Crisi Air India, la cura Tewolde per tagliare i costi

Crisi Air India, la cura Tewolde per tagliare i costi
21 Settembre 09:35 2026

Air India prepara l’ennesima rivoluzione interna. Il ceo designato, Tewolde Gebremariam, punta a integrare Air India Express nella compagnia madre per tagliare i costi e snellire la struttura, lasciando però in vita il marchio low cost. Lo riferisce Bloomberg.

Il progetto è ancora in una fase iniziale e dovrà ottenere il via libera del consiglio di amministrazione. Air India Express conserverebbe comunque il proprio brand, continuando quindi a presidiare il segmento low cost anche all’interno di una struttura maggiormente integrata.

Il consolidamento

La possibile integrazione rappresenterebbe un ulteriore passo nel processo di consolidamento avviato dal gruppo Tata dopo l’acquisizione di Air India nel 2022. Nell’autunno 2024, erano state completate due operazioni decisive: Air India Express aveva assorbito Aix Connect, l’ex AirAsia India, mentre Vistara era confluita in Air India. Da quattro compagnie, il gruppo era così passato a due: Air India sul segmento full service e Air India Express sul low cost.

Ora, Tewolde sembra intenzionato a spingere la razionalizzazione ancora più avanti. A rendere urgente l’intervento sono soprattutto i conti: Air India ha chiuso l’esercizio terminato nel marzo 2026 con perdite consolidate superiori a 220 miliardi di rupie, oltre 2 miliardi di euro, più che raddoppiate rispetto all’anno precedente.

Ridurre i costi e accelerare il turnaround è quindi diventato uno dei dossier prioritari per Tata Sons, holding del gruppo Tata, e per Singapore Airlines, che detiene il 25,1% di Air India. Anche il vettore di Singapore ha risentito nei propri risultati delle perdite della partecipata indiana e la questione è arrivata fino al Parlamento di Singapore, dove il governo ha ribadito che eventuali nuovi apporti di capitale restano una decisione commerciale della compagnia.

Tewolde Gebremariam, l’uomo che risolve i problemi

Sul mercato domestico, intanto, la pressione competitiva resta elevata. IndiGo continua a dominare il traffico indiano, con una quota vicina ai due terzi del mercato, mentre l’intero Air India Group si mantiene attorno a un quarto. Una distanza che rende ancora più importante per Tata migliorare produttività, utilizzo della flotta ed efficienza operativa.

È in questo scenario che entra in campo Tewolde. Il manager, 61 anni, è stato scelto soprattutto per l’esperienza maturata alla guida di Ethiopian Airlines, trasformata durante il suo mandato nel principale gruppo aereo africano per dimensioni e redditività.

Le prime indicazioni lasciano intravedere una gestione fortemente orientata all’efficienza. Oltre alla possibile integrazione con Air India Express, Tewolde avrebbe già acceso i riflettori sullo sviluppo limitato delle attività cargo, un business che ha invece avuto un ruolo centrale nella crescita di Ethiopian Airlines, e sulla necessità di ridurre i problemi di manutenzione che continuano a pesare sull’operatività della compagnia.

Il manager deve inoltre confrontarsi con uno scenario esterno complesso, dalla chiusura dello spazio aereo pachistano ai vettori indiani alle tensioni in Medio Oriente, che stanno allungando alcune rotte e facendo aumentare costi operativi e consumo di carburante.

Dopo anni dedicati a fusioni, rebranding, rinnovo della flotta e integrazione delle diverse compagnie acquisite da Tata, per Air India si apre quindi una nuova fase: trasformare la ristrutturazione industriale in maggiore efficienza e, soprattutto, riportare i conti verso l’equilibrio.

  Articolo "taggato" come:
  Categorie

L'Autore

Patrizio Cairoli
Patrizio Cairoli

Guarda altri articoli