Investimenti, Federturismo: «Serve burocrazia light»

Investimenti, Federturismo: «Serve burocrazia light»
24 Aprile 12:00 2026

Visione, capitale e velocità di esecuzione: queste le direttrici lungo le quali si deve attuare una politica di investimenti per il turismo. È il pensiero di Marina Lalli, che nel lasciare la presidenza di Federturismo al successore Massimo Caputi, ha fortemente voluto organizzare un forum per fare il punto su come investire nel turismo italiano.

«Ci troviamo in un momento storico cruciale – ha detto Lalli – in cui è possibile fare un grosso passo in avanti con un sistema bancario finalmente sensibile alle istanze del comparto. Ma occorrono strumenti coerenti e soprattutto una burocrazia che attualmente è un grande scoglio con regole e responsabilità mai certe che svilisce la progettualità, allungando a dismisura i tempi di attuazione. Va spiegato agli interlocutori istituzionali che il tempo del turismo è quello del mercato e non certo quello della burocrazia».

Lalli

«In questo modo non si attraggono investitori  – ha spiegato ancora – In altre parole dobbiamo tutti concentrarci non tanto su quanto, ma su come deve crescere il settore. Il capitale oggi è mobile e selettivo e premia i contesti più leggibili e credibili. Troppo spesso abbiamo avuto difficoltà a trasformare alcuni interventi in progetti tangibili: tra risorse stanziate e progetti effettivi non sempre si crea una connessione virtuosa. Noi abbiamo la fortuna di lavorare in un settore che genera valore, non solo economico, ma anche sociale e umano e quindi va protetto, guidato. Bisogna avere un grande progetto per il turismo che passa dalla qualità degli investimenti e dalle scelte da fare».

Concetti condivisi da Chiara Russo, direttrice Fondi Turismo di Cdp Real Asset: «Attualmente abbiamo in portafoglio 28 immobili da riqualificare e il settore ricettivo può contare su un Fondo nazionale che ha una disponibilità finanziaria di 650 milioni di euro (CdP), oltre a 300 milioni messi a disposizione dal Mitur. Si tratta di un primo importante passo che potrà sicuramente attrarre nuovi investitori. Facciamo poi tesoro della lezione appresa in pandemia, una crisi che ha colpito soprattutto la ricettività delle città e in minor misura quella delle mete di mare e montagna, per ripartire con una seria delocalizzazione di interventi sul territorio».

Dello stesso parere Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, che ha ricordato come lo scorso anno il 42% di stranieri in vacanza in Italia abbia soggiornato solo in 50 degli 8.000 comuni del Paese, aggiungendo che per valorizzare altri territori e il tessuto imprenditoriale la componente pubblica può e deve fare la sua parte come fatto nel recente passato: «Negli ultimi tre anni abbiamo sostenuto oltre 16.500 imprese per un volume di interventi di circa 4 miliardi di euro. Ora bisogna efficientare certi meccanismi di incentivi e assicurare stabilità e regole d’ingaggio certe e trasparenti. È vero che il tempo del turismo è quello del mercato e non della burocrazia, ma non dobbiamo coniugarlo col tempo della fretta perché si rischia il corto circuito. Bisogna trovare la quadra tra risorse e strumenti d’attuazione».

Anche il sistema bancario intende fare la propria parte, come ha evidenziato Anna Roscio, direttrice sales e marketing Imprese di Intesa Sanpaolo: «Per il nostro Paese ci vuole davvero una visione di lungo termine, avviando un percorso virtuoso condiviso da pubblico e privato, insieme alle banche. Molto è stato fatto dopo la pandemia: abbiamo raggiunto un livello di capacità di attrazione molto forte. Oggi è necessario fare tesoro di questi progressi. Sfruttiamo forme di incentivazione che il settore può usufruire, partendo dalla nuova norma sull’iperammortamento, una grande opportunità da cogliere per lavorare nella logica dell’impresa sostenibile, in grado di assicurare una stabilizzazione nel cash flow delle imprese. Intesa Sanpaolo vuole dare risposte tangibili su nuove formule di finanziamento che sfruttano l’iperammortamento a lungo termine».

Gli altri interventi al forum, di Stefano Sardo, managing director Emea di Certares, fondo di fama mondiale, e Luca Staglianò, general manager merchant services di American Express, hanno evidenziato poi l’importanza di una riqualificazione delle strutture alberghiere, che va sostenuta dalla finanza bancaria con forme di finanziamenti e accessi al credito sicuramente attraenti, e il passaggio epocale di una “transizione di qualità” che condensi i concetti di sostenibilità ed efficientamento energetico con una semplificazione normativa.

I player chiedono dunque regole nuove e celeri per non causare ritardi nelle realizzazioni dei progetti, alcuni dei quali già finanziati. E nel rapporto banca-impresa tutti i relatori sono stati concordi nel dare un rilievo particolare al prezioso contributo dell’intelligenza artificiale, che oggi sta favorendo molto l’ottimizzazione dei tempi operativi nelle risposte che gli istituti di credito devono dare alle aziende.

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L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.

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