È sempre più forte la spinta dei mercati stranieri sul turismo italiano. A luglio e agosto la crescita dei visitatori dall’estero ha fatto segnare l’8,3% rispetto a un anno fa, in base ai dati del Centro Studi di Federturismo Confindustria e alle ultime rilevazioni della Banca d’Italia.
Inoltre, si nota una progressiva tendenza alla destagionalizzazione dei flussi, più volte auspicata da operatori e istituzioni per favorire un’ulteriore impennata del settore.
Tanta voglia di Italia
Insomma, i numeri sottolineano il ruolo determinante dei viaggiatori internazionali per il settore, che si conferma uno dei motori dell’economia italiana, in grado di generare valore, occupazione e investimenti in tutto il Paese e di coinvolgere le diverse filiere del Made in Italy.
Le ricerche di voli degli stranieri sono salite del 26%. E il +14% della disponibilità di posti sui collegamenti diretti delinea un ritmo di crescita superiore a quello dei principali competitor europei. Bene anche i dati relativi a Ferragosto, quando le ricerche online hanno registrato un incremento del 17% rispetto all’estate 2025.
Capitolo ricettività: le località balneari fanno la voce grossa, con un tasso di occupazione medio dell’82%, salito all’85% a ridosso di Ferragosto. Le città d’arte come al solito non tradiscono: a Roma, Napoli e Venezia tassi di occupazione superiori all’80%, sostenuti soprattutto dagli arrivi da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Destagionalizzazione avanti tutta
La destagionalizzazione conquista spazi significativi nella vacanza degli italiani. I 16 milioni partiti ad agosto restano un dato di fatto, ma lievitano le schiere di chi programma le ferie a settembre, il mese di “spalla” insieme a giugno. Pesano le tariffe più basse e i luoghi meno affollati, oltre a condizioni climatiche (teoricamente) più favorevoli. La conferma arriva dalle prenotazioni dei voli, che registrano un incremento dell’8%,
Le mete più ricercate? Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia. Per chi ha scelto l’estero, le isole greche e le Baleari restano le predilette, anche se il Mar Rosso ha dato segnali di ripresa. In ascesa i Paesi del Nord Europa e e destinazioni a lungo raggio come Giappone, Cina e Sud America.
La ricerca “disperata” di temperature gradevoli ha favorito le vacanze in montagna, scelta da quasi 8 milioni di italiani: in testa il Trentino-Alto Adige. Lievita il comparto crocieristico, indicato in crescita da oltre il 10% degli operatori rispetto ai pacchetti tradizionali.
Primo trimestre: 23 milioni di arrivi
Le analisi del Centro Studi Federturismo su dati Istat indicano per il primo trimestre 2026 un totale di 23 milioni di arrivi (+4,2%) e 71,6 milioni di presenze (+7,5%). La componente estera, in aumento del 12,3%, rappresenta il 54,6% del totale.
Sotto il profilo economico, i dati del 2025 della Banca d’Italia evidenziano una spesa dei viaggiatori stranieri pari a 56,7 miliardi di euro, con un avanzo della bilancia turistica di 22,7 miliardi di euro, equivalente a circa l’1% del Pil.
Un trend favorevole che prosegue nel 2026: nella media del trimestre terminato ad aprile le entrate turistiche sono cresciute del 4,4%, mentre a maggio il saldo della bilancia dei pagamenti nel settore ha registrato un avanzo di 2,7 miliardi di euro. In questo mese la spesa dei turisti stranieri in Italia ha raggiunto i 5,4 miliardi di euro, a fronte di un incremento che ha interessato anche le uscite dei viaggiatori italiani all’estero.
Mazzi: «Turimo pilastro dell’economia italiana»
«Il turismo è una vera e propria industria e un pilastro per l’economia nazionale». Parole e musica del ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che ha commentato così i dati diffusi dalla Banca d’Italia.
Mazzi ha messo in evidenza la crescita del 4,1% della spesa dei turisti in arrivo dai Paesi dell’Unione europea e sull’incremento del 2,3% dei flussi in entrata nei primi cinque mesi del 2026: «Questi risultati sono un segnale positivo dell’efficacia delle strategie di destagionalizzazione e di promozione sui mercati di prossimità».
L’obiettivo di governo e ministero, ha sottolineato Mazzi, è «rendere questi risultati strutturali, puntando su un’offerta turistica qualificata, sostenibile e distribuita in modo omogeneo sul territorio».


