Viaggi detratti dalle tasse:
tutto sul dossier Pellegrino

Viaggi detratti dalle tasse: <br>tutto sul dossier Pellegrino
12 Marzo 07:00 2026

Dimenticate il vecchio concetto di “bonus vacanza”. La nuova ricetta del turismo organizzato passa per una prescrizione per la salute, che non arriva dal medico di fiducia ma dall’agenzia di viaggi. È la scommessa lanciata da Domenico Pellegrino, presidente di Aidit Federturismo Confindustria, nonché ceo del Gruppo Bluvacanze, che ha presentato un piano per trasformare la vacanza da “bene voluttuario” a strumento di welfare strategico, puntando tutto sulla detraibilità fiscale della vacanza. Il principio è semplice: in un’epoca segnata da picchi di burnout e stress, il viaggio non è più solo svago, ma una medicina preventiva. «Investire nel benessere significa costruire un’Italia più sana e produttiva», spiega.

L’ESEMPIO DEL NORD EUROPA

L’idea si ispira a esempi già applicati nel Nord Europa. Il modello si chiama Friskvardsbidrag. In Svezia, le aziende rimborsano ai dipendenti fino a 440 euro l’anno per attività rigenerative, ovvero skipass, massaggi, soggiorni benessere, in totale esenzione fiscale. Gli studi svedesi calcolano che ogni corona investita in benessere ne restituisce più di quattro in produttività e riduzione dell’assenteismo, mentre il Karolinska Institutet ha dimostrato che una vacanza strutturata riduce in modo misurabile i marker biologici dello stress, migliora il sonno e la capacita cognitiva. Non solo relax, ma prevenzione documentabile. Anche Norvegia e Danimarca hanno costruito sistemi analoghi, con esenzioni per misure di welfare legate al riposo e alla vita familiare.
La proposta che arriva da Aidit vuole importare questa modernità, adattandola al rigore fiscale italiano: una detrazione Irpef con tetto di spesa, ma accessibile esclusivamente tramite agenzie di viaggi.

PAGAMENTI TRACCIABILI

La misura infatti non è un bonus a pioggia. «La detraibilità fiscale proposta, secondo il modello delle spese sanitarie, non comporta alcun onere per le agenzie, se non emettere regolare fattura elettronica. L’unico obbligo è per il viaggiatore, che deve pagare con sistema tracciabile, ma potrà così portare in detrazione gli importi determinati». Il cliente quindi deve rispettare delle condizioni precise e, soprattutto, acquistare esclusivamente tramite operatori certificati iscritti al nuovo database nazionale del Mitur. Nessun beneficio invece per chi decide di prenotare su portali esteri non regolamentati o con il fai-da-te digitale. Una mossa efficace contro il sommerso e l’abusivismo: è il consumatore stesso a diventare il primo controllore, pretendendo la regolarità per poter accedere al beneficio fiscale.

I NUMERI: SALDO POSITIVO

Numeri alla mano, l’affare sembra convenire anche allo Stato. A fronte di un costo lordo di 456 milioni di euro, calcolato su circa tre milioni di potenziali contribuenti, la manovra genererebbe un recupero di circa 400 milioni grazie all’emersione del nero. A questi si sommano i risparmi sanitari: 99 euro di riduzione dei costi da stress pro capite, moltiplicati per tre milioni di persone, danno 241 milioni in meno per il Servizio sanitario nazionale in farmaci e ricoveri. Il saldo netto, insomma, è positivo.

CONSULENTI DEL BENESSERE

C’è poi il ruolo dell’outgoing. Vendere un viaggio agli italiani non è una fuga di capitali, ma una macchina che genera occupazione, Iva e gettito che resta nelle casse dello Stato. «È una misura per i cittadini e per garantire vacanze certificate e qualitative – aggiunge Pellegrino – Non deve essere legato al sistema della ricettività nazionale». Le agenzie e i tour operator diventano così gli “ufficiali giudiziari” della trasparenza e i consulenti del benessere nazionale.

TEST DI UN ANNO E MEZZO

La fase sperimentale di 18 mesi proposta servirà a dimostrare che la vacanza non è un lusso, ma un asset strategico per la stabilità del Pil e la tutela della persona. Cosa succederà? La proposta è sul tavolo. «Stiamo elaborando i modelli di sostenibilità economico-finanziaria e i meccanismi tecnici perché possa rappresentare una piattaforma solida e controllata, tale da poter incontrare il sostegno e il consenso del ministero del Turismo, di quello della Salute e ovviamente del Mef», precisa il numero uno di Aidit.

La Swedish Prescription all’italiana non è quindi un’utopia nordeuropea, ma un dossier strutturato portato dal turismo organizzato alle istituzioni. E per le agenzie potrebbe cambiare tutto.

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore

Serena Martucci
Serena Martucci

Guarda altri articoli