Altro che Maga. La vera grande opportunità di sviluppo per il turismo mondiale di domani ha ben altro indirizzo e si chiama Medio Oriente: ne è convinto il World Tourism and Travel Council (Wttc), che in uno studio previsionale sulla regione ha evidenziato che, nonostante gli attuali sconvolgimenti geopolitici che stanno pesantemente danneggiando l’area, le prospettive di lungo termine sono caratterizzate da una forte resilienza che permetterà a tutte le destinazioni di assicurarsi una grande crescita nel settore dei viaggi.
È la parte più interessante dell’ultimo rapporto, Economic Impact Research (Eir) and Global Trend Report, sponsorizzato da Chase Travel, lead research partner, che premette come il Medio Oriente sia attualmente l’unica regione al mondo a registrare un calo del Pil del settore viaggi e turismo, con una contrazione per l’anno in corso prevista del 14,5%, da 386 miliardi di dollari nel 2025 (334 miliardi di euro) a 330 miliardi di dollari (285 miliardi di euro).
Il calo riflette l’impatto del conflitto sullo spazio aereo e sui flussi di viaggio in una regione che funge da snodo cruciale per l’aviazione globale, gestendo circa il 14% dei passeggeri internazionali a livello mondiale, pari a un viaggiatore su sette.
Ma sebbene le prospettive a breve termine riflettano le continue turbolenze geopolitiche, le proiezioni a lungo termine del Wttc indicano al contrario una forte ripresa. Si prevede addirittura che il Medio Oriente diventerà la regione del turismo a più rapida crescita al mondo tra il 2026 e il 2036, con un Pil del settore che dovrebbe espandersi a un tasso annuo del 6,3%, raggiungendo i 605 miliardi di dollari (525 miliardi di euro) entro il 2036.
Arabia Saudita, Emirati e Oman le mete trainanti della regione
Questa crescita prevista nel lungo termine – sempre secondo il rerport del Wttc – sarà trainata principalmente da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Oman e Qatar, che il Wttc identifica come esempi di crescita turistica resiliente.
Insieme, queste quattro economie hanno generato 272 miliardi di dollari di Pil nel settore viaggi e turismo nel 2025 e si prevede che raggiungeranno i 435 miliardi di dollari entro il 2036, aggiungendo oltre 163 miliardi di dollari alle loro economie turistiche complessive.
In particolare l’Arabia Saudita continua a guidare la trasformazione della regione, con il settore dei viaggi e del turismo che rappresenta il 14,1% del Pil e una spesa dei visitatori internazionali che si prevede raddoppierà nei prossimi dieci anni.
Anche gli Emirati Arabi Uniti fanno la loro parte, rappresentando una delle economie turistiche più mature della regione, con il settore dei viaggi e del turismo che contribuisce per l’11,9% al Pil e sostiene il 13,6% dell’occupazione totale, grazie a una connettività di livello mondiale e a quasi 57 miliardi di dollari (circa 50 miliardi di euro) di spesa da parte dei visitatori internazionali.
Così come si prevede che l’economia del settore viaggi e turismo dell’Oman crescerà da 7,9 miliardi di dollari a 12 miliardi di dollari entro il 2036, grazie a investimenti costanti e agli sforzi per lo sviluppo della destinazione.
Nel frattempo, il Qatar continua a sfruttare il suo appeal internazionale, con la spesa dei visitatori che rappresenta il 94,1% di tutte le esportazioni di servizi, una delle più alte concentrazioni nella regione.
Tra l’altro proprio in questi mercati i governi stanno investendo massicciamente in infrastrutture turistiche, connettività, esperienze per i visitatori e sviluppo delle destinazioni, nell’ambito di più ampie strategie di diversificazione economica.
L’Arabia Saudita rimane uno degli esempi più lampanti di questo impegno, registrando una crescita del 19,4% negli investimenti nel settore viaggi e turismo nel 2025, supportata dalla Vision 2030, da riforme favorevoli agli investitori e da una serie di progetti turistici su larga scala pensati per attrarre capitali sia nazionali che internazionali.
La resilienza e gli ingenti investimenti a garanzia dello sviluppo turistico
Le ricerche del Wttc suggeriscono che le prospettive a lungo termine della regione sono supportate dagli insegnamenti tratti dalle crisi precedenti. Le prove fornite da conflitti passati e sconvolgimenti globali dimostrano che la ripresa può essere sia solida che rapida quando è sostenuta da risposte politiche chiare, uno stretto coordinamento tra governi e settore privato, una comunicazione efficace e investimenti costanti.
E i governi della regione si sono impegnati nel lungo termine proprio nel settore dei viaggi e del turismo attraverso investimenti, connettività, infrastrutture e diversificazione economica.
Nel commentare il report Gloria Guevara, presidente e ceo del Wttc, ha dichiarato: «Il Medio Oriente sta attraversando un periodo difficile e il settore dei viaggi e del turismo è spesso tra i primi a risentire dell’impatto delle turbolenze geopolitiche. Ma la storia dimostra ripetutamente che il nostro settore è straordinariamente resiliente e poche regioni lo hanno dimostrato in modo più chiaro del Medio Oriente».
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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