«La crisi nel Golfo è un’opportunità»: così parlò Kempinski

«La crisi nel Golfo è un’opportunità»: così parlò Kempinski
09 Aprile 07:34 2026

Dove alcuni vedono un problema, altri scorgono un’opportunità. Con tariffe invariate, personale mantenuto e un piano di sviluppo intatto, Kempinski continua a puntare sul Medio Oriente, con una visione a lungo termine.

Il Gruppo alberghiero di lusso sta considerando l’incertezza finanziaria generata dalla guerra con l’Iran come un’opportunità. «Ogni volta che c’è incertezza, le banche si innervosiscono, noi invece vediamo delle opportunità», ha dichiarato l’amministratrice delegata, Barbara Muckermann, a Skift. «Il nostro obiettivo rimane quello di investire ed espandere la nostra presenza in Medio Oriente e consideriamo questa situazione un’opportunità per accelerare la nostra crescita».

Queste dichiarazioni sono arrivate poco prima che Stati Uniti e Iran raggiungessero un accordo per il cessate il fuoco, il 7 aprile, rispettato solo per qualche ora e che in caso di ripristino potrebbe offrire un sollievo alle attività alberghiere della regione, duramente colpite.

Le proprietà di Kempinski in Medio Oriente – 17 hotel distribuiti tra Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Oman, Qatar, Egitto, Libano, Giordania e Iraq – registrano attualmente un tasso di occupazione inferiore al 20%.

Ma Kempinski ha intrapreso una strategia di espansione aggressiva in Medio Oriente, definendo la regione “centrale” per il proprio sviluppo globale nel periodo 2024-2027. Nonostante le recenti fluttuazioni del mercato, Muckermann – nominata nel 2024 – sta puntando su una crescita dell’ultra-lusso focalizzata sulla qualità e sulla diversificazione dell’offerta.

La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa di Kempinski
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