Il caro carburante costringe Volotea a rivedere i piani. La compagnia spagnola ha avviato una ristrutturazione, che prevede la riduzione della flotta dagli attuali 44 aeromobili a 30-35 aerei, la rinegoziazione del debito e un nuovo aumento di capitale.
Secondo il vettore, l’aumento del costo del fuel avrà un impatto di circa 150 milioni di euro sui conti. Volotea ha quindi aperto il confronto con creditori, banche e Sepi – la Sociedad Estatal de Participaciones Industriales spagnola – con l’obiettivo di ridefinire il debito a lungo termine entro dicembre. Tra le principali esposizioni, figura il prestito partecipativo da 200 milioni di euro concesso dalla Sepi nel 2022. La riorganizzazione dovrebbe interessare anche circa 50 posti di lavoro negli uffici di Barcellona.
Parallelamente, Volotea sta preparando un nuovo aumento di capitale con diversi investitori. Un primo impegno è già arrivato da Alaeo, il veicolo guidato dal fondatore e ceo, Carlos Muñoz. Tra i principali azionisti, figurano anche Aegean Airlines e il fondo statunitense Par Capital. Solo lo scorso marzo, la compagnia aveva completato un precedente rafforzamento patrimoniale da 71 milioni di euro, al termine di un’operazione avviata nel 2024.
Cosa succederà
Resta da capire l’impatto sul network, in particolare sull’Italia, uno dei principali mercati di Volotea. Il vettore aveva infatti programmato per il 2026 una fase di espansione, con oltre 430 rotte in 17 Paesi e nuovi investimenti anche a Venezia, Verona e Ancona.
Per il momento, non sono stati annunciati tagli specifici a rotte o basi italiane. La compagnia assicura che le operazioni proseguono regolarmente, mentre continua il confronto con creditori e investitori.
La ristrutturazione arriva peraltro dopo tre anni di miglioramento della redditività operativa. L’Ebit di Volotea è passato dai 3 milioni di euro del 2023 ai 33,5 milioni del 2024 e ai 47,4 milioni del 2025, anno chiuso con ricavi record per circa 818 milioni di euro. Numeri che mostrano come il nodo attuale non sia soltanto operativo, ma riguardi soprattutto la combinazione tra indebitamento accumulato negli anni della pandemia e un nuovo, pesante shock sui costi energetici.


