il presidente del network Primarete, Ivano Zilio, e l’economista Damiano De Marchi rilanciano la proposta suggerita nei giorni scorsi dal presidente di Aidit, Domenico Pellegrino, che evidenzia come la tracciabilità dei pagamenti legati ai viaggi possa diventare un passaggio chiave nella riforma fiscale.
«La proposta sulla detraibilità fiscale dei viaggi, ispirata al modello delle spese sanitarie – osserva Zilio – rappresenta un passo concreto verso la trasparenza del settore. Non si tratta di un bonus a pioggia, ma di uno strumento che premia i comportamenti corretti: per le agenzie non vi sono oneri aggiuntivi, se non l’emissione della fattura elettronica». Il beneficio fiscale verrebbe infatti riconosciuto esclusivamente ai viaggiatori che effettuano pagamenti tracciabili e acquistano tramite operatori certificati iscritti al database nazionale del Mitur, escludendo di fatto i canali non regolamentati e il fai-da-te digitale».
«È una misura che contrasta concretamente il sommerso e l’abusivismo – prosegue Zilio – trasformando il consumatore nel primo garante della legalità, incentivato a richiedere trasparenza per poter accedere al beneficio fiscale».
Tuttavia, il presidente del network rileva come resti aperto il tema dell’impatto finanziario sulle agenzie di viaggi. «L’attuale applicazione della ritenuta prevista dall’Art. 25-bis del Dpr 600/73 comporta una decurtazione immediata dei ricavi. Parliamo di un’incidenza effettiva che può arrivare all’11,5% o al 4,6% in presenza di collaboratori, su margini già estremamente contenuti».
Una dinamica che genera un problema strutturale: «In molti casi la ritenuta supera l’imposta effettivamente dovuta, creando crediti fiscali che restano immobilizzati per anni a causa dei tempi lunghi di rimborso. Questo si traduce in una sottrazione di liquidità fondamentale per le imprese». La conclusione di Zilio è fin troppo esplicita: «Ben vengano misure che favoriscono la trasparenza e la regolarità del mercato, ma è indispensabile intervenire per riequilibrare il sistema fiscale, evitando che le agenzie diventino finanziatrici involontarie dello Stato».
A tal proposito Damiano De Marchi, professore di Economia e politica del turismo presso l’Università Ca’Foscari di Venezia e autore di numerosi piani strategici, rapporti e pubblicazioni, nel 2025 ha pubblicato E-tourism, un’opera di riferimento che analizza come le tecnologie stiano ridefinendo il concetto di turismo e i modelli di business del settore.
De Marchi sottolinea come la proposta in esame rappresenti innanzitutto un’importante occasione per ribadire il ruolo centrale del comparto agenziale italiano. «Un settore che conta oltre 7.000 imprese e più di 40.000 lavoratori e che costituisce un pilastro fondamentale nella transizione tecnologica dell’e-tourism, non può rimanere “marginalizzato” nelle politiche di incentivazione turistica e di filiera».
In buona sostanza, secondo De Marchi, si tratta di un incentivo selettivo, profondamente diverso rispetto al Bonus Vacanze 2021 – i cui fondi sono rimasti parzialmente inutilizzati – e coerente con l’evoluzione recente del sistema fiscale italiano: «La misura, infatti, premia trasparenza e tracciabilità, contrastando al contempo il fenomeno del “fai da te” digitale e dei canali non regolamentati, sempre più diffusi anche attraverso i social media».
Un altro aspetto fondamentale riguarda la necessità di definire con precisione il perimetro delle spese detraibili, sia per aumentarne l’efficacia, sia per evitare effetti distorsivi sulla bilancia dei pagamenti turistica italiana, il cui surplus – secondo le stime preliminari del 2025 – supera i 22 miliardi di euro.
In tal senso, una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata da un focus sulle spese outbound, prevedendo limiti di detraibilità o aliquote differenziate. La detraibilità fiscale dei viaggi si configura inoltre come una prima applicazione a livello europeo, potenzialmente in grado di diventare una best practice capace di coniugare legalità e sostenibilità attraverso la leva fiscale.
Una misura che, nel medio periodo, potrebbe favorire una maggiore integrazione digitale, riducendo gli oneri documentali per cittadini e imprese. Inoltre – conclude De Marchi – tale proposta potrebbe contribuire, seppur in misura da valutare, a compensare gli effetti dell’applicazione della ritenuta prevista dal Dpr 600/73. Una normativa che impatta significativamente sul flusso di cassa delle agenzie comporta un aumento dei costi amministrativi e rischia, nel lungo periodo, di rendere strutturale il credito d’imposta».
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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