Così Veratour disinnesca l’effetto guerra

Così Veratour disinnesca l’effetto guerra
27 Marzo 09:39 2026

«Abbiamo metabolizzato e imparato a gestire queste situazioni con tranquillità, anche grazie a un portfolio destinazioni ampio con la fortuna di avere una scorta di aree ritenute sicure, certamente stiamo subendo un rallentamento, siamo preoccupati ma manteniamo il massimo ottimismo». Stefano e Daniele Pompili, amministratori delegati e co-ceo di Veratour, sono a Milano per incontrare la stampa su novità di prodotto e dati di bilancio, ma è inevitabile partire dall’attualità, dalla crisi mediorientale che certamente ha comportato delle perdite ma sulla cui entità occorre attendere qualche settimana – e l’evolversi degli eventi – per una stima.

«Per quanto riguarda il 2026 i numeri ci dicono che attualmente siamo sugli stessi volumi d’affari dell’anno scorso ma in un mese abbiamo perso otto punti di ordinato (che si attesta a 125 milioni di euro, ndr)», spiega Stefano Pompili. Spicca il +21% della Tunisia, seguita da Italia, +16%, Canarie e Capo Verde +12%, vere destinazioni preziose perché percepite come safe. Non così l’Egitto che soffre, -8%, «e stiamo avendo difficoltà anche con Grecia, Cipro e Turchia», aggiunge.

Nel 2025 Veratour ha raggiunto un fatturato di 265 milioni di euro in crescita dell’8% rispetto al 2024, e il bilancio migliore nella storia del t.o. Le marginalità completano il quadro positivo con l’Ebt (l’utile stimato prima delle imposte) a 23,1 milioni di euro, superiore rispetto a un anno fa del 16%, e il 9% di margine netto, «più del doppio della media nazionale – prosegue – Chiudiamo il trentaseiesimo bilancio in utile. Questo perché siamo un’azienda che ha sempre saputo reiventarsi. La crescita media prevista prima della crisi mediorientale oscillava tra il 7 e il 10% con l’obiettivo di 284 milioni per quest’anno e di 310 milioni per l’anno prossimo. Ce la metteremo tutta affinché anche il 2026 sia un anno in crescita ma lo sapremo tra un mese. Abbiamo avuto un numero importante di annullamenti specie su Egitto e tailor made nelle due settimane immediatamente seguite allo scoppio della crisi. L’importante è non perdere l’estate che per un’azienda come noi rappresenta il 70%. Ci sarà un impatto sicuramente ma dipende dalla finestra temporale entro cui il conflitto termina, se entro il 30 aprile, ci sono tutte le carte in regola per gestire l’estate più o meno bene, se si protrarrà vediamo difficoltà ma non solo per il turismo».

TRADE E REPEATER

Il trade si conferma la via maestra per il tour operator. «Nel 2026 le vendite complessive sono state 265 milioni di euro, di cui ben il 95% arriva dalle agenzie – nell’85% dalle Verastore, che sono 1500 – con cui si consolida la relazione. Così come con i passeggeri. Il 75% dei clienti prenota la vacanza con almeno sessanta giorni di anticipo, sono clienti fidelizzati, parliamo di un 43% di clienti che ritornano in un Veraclub, questo è il nostro orgoglio, per esempio nei villaggi in Sardegna raggiunge il 70% in estate, che approfittano delle promozioni di advanced booking. E un impatto del conflitto potrebbe essere un rallentamento di queste prenotazioni per l’estate. Nelle nostre previsioni maggio potrebbe essere il mese importante per le prenotazioni estive», afferma Stefano Pompili.

Occhi puntati su cosa succederà nelle prossime settimane dunque, anche sul fronte dei rincari, pur con una certa dose di tranquillità dettata da una scelta fatta all’indomani del Covid: «Saremo noi a dover gestire le impennate del prezzo delle compagnie aeree perché il cliente è tutelato dalla polizza dedicata agli oneri gestione carburante, una quota che paga e che varia in base alla destinazione. Il mese di aprile sarà la prima cartina di tornasole, capiremo quanto arriveranno a costare i biglietti aerei», conclude.

LE NEW ENTRY

E l’ottimismo di casa Veratour fa sì che non si ridimensionino i piani di crescita, con new entry e tanta Italia nel mirino, ma non solo: «Ci sono diverse novità nell’estate 2026 – commenta Daniele Pompili – Un nuovo 5 stelle Experience Veraclub Anaya a Zanzibar, una seconda struttura a Rodi, Afandou Bay Village, il Veraclub Jandia a Fuerteventura, il nuovo Yasmin Bodrum in Turchia, e anche novità in Egitto, Veraclub Vita e Veraclub Utopia Blue a Marsa Alam e Veraclub Jaz Tamerina a Marsa Matrouh. Le nuove aperture sono quasi tutte a livello cinque stelle, tranne Afandou che è un 4 stelle, per una clientela che diventa sempre più medio alta. E per quanto riguarda lo scouting di nuovi villaggi: puntiamo a crescere in in Italia, soprattutto in Sardegna, Calabria, Sicilia, dove vediamo potenziale, sulla Puglia ci stiamo lavorando ma non è facile trovare strutture che incontrino le nostre richieste. Puntiamo anche sui Caraibi, con l’idea di un nuovo villaggio per famiglie in Messico, in Grecia vorremmo raddoppiare sulle isole più importanti e vorremmo crescere anche in Egitto. Manteniamo questa programmazione cosi come era prima della crisi anche se certamente ci sarà un’attenzione maggiore al nostro Paese».

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Mariangela Traficante
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