Il caro carburante pesa su Lufthansa, che rivede al ribasso le stime annuali. All’interno della galassia Ita Airways, pur migliorando i margini operativi, chiude i primi nove mesi del 2026 con una perdita stimata in 80,49 milioni di euro, come attestano i dati diffusi dal gruppo tedesco.
Ecco, nei dettagli, il report uscito dalle stanze del quartier generale di Lufthansa
Un report a due facce
La partenza è ottima. Nel terzo trimestre estivo Lufthansa ha prodotto ricavi record per 12,24 miliardi di euro e un utile netto di 1,26 miliardi, rispetto ai 966 milioni registrati nel 2025.
E qui arriva il primo “però“. Sul bilancio dei primi nove mesi, però, pesa soprattutto l’incremento del jet fuel: la spesa è cresciuta del 21%, raggiungendo 6,72 miliardi di euro.
Inevitabili i riflessi sul futuro. Il gruppo tedesco, infatti, prevede un utile rettificato annuale compreso fra 1,7 e 2 miliardi, mentre tre mesi fa la stima più favorevole arrivava a 2,2 miliardi. La bolletta carburante dell’intero esercizio, inoltre, potrebbe superare di 600 milioni le previsioni formulate nel trimestre precedente.
Inoltre, da gennaio a settembre, il risultato netto è stato pari a 715 milioni, in flessione del 35% rispetto agli 1,09 miliardi dello stesso periodo del 2025.
E ancora: il traffico trasportato è sceso a 101,7 milioni di passeggeri, 1,35 milioni in meno su base annua, mentre l’operativo voli si è contratto del 4%.
Sono aumentati, invece, i ricavi medi per passeggero-km: Lufthansa ha operato con tariffe più elevate e con un load factor dell’83,9%, registrando anche una forte domanda nelle cabine premium.
Chiudiamo con i costi sostenuti per irregolarità operative nei primi nove mesi dell’anno. Lufthansa ha stanziato 490 milioni per compensazioni ai passeggeri e assistenza in caso di disservizi, contro i 330 milioni nel 2025. In aumento anche le compensazioni dirette per ritardi e cancellazioni, passate da 162 a 281 milioni, con un incremento del 73%. La colpa? Condizioni meteorologiche avverse, scioperi e conflitti in Medio Oriente, si difende il gruppo tedesco.
I numeri di Ita
E veniamo ai fatti di casa nostra, cioè Ita, già ail 41% di Lufthasa, che dopo aver inglobato anche Tap, entro pochi mesi passerà al 90%.
Ebbene, come accennato, la compagnia di bandiera italiana chiude i primi nove mesi dell’anno con una perdita stimata in 80,49 milioni, un risultato negativo, secondo il report tedesco, figlio dell’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro, pari al 3,48%, che ha accresciuto l’onere delle rate di leasing degli aeromobili denominate nella valuta Usa.
In una nota ufficiale, però Ita ci tiene a separare l’impatto sfavorevole dei cambi dalla performance industriale, definita “positiva”.
I ricavi dei primi nove mesi, infatti, hanno superato i 2,5 miliardi di euro, +4%, e l’Ebit (Earnings Before Interest and Taxes, l’indicatore di bilancio che misura la redditività) ha raggiunto 98 milioni, il +65% rispetto al 2025.
Per quanto riguarda la trimestrale, risultato operativo ai 94 milioni, ricavi a 995 milion, +6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Ebit positivo per 94 milioni, in linea con il 2025
Nonostante la complessità del contesto geopolitico e, soprattutto, all’impatto del rincaro del jet fuel,rivendica Ita, siamo riusciti a limitare il contraccolpo, grazie a un hedging (la strategia di gestione del rischio) su oltre l’80% del fabbisogno di carburante per l’anno in corso.
E infatti, nonostante tutto, vede rosa Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita: «Il bilancio di questo trimestre – osserva – è positivo, con risultati conseguiti nonostante le difficoltà del contesto geopolitico. Il buon andamento dell’estate ci dà fiducia e ci incoraggia a proseguire nel grande lavoro che stiamo portando avanti per rafforzare la compagnia. L’attenzione ai costi e il progressivo sviluppo delle sinergie con il Gruppo Lufthansa sono al centro del nostro impegno, insieme alla qualità del servizio che offriamo ai clienti. Questa è una base su cui costruire, servono continuità e determinazione per consolidare crescita sostenibile e redditività duratura».
Galantis lascia il mercato italiano
Altro capitolo che ci riguarda da vicino. Gabriella Galantis non è più senior director sales Italy-senior director sales Southern Europe, incarico con cui ha gestito le attività commerciali per l’Italia e altri mercati dell’Europa meridionale.
A fine ottobre è stata nominata senior director-regional sales Japan and South Korea, con base a Tokyo.
Ancora massimo riserbo sul nome del sostituto, fanno sapere dall’ufficio stampa di Lufthansa: “Al 99% la scelta sarà interna. Per ora c’è un interregno, che durerà molto poco. La responsabilità è temporaneamente affidata al capo centrale delle vendite“.
Giornalista professionista, innamorato del suo lavoro, appassionato di Storia, Lettura, Cinema, Sport, Turismo e Viaggi. Inviato ai Giochi di Atene 2004
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