Verso gli Stati generali del turismo Lgbtq+

Verso gli Stati generali del turismo Lgbtq+
26 Ottobre 07:00 2026

Tornano a Roma, il 9 novembre, gli Stati generali europei del turismo Lgbtq+, promossi da Elta (European Lgbtq+ Travel Alliance). L’appuntamento, in programma in Campidoglio, riunirà istituzioni, operatori turistici ed esperti per discutere le trasformazioni del mercato, la sicurezza dei viaggiatori e l’impatto dell’intelligenza artificiale.

Al centro dell’incontro, anche il divario tra i Paesi europei sul fronte dei diritti e dell’inclusione. Secondo la Rainbow Map 2026 di Ilga-Europe, il punteggio medio europeo relativo alla tutela dei diritti Lgbtq+ è salito al 43%, mentre nei Paesi dell’Unione europea raggiunge il 52%.

L’Italia arranca

A guidare la classifica è la Spagna, con un punteggio dell’88,7%, seguita da Malta e Islanda. L’Italia si colloca invece al 36° posto su 49 Paesi, perdendo una posizione rispetto al 2025, con un punteggio del 24,11%, nettamente inferiore alla media Ue.

Il programma degli Stati generali prevede tre tavole rotonde dedicate al business travel, all’intelligenza artificiale e ai nuovi segmenti del turismo Lgbtq+. Particolare attenzione sarà riservata alla sicurezza nelle trasferte di lavoro e ai rischi legati agli algoritmi, dalla discriminazione automatizzata alla diffusione di informazioni inesatte sulle destinazioni considerate sicure.

«L’Europa si conferma l’area più sicura al mondo per il turismo Lgbtq+, guidata da Paesi che continuano a investire in tutele e accoglienza», ha sottolineato Alessio Virgili, presidente di Elta, che richiama l’attenzione sul ritardo italiano: «La mancanza di una legge nazionale contro l’omotransfobia, il mancato riconoscimento del matrimonio egualitario e l’assenza di tutele piene per le famiglie omogenitoriali non sono solo una criticità civile, ma si traducono in un pesante danno economico».

Secondo Virgili, l’Italia rischia così di perdere flussi turistici ad alta capacità di spesa a favore dei Paesi concorrenti. Una situazione alla quale si aggiungono le nuove sfide dell’intelligenza artificiale, che rendono necessari standard etici e strumenti per garantire informazioni affidabili e un’accoglienza realmente inclusiva.

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