Alaska Airlines accelera sul lungo raggio e guarda con crescente interesse al mercato italiano. Dopo il debutto del collegamento Seattle-Roma, prima rotta europea del vettore, la compagnia si prepara ad allungare la stagione operativa nel 2027, mentre valuta nuove opportunità di espansione internazionale. A fare da cornice è il piano Alaska Accelerate, rilanciato durante l’Investor Day di Seattle, che prevede almeno 15 destinazioni intercontinentali entro il 2030 e importanti investimenti nel segmento premium, a partire dall’introduzione della nuova premium economy nel 2028.
Ma quali sono i risultati della prima stagione italiana? Quali prospettive si aprono per il futuro? Quale ruolo può avere Seattle come porta d’accesso al Nordamerica? L’Agenzia di Viaggi Magazine ne ha parlato con Eric Edge, vicepresidente brand & marketing di Alaska Airlines, che, a pochi giorni dall’Investor Day, ha fatto il punto sulle ambizioni della compagnia, sulle opportunità offerte dal mercato italiano e sulle novità destinate a ridisegnare l’esperienza di viaggio a lungo raggio.
Roma è stata la prima destinazione europea di Alaska Airlines. Ora che avete quasi completato la vostra prima stagione, che cosa avete imparato sul mercato italiano?
«Roma ha rappresentato una tappa fondamentale per Alaska Airlines, come nostra prima destinazione europea, e siamo estremamente soddisfatti della risposta del mercato. Sapevamo che tra i nostri passeggeri statunitensi c’era un forte interesse per l’Italia. Roma è sempre stata una delle destinazioni europee più richieste dagli iscritti al nostro programma fedeltà e la solidità della domanda ci ha spinti ad aumentare le frequenze da quattro voli settimanali a un collegamento giornaliero ancor prima dell’avvio della rotta. Un aspetto particolarmente importante è stata l’opportunità di far conoscere Alaska Airlines a un nuovo pubblico europeo. Abbiamo una clientela consolidata nel Pacifico nord-occidentale degli Stati Uniti, ma crescere a livello internazionale significa anche costruire relazioni con viaggiatori che potrebbero scegliere la nostra compagnia per la prima volta. Le indicazioni raccolte saranno preziose per continuare ad ampliare il nostro network internazionale e rafforzare la presenza in mercati come quello italiano».
Guardando alla rotta su Roma, quanto pesa la domanda generata negli Stati Uniti verso l’Italia e quanto traffico riuscite invece a intercettare direttamente sul mercato italiano?
«Attualmente, il traffico sulla rotta proviene prevalentemente dagli Stati Uniti, a conferma della forza del nostro network e della solidità della nostra clientela fidelizzata lungo la West Coast. Allo stesso tempo, siamo incoraggiati dalle opportunità offerte dal mercato italiano, dove un numero crescente di viaggiatori sceglie Alaska Airlines per raggiungere Seattle ed esplorare il Pacifico nord-occidentale. Mentre continuiamo a consolidare la nostra presenza in Italia, una delle priorità è aumentare la notorietà del nostro marchio. Vediamo un potenziale significativo nel far conoscere Alaska Airlines a un numero sempre maggiore di viaggiatori italiani, valorizzando non soltanto il collegamento diretto con Seattle, ma anche le possibilità di proseguimento verso numerose destinazioni della West Coast e del Nordamerica».
I risultati ottenuti finora con Roma giustificano ulteriori investimenti sul mercato italiano? La presenza di Alaska Airlines in Italia potrebbe estendersi anche ad altre città?
«La decisione di passare da quattro frequenze settimanali a un volo giornaliero prima ancora dell’avvio del collegamento rifletteva la fiducia che avevamo, fin dall’inizio, nelle potenzialità di questa rotta. E la risposta del mercato finora è stata molto incoraggiante. Tanto che il prossimo anno prolungheremo la stagione, anticipando l’inizio dei voli al 22 marzo, oltre un mese prima rispetto a quest’anno e in tempo per intercettare la domanda legata alle vacanze pasquali. Durante il nostro Investor Day, abbiamo illustrato l’obiettivo di servire almeno 15 destinazioni intercontinentali da Seattle, entro il 2030. È quindi evidente che stiamo sviluppando il nostro network internazionale con una visione di lungo periodo. Valutiamo costantemente nuove opportunità di espansione sulla base delle destinazioni richieste dai nostri passeggeri. Vogliamo però che la crescita sia ponderata e disciplinata, assicurandoci di investire in rotte che abbiano senso sia per i nostri clienti, sia per la compagnia. L’Italia è un mercato importante per Alaska Airlines e Roma rappresenta una solida base di partenza. Ora ci concentriamo sul consolidamento dei risultati raggiunti, sull’approfondimento della conoscenza del mercato e sull’individuazione delle opportunità di sviluppo più interessanti per il futuro».
