Non è colpa delle compagnie aeree

Non è colpa delle compagnie aeree
25 Giugno 09:30 2026

La crisi della supply chain aeronautica resta una delle principali zavorre per le compagnie aeree. A denunciarlo è Iata che, in occasione del primo World Maintenance and Engineering Symposium di Madrid, ha indicato quattro priorità per affrontare i colli di bottiglia, che continuano a pesare su consegne, manutenzione e costi operativi. Nei giorni precedenti, invece, la stessa associazione si era scagliata contro la riforma del regolamento europeo sui diritti dei passeggeri aerei.

SUPPLY CHAIN IN CRISI

Secondo Iata, le criticità riguardano in particolare i ritardi nella consegna degli aeromobili, i problemi di durata dei motori, la carenza di materiali e pezzi di ricambio e la capacità limitata del settore Mro, cioè manutenzione, riparazione e revisione. Fattori che stanno incidendo direttamente sull’operatività delle compagnie, costrette a mantenere in servizio flotte più vecchie, con maggiori costi di leasing, manutenzione e carburante.

QUATTRO PRIORITÀ

Le quattro linee d’azione individuate dall’associazione sono: migliorare la visibilità della supply chain, con informazioni più tempestive e affidabili da parte dei costruttori su ritardi, disponibilità dei ricambi e tempi di riparazione; aprire maggiormente l’aftermarket, favorendo l’accesso a servizi Mro di terze parti, componenti alternativi e riparazioni certificate; valorizzare dati, digitalizzazione e intelligenza artificiale per gestire meglio gli stock, prevedere carenze e ridurre il lavoro manuale; infine, rafforzare la capacità umana, intervenendo su reclutamento, formazione e riconoscimento delle competenze dei tecnici manutentori.

DANNO DA 11 MILIARDI DI DOLLARI

Il tema era già emerso in passato. Il direttore generale, Willie Walsh, ha ricordato che il backlog degli ordini supera ormai i 18mila aeromobili e che l’età media della flotta mondiale ha raggiunto il record di 15,2 anni. Inoltre, la mancata disponibilità di oltre 5mila nuovi aerei più efficienti ha comportato minori risparmi di carburante, aumento dei canoni di leasing e maggiori costi di manutenzione.

Nel complesso, secondo Iata, le inefficienze della supply chain sono costate alle compagnie almeno 11 miliardi di dollari nel 2025.

Foto di proprietà della Iata
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