Cancellati tutti i Frecciarossa dalla Puglia in direzione Milano mercoledì 8 aprile. È una delle conseguenze della frana di Petacciato, in Molise, lungo un fronte di oltre 4 chilometri sulla costa Adriatica, che ha diviso in due l’Italia, creando enormi disagi. A causare il disastro, con ogni probabilità, il maltempo degli ultimi giorni.
Sospesa la circolazione ferroviaria fra Termoli e Montenero di Bisaccia, off limits la A14 nei tratti compresi tra Vasto sud e Termoli in direzione Bari e tra Poggio Imperiale e Vasto sud in direzione Pescara. Anas e Autostrade sono al lavoro per garantire percorsi alternativisulla viabilità ordinaria.
E le prospettive non sono incoraggianti: per il ritorno alla normalità la Protezione Civile stima settimane di lavori, forse di mesi. «Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni dell’autostrada A14 e della linea ferroviaria siamo fuori strada – chiarisce il capo dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano – Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. Finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi».
«È un’emergenza nazionale», avverte il presidente della Regione Molise, Francesco Roberti. Oggi vertice con il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini.
PESANTI DISAGI
L’autostrada A14 fra Abruzzo e Molise resta chiusa con notevoli disagi per la circolazione. Martedì 7 aprile si sono create code lunghe oltre 13 chilometri. La circolazione ferroviaria sulla direttrice adriatica è stata sospesa tra Montenero e Termoli. I binari sono stati deformati dallo smottamento del terreno. Ora l’obiettivo è ridurre la circolazione per facilitare le operazioni sul territorio ed evitare maggiori disagi per la popolazione.
Il governatore Roberti si è recato sul posto con il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo. «È difficile non collegare la riattivazione di martedì con le piogge abbondanti che la settimana scorsa hanno interessato tutto il territorio molisano», ha spiegato Domenico Angelone, presidente dell’Ordine dei geologi del Molise.
Non è la prima volta che l’evento si verifica nell’area: la frana – secondo la Regione – si è attivata almeno 15 volte dal 1906, spesso in concomitanza con periodi di piogge intense. Oltre 11 anni fa, il 18 marzo 2015, è stato necessario abbattere una decina di case per la pericolosità dello smottamento.



