Caro voli, tenero Antitrust: 
“Non c’è cartello”

Caro voli, tenero Antitrust: <br>“Non c’è cartello”
08 Gennaio 11:29 2026

Nessun “accordo segreto” tra le compagnie per mantenere i prezzi artificialmente alti, ma le tariffe restano un rebus e non è stato sciolto il nodo della trasparenza. Sono le conclusioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato chiudendo l’indagine conoscitiva, avviata nel 2023, sugli algoritmi di prezzo nel trasporto aereo e sulla dinamica dei costi. Sotto la lente, in particolare, le rotte nazionali da e per la Sicilia e la Sardegna.

Le associazioni dei consumatori, infatti, hanno denunciato ripetutamente il caro voli per le isole a ridosso dell’estate delle festività natalizie. “L’indagine condotta sui mercati delle rotte domestiche da e per la Sicilia e la Sardegna – sottolinea l’Authority nel rapporto finale – non ha fatto emergere fenomeni collusivi in relazione al funzionamento degli algoritmi di prezzo o alla concreta dinamica dei prezzi (collegabili all’eventuale presenza di un parallelismo di comportamento tra vettori)”.

Non tutti i dubbi però sono stati dissipati: permangono – recita il testo – “problematiche nella possibilità per i consumatori di comparare adeguatamente le tariffe, per cui non riescono a beneficiare appieno delle differenze, anche significative, nei prezzi praticati dai diversi vettori attivi sulle rotte da e per la Sicilia e la Sardegna, con implicazioni sulle dinamiche competitive”.

Inoltre, spiega l’Antitrust, “le condizioni di trasparenza e comparabilità influenzano la mobilità della domanda, in particolare nel caso di servizi complessi, quale è oggi il servizio di trasporto aereo passeggeri, con effetti sul livello dei prezzi e sugli incentivi al confronto concorrenziale tra operatori”.

Le ricerche condotte dall’Agcm hanno messo in luce che i sistemi di revenue management utilizzati dai vettori sono fondamentalmente basati su logiche di tipo tradizionale. Consistono cioè nella definizione preventiva, da parte dei vertici aziendali, di una serie di “classi tariffarie” e nella successiva assegnazione dei biglietti – a una delle classi – sulla base dell’andamento della domanda e del load factor. Non risultano ancora diffuse, invece, le tecniche di intelligenza artificiale e di machine learning.

Nell’indagine hanno fatto sentire la loro voce anche le compagnie, sottolineando che la possibilità di aumentare la capacità nei periodi di picco è vincolata da più fattori. La programmazione sulla capacità offerta, di solito, si verifica a livello di network e lungo un arco temporale di diversi mesi (in corrispondenza delle stagioni Iata), in modo da ottimizzare l’utilizzo degli aeromobili (massimizzando le ore volate e il load factor), mentre i periodi di particolare picco della domanda sono in genere limitati ad alcuni giorni.

Insomma, per i vettori risulterebbe difficile prevedere aumenti di capacità per periodi così brevi. Così come sarebbe complicato aumentare la capacità sulle rotte interessate spostando gli aerei da una rotta all’altra, considerando che i picchi di domanda si verificano su tutte le rotte del network.

L’Authority ha poi affrontato un’altra questione delicata: la continuità territoriale, mettendo in luce gli aspetti positivi: “Pur costituendo una deroga al principio di libera concorrenza, può rappresentare, per specifiche categorie di consumatori con una domanda più rigida, un fattore di mitigazione dei prezzi, anche per i picchi di prezzo”.

“La complessità del servizio di trasporto aereo attuale – nota ancora l’Antitrust– rende difficile la mobilità della domanda. Quando il consumatore non è messo nelle condizioni di confrontare facilmente le offerte, gli incentivi alla competizione tra gli operatori si indeboliscono, con un effetto negativo diretto sul livello finale dei prezzi”.

Conclusioni: “Il mercato, pur non essendo formalmente alterato da intese illecite, risulta poco fluido. La mancanza di strumenti di comparazione efficaci danneggia la dinamicità del settore, lasciando ai sardi e ai siciliani poche armi per difendersi dai rincari durante le festività”.

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