Nel proporre Alaska Airlines sul mercato italiano, Seattle va considerata soprattutto come destinazione finale oppure come porta d’accesso al più ampio network della compagnia?
«Entrambe le cose. Ed è proprio questo uno dei maggiori punti di forza di Seattle. Seattle è la nostra città di origine e siamo orgogliosi di far conoscere a un numero crescente di viaggiatori internazionali tutto ciò che rende speciale questa regione. È una città che ha moltissimo da offrire, dalla gastronomia alla cultura, fino alle bellezze naturali dell’intera area del Pacifico nord-occidentale. C’è davvero molto da scoprire e siamo convinti che i viaggiatori italiani apprezzeranno questa esperienza. Allo stesso tempo, Seattle è il nostro hub principale e la porta d’accesso al resto del network. Da qui, possiamo offrire collegamenti verso la West Coast, l’Alaska, le Hawaii e numerose altre destinazioni del Nordamerica, dando ai passeggeri italiani la possibilità di esplorare una parte molto più ampia del continente con una comoda coincidenza. Vogliamo che i viaggiatori considerino Seattle una destinazione che merita di essere scoperta di per sé, ma anche il punto di partenza per un viaggio molto più ampio alla scoperta del Nordamerica».
Avete investito molto nel miglioramento dell’esperienza di viaggio premium. L’introduzione di una vera e propria cabina premium economy sui voli internazionali rientra nei programmi di sviluppo del prodotto di lungo raggio. Quant’è importante per competere sul mercato europeo dei voli intercontinentali?
«È estremamente importante. Ed è proprio per questo che Premium Reserve è stata uno degli investimenti più significativi annunciati durante il nostro Investor Day. Sappiamo che esiste una fascia di viaggiatori alla ricerca di maggiore comfort e spazio durante i voli a lungo raggio, senza necessariamente scegliere la business class. Su un collegamento tra l’Europa e la West Coast, poter offrire questa alternativa fa davvero la differenza. L’introduzione di Premium Reserve sulla nostra flotta di Boeing 787 è prevista a partire dal 2028 e ci consentirà di proporre un’offerta internazionale articolata in quattro classi di servizio: Aurora Suites, Premium Reserve, Premium Class e Main Cabin. Per noi, però, l’esperienza premium va ben oltre il semplice sedile. Comincia in aeroporto e prosegue attraverso le nostre lounge, la ristorazione, la connettività, i servizi e i comfort di bordo e, soprattutto, l’attenzione autentica che il nostro personale dedica ai passeggeri durante l’intero viaggio. Si tratta di un passo importante per garantire un’esperienza adeguata alle esigenze dei viaggiatori europei, abituati da tempo alla premium economy come parte integrante dell’offerta di lungo raggio».
Guardando ai prossimi cinque anni, che cosa vorrebbe che un viaggiatore italiano, o un agente di viaggi italiano, pensasse sentendo il nome Alaska Airlines?
«Vorremmo che pensasse a una compagnia accogliente, moderna e con una forte identità legata alla West Coast. Ma soprattutto a una compagnia che si prende davvero cura delle persone. Per i viaggiatori, vogliamo che Alaska Airlines sia sinonimo di affidabilità e di un’esperienza di viaggio di qualità, sia per chi visita Seattle per la prima volta, sia per chi desidera esplorare altre destinazioni del Nordamerica. Dagli agenti di viaggi, invece, vogliamo essere riconosciuti per la solidità del nostro network, la qualità del prodotto e un’esperienza che possano consigliare con la massima fiducia ai loro clienti. Per noi, è fondamentale che diventare una compagnia sempre più globale non significhi perdere la nostra identità. Vogliamo crescere preservando ciò che ha reso i passeggeri fedeli ad Alaska Airlines per generazioni: un’attenzione straordinaria al cliente, un’ospitalità autentica e un’esperienza di viaggio profondamente legata al territorio da cui proveniamo. Se tra cinque anni, un viaggiatore italiano, sentendo nominare Alaska Airlines, penserà che «è la compagnia con cui voglio volare quando andrò sulla West Coast», sapremo di aver lavorato nella direzione giusta».


