Come anticipato a giugno, il francese Pierre & Vacances entra nel portfolio del Mubadala Capital, il fondo di investimento del governo di Abu Dhabi.
Il cda del colosso del turismo, fondato da Gérard Brémond, ha accettato, all’unanimità, l’offerta pubblica del fondo emiratino – il cui deposito è previsto al più tardi nel primo trimestre del 2027 – di vendere l’80,13% del capitale sociale in circolazione.
La realizzazione della vendita resta tuttavia condizionata all’ottenimento delle autorizzazioni normative necessarie, all’approvazione da parte degli azionisti di una distribuzione straordinaria di sovrapprezzi pari a 0,11 euro per azione e all’ottenimento delle deroghe richieste nell’ambito degli accordi di finanziamento in vigore.
«L’offerta vincolante, interamente finanziata, ricevuta da Mubadala Capital – ha sottolineato Georges Sampeur, presidente del consiglio di amministrazione di Pierre & Vacances – rappresenta una tappa decisiva nel processo di revisione strategica avviato nel giugno 2025. Essa riconosce il valore del Gruppo, la solidità del nostro modello di turismo di prossimità e il significativo potenziale di crescita dei nostri marchi».
PROSPETTIVE DI CRESCITA
Il Gruppo Pierre & Vacances-Center Parcs è uno dei principali Gruppi europei per il tempo libero e l’ospitalità. Attraverso i suoi quattro marchi complementari (Pierre & Vacances, Center Parcs, Adagio e maeva&co) gestisce più di 45mila appartamenti, case e ville in 330 destinazioni, accogliendo quasi 8 milioni di ospiti ogni anno.
Attualmente, sono i fondi britannici Fidera e Benefit Street Partners (ex-Alcentra) e l’investitore immobiliare francese Atream, a detenere il 58,6% del capitale di Pierre & Vacances.
«Questa operazione ci dà i mezzi per continuare i nostri sforzi nell’esperienza che i nostri clienti si aspettano da noi, vicino a casa loro e con il livello di qualità che hanno il diritto di esigere», sottolinea il suo direttore generale Franck Gervais, in un comunicato.
“Investiamo per accompagnare il gruppo in una nuova fase di sviluppo, guidata dall’aumento della capacità di accoglienza e dalla continuazione della modernizzazione dei siti, insieme alle squadre che ne assicurano la gestione quotidiana”, specifica il fondo degli Emirati.
Questa operazione arriva 11 anni dopo l’acquisizione del Club Med da parte del gruppo cinese Fosun al termine dell’opa più lunga della storia della Borsa di Parigi che ha permesso al consorzio Gaillon Invest II, gestito al 91% dal cinese Fosun, di ottenre circa 36,48 milioni di azioni dell’azienda francese, ovvero il 98,29% del capitale e il 96,40% dei diritti di voto del gruppo.


