Pacchetti turistici, Federconsumatori contro la riduzione dei tempi di recesso
Contestati da Federconsumatori due passaggi del decreto pacchetti turistici entrato in vigore il 1° luglio. Dopo aver evidenziato le principali novità del testo, che di fatto rappresentano un apprezzabile ampliamento delle tutele per i turisti, tra cui la possibilità di cessione del contratto a un altro viaggiatore, la revisione del prezzo, l’introduzione del diritto di recesso per gli acquisti fuori dai locali commerciali, gli obblighi informativi a carico del venditore, i difetti di conformità e le tutele per i casi di insolvenza o fallimento, Federconsumatori definisce «incomprensibili» le ragioni che hanno portato il legislatore a non ratificare tale direttiva così come disposta dall’Unione europea.
Nello specifico la federazione si riferisce alla riduzione del periodo utile per l’esercizio del diritto di recesso – la direttiva prevede 14 giorni lavorativi e non 5 – e alla definizione di pacchetto viaggio come quello che composto almeno dal 25% di servizi diversi da trasporto, alloggio e noleggio, sottolineando che l’Ue non aveva ordinato alcun vincolo.
Per la federazione dei consumatori si tratta di due importanti limitazioni assolutamente irragionevoli, e si riserva di ricorrere anche in sede europea per chiedere la piena applicazione di quanto disposto con la direttiva originaria.
Giornalista, esperto di travel industry, docente di Comunicazione turistica. Appassionato di musica e viaggi on the road.
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