WeRoad, salto negli Usa con i soldi di Airbnb

WeRoad, salto negli Usa con i soldi di Airbnb
27 Maggio 11:33 2026

WeRoad ha chiuso un round Serie C da 58 milioni di dollari guidato da Airbnb. Grazie a questo round il totale dei finanziamenti raccolti dall’azienda sale a quota 100 milioni e si potrà procedere alla prima grande espansione fuori dall’Europa destinazione Stati Uniti.

«Avere Airbnb al nostro fianco è una validazione forte di ciò che abbiamo costruito e un segnale potente dell’opportunità che ci aspetta», ha dichiarato Paolo De Nadai, founder WeRoad, che ha aggiunto come «in un mondo sempre più plasmato dall’intelligenza artificiale e dai social media, le connessioni umane autentiche diventano al tempo stesso più rare e più preziose. Oggi le persone non cercano solo posti nuovi da visitare: cercano un senso di appartenenza».

Di pari passo con questa operazione va il trasferimento a San Francisco del ceo di WeRoad Andrea D’Amico, tra l’altro ex Booking, che pur restando in WeRoad (al timone andrà De Nadai coadiuvato dai cofounder Fabio Bin e Erika De Santi) guiderà la categoria hotel di Airbnb. Nel team, proprio per supportare la spinta internazionale, entreranno anche nuove figure dedicate al mercato americano.

WeRoad è nata nel 2017 da un’idea semplice ma efficace che in otto anni ha connesso oltre 300mila persone: far diventare i viaggi in solitaria dei viaggi in community. Il modello prevede gruppi di sconosciuti – tendenzialmente Millennial e Gen Z – che si ritrovano a esplorare il mondo insieme, accompagnati da un coordinatore, figura ibrida tra guida esperta e compagno di viaggio, che gestisce la logistica e, soprattutto, favorisce connessioni reali tra i partecipanti.

Negli Usa, WeRoad replicherà il playbook già rodato in Europa: prima si costruisce la community di coordinatori locali, a seguire si attivano le partnership sul territorio e gli eventi fisici nelle città fino al viaggio.

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L'Autore

Giulia Di Camillo
Giulia Di Camillo

Giornalista pubblicista dal 2019.

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