Carissima Croazia, il governo chiede di abbassare i prezzi

Carissima Croazia, il governo chiede di abbassare i prezzi
15 Maggio 13:22 2026

Un tempo era una nota meta low cost, vicina all’Italia, con un mare bellissimo e le sue tante isole quasi disabitate da esplorare, una destinazione scelta per le vacanze estive da molti connazionali.

E invece oggi la Croazia è diventata un Paese troppo caro per molti italiani, e non solo, complice sicuramente il post Covid e il passaggio all’euro del 2023, con relativa inflazione. Ma c’entra anche una costante propensione degli operatori del turismo ad alzare i prezzi, soprattutto nelle più famose località turistiche.

Un problema che il governo ha deciso di affrontare: i costi doppi, tripli, quadrupli stanno allontanando i turisti, perciò, il ministro del Turismo Tonči Glavina ha invitato gli operatori a ridurre i prezzi dell’offerta turistica, con una sforbiciata dal 10 al 20%.

Il timore concreto è che un’economia dominata dal turismo come quella croata perda una buona fetta delle sue entrate e che la vicina Albania possa raccogliere il turismo in fuga verso mete meno care.

«È il momento di mostrare buone azioni promozionali e ridurre aspettative e margini lungo tutta la catena del valore», ha dichiarato il ministro, sottolineando che la Croazia deve presentarsi sui mercati internazionali con pacchetti più competitivi. Secondo Glavina, quest’anno, bisogna anche mettere in conto l’attuale scenario internazionale che sta già influenzando il settore dei viaggi e del turismo europeo.

«Questa stagione turistica è specifica e particolare — ha ribadito – Dipende esclusivamente da noi capire come adattarci». La paura del governo croato è che la combinazione tra instabilità geopolitica, inflazione elevata e costi energetici ancora alti possa rallentare la domanda turistica già nei prossimi mesi.

Per ora, però, la proposta è stata declinata e, anzi, ha generato un diluvio di critiche da parte dell’associazione Glas Poduzetnika/ La Voce degli imprenditori che rappresenta le Pmi attive nel turismo croato.

Il motivo? È il mercato che decide i prezzi, non gli imprenditori, è la replica. Inflazione, costi energetici più alti e aumento delle materie prime significano prezzi più alti: “Non contestiamo la necessità di rafforzare la competitività del turismo croato, ma le aspettative pubbliche rivolte alle aziende dovrebbero basarsi su analisi economiche trasparenti e su valutazioni concrete degli effetti sull’economia”, riporta una nota dell’associazione.

Eppure, appena fuori dalle città turistiche e dalla costa, i prezzi calano all’improvviso e anche il costo maggiore della manodopera, addotto come uno dei motivi del rialzo dei prezzi, non sembra essere giustificato, visto l’utilizzo in massa di lavoratori extra Ue.

Intanto, nonostante i numeri rimangano alti, la crescita delle entrate generate dal turismo si è ridotta negli ultimi anni. La Croazia, nel 2025, ha infatti incassato 15,3 miliardi di euro di entrate dal settore, 300 milioni in più rispetto all’anno precedente, ma guardando ai grafici di lungo periodo ciò equivale con chiarezza ad un calo. In proporzione le entrate dovevano essere maggiori.

Se invece si confrontano i dati sui prezzi, guardando ad altre nazioni attive nell’ambito turistico (Grecia, Spagna), la Croazia rimane il Paese che ha avuto la crescita più alta.

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Carla Villani
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