Gli italiani partono per le vacanze, ma il pensiero della casa lasciata vuota resta spesso in valigia con loro. Furti o intrusioni, finestre dimenticate aperte, blackout, danni domestici e perfino post pubblicati sui social diventano parte delle preoccupazioni che accompagnano la partenza. Questo è quanto emerge dalla survey realizzata da Anker eufy Security, che ha indagato il rapporto degli italiani con la sicurezza della casa durante le vacanze estive, mettendo in luce un comportamento molto radicato: nonostante la crescente disponibilità di soluzioni smart, quando si tratta di proteggere l’abitazione gli italiani continuano ad affidarsi soprattutto alla propria rete personale.
Le principali preoccupazioni: furti e blackout
Secondo l’indagine, il 71,6% degli italiani indica furti o intrusioni come principale preoccupazione quando lascia casa incustodita per le vacanze. Seguono i danni domestici, come perdite d’acqua o problemi al gas (40,6%), e i blackout (31,4%), soprattutto per le possibili conseguenze su frigorifero e freezer. Solo una minima percentuale, il 6,1%, dichiara di non avere alcuna preoccupazione particolare.
La prima difesa resta la rete di contatti
Il dato più significativo riguarda però il modo in cui gli italiani scelgono di controllare casa mentre sono lontani. Di fronte alla paura di furti e intrusioni, la risposta più diffusa resta infatti quella più tradizionale: il 59,2% si affida ai familiari, il 37,3% ai vicini di casa e il 20,7% agli amici. Solo il 14,3% indica sistemi tecnologici come videocamere, sensori o app.Ne emerge il ritratto di un Paese che continua a vivere la sicurezza domestica come una questione di fiducia e prossimità.
La famiglia resta il primo presidio, seguita dal vicino di casa, figura ancora centrale per “dare un’occhiata”, ritirare posta o pacchi e verificare che tutto sia in ordine. Questa dinamica si ritrova anche nelle azioni messe in campo prima della partenza: il 38,5% chiede a qualcuno di passare ogni tanto, il 27,7% chiede a una persona fidata di ritirare posta o pacchi e il 31,2% evita di dire a persone non fidate che partirà. Il bisogno di sicurezza, quindi, non passa da strumenti e dispositivi, ma da una rete sociale che continua ad avere un ruolo fondamentale nella vita quotidiana degli italiani.
Vacanze sì, ma non sempre sui social
La prudenza non si ferma alla porta di casa, ma arriva anche online. Oggi, infatti, proteggere l’abitazione significa anche fare attenzione a ciò che si condivide sui social durante le vacanze. Secondo la survey Anker, il 47,4% degli italiani cerca di evitare di pubblicare foto o aggiornamenti durante le ferie per non far sapere che la casa è. A questi si aggiunge un ulteriore 14,1% che adotta questa cautela quando il profilo è pubblico.
Complessivamente, quindi, oltre 6 italiani su 10 modificano almeno in parte il proprio comportamento online quando sono lontani da casa.Il dato racconta una nuova forma di attenzione alla sicurezza domestica: non basta più evitare segnali fisici dell’assenza, come posta accumulata, tapparelle completamente abbassate o luci sempre spente. Per molti italiani diventa importante anche non lasciare “tracce digitali” della propria partenza. La vacanza resta un momento da vivere e raccontare, ma spesso la condivisione viene rimandata o gestita con cautela.
La tecnologia per la sicurezza domestica cresce, ma non è ancora la prima scelta
Nonostante la centralità di familiari e vicini, la tecnologia sta entrando progressivamente nelle abitudini degli italiani. Tra le soluzioni smart o domotiche più utilizzate quando si è lontani da casa, le più diffuse sono le telecamere di sicurezza, indicate dal 35% dei rispondenti, seguite dai sensori di movimento con il 20,2%, dalle app per controllare la casa da remoto con il 16,9% e dalle luci programmate o smart light con il 15%. Il potenziale di crescita resta però significativo: il 35,4% degli italiani dichiara di avere già almeno una security cam in casa, mentre il 21,4% non la possiede ancora ma sta valutando l’acquisto. Il 43,2%, invece, non ne ha ancora una. Il quadro che emerge è quello di un’Italia ancora legata alle soluzioni tradizionali, ma sempre più aperta a strumenti capaci di offrire controllo e rassicurazione anche a distanza. La tecnologia non sostituisce la rete di fiducia fatta di familiari, vicini e amici, ma può affiancarla, aggiungendo un livello ulteriore di consapevolezza e tranquillità.
Il pensiero della casa continua anche durante la vacanza
La casa resta nei pensieri anche una volta arrivati a destinazione. Il 19,7% degli italiani che utilizza strumenti tecnologici dichiara di controllare l’abitazione a distanza più volte al giorno durante la vacanza, il 13,1% una volta al giorno e il 18,6% occasionalmente. A questi si aggiunge un ulteriore 14,6% che non lo fa per mancanza di dispositivi, ma vorrebbe poterlo fare.
Cosa fa più paura lasciare in casa
Quando si parla degli oggetti che preoccupano di più, in cima alla lista ci sono computer, tablet e smartphone, indicati dal 41,1% dei rispondenti. Seguono gioielli e orologi con il 37,8% e i contanti con il 37,3%. Non si tratta però solo di valore economico. Il 30,3% teme per gli oggetti dal valore affettivo, mentre il 24,4% cita i documenti personali. Ed ecco che per alcuni italiani, l’idea di lasciare casa incustodita può pesare anche sulla decisione di partire.
Il 29,8% dichiara che questa preoccupazione ha influito sulla scelta, pur essendo poi partito comunque, mentre il 5,9% afferma di aver preferito non partire. A questi si aggiunge un 36,1% che dichiara di non farsi condizionare direttamente, ma di prendere comunque alcune precauzioni prima della partenza. Solo il 28,2% afferma che la casa vuota non è una preoccupazione in grado di influenzare le proprie vacanze. Anche il livello di tranquillità restituisce un quadro sfumato: il 50,5% degli italiani si dice abbastanza tranquillo nel lasciare casa vuota per più giorni, ma solo il 10,3% si dichiara molto tranquillo. Al contrario, quasi un terzo dei rispondenti, il 31,9%, si sente poco o per niente tranquillo.


