Crociere, il partito pro tasse alza la voce

Crociere, il partito pro tasse alza la voce
07 Luglio 11:35 2026

Una notte su una nave da crociera è tassata quasi la metà rispetto a una notte in hotel, nonostante gli elevati costi ambientali e climatici e la pressione che le navi esercitano sulle infrastrutture locali. È quanto emerge dall’ultima analisi di T&E, principale gruppo indipendente per la decarbonizzazione dei trasporti, che chiede un adeguamento delle norme fiscali per aiutare le città a far fronte alle esternalità delle crociere.

L’analisi ha paragonato il trattamento fiscale di un pernottamento del costo di 100 euro a notte su una nave da crociera con uno in un hotel sulla terraferma nei Paesi del Mediterraneo (Francia, Italia e Spagna), secondo hotspot crocieristico, dopo i Caraibi. In media, chi soggiorna in hotel paga il 23% del prezzo in tasse, mentre i passeggeri delle crociere ne pagano solo il 12%. Questo accade perché le crociere sono giuridicamente classificate come una forma di trasporto marittimo, quando in pratica sono alloggi turistici. Questa classificazione permette loro di godere delle esenzioni fiscali garantite al settore marittimo, come –  tra le altre cose –  l’esenzione dalle accise sui carburanti e sull’Iva.

«IL TURISMO DA CROCIERA NON È UN TRASPORTO MARITTIMO ESSENZIALE»

«I governi trattano questi hotel galleggianti come se fossero trasporti marittimi essenziali nonostante non siano un mezzo di trasporto verso una destinazione, ma spesso la destinazione stessa, ricca di attrazioni e svaghi a bordo. Eppure, concediamo gli stessi benefici fiscali del trasporto merci, che invece svolge una funzione molto più strategica per il commercio globale», ha dichiarato Carlo Tritto, sustainable fuels manager di T&E Italia. «Tassare adeguatamente le navi da crociera aiuterebbe le città a contrastare l’inquinamento e ad affrontare i problemi legati al sovraffollamento turistico».

Queste navi – complici anche le dimensioni sempre crescenti – sono in assoluto quelle con l’impronta di carbonio più elevata tra tutti i tipi di imbarcazione. In Italia, nel 2025, i costi sociali e ambientali delle emissioni delle navi da crociera sono stimabili in 500 milioni di euro, di cui 389 milioni legati alle emissioni di CO2 e 114 milioni agli inquinanti atmosferici locali. Le regioni costiere di Francia e Spagna hanno registrato costi esterni rispettivamente di circa 190 e 610 milioni. Il costo climatico-ambientale aggregato delle crociere in Italia, Spagna e Francia oscilla tra i 790 milioni e 1,3 miliardi di euro.

In media, il costo climatico di queste attività turistiche è tra le due e tre volte superiore a quanto pagano oggi le navi da crociera per le emissioni di carbonio sotto il sistema Ets. E non esiste alcuna imposta per quanto riguarda i costi legati all’inquinamento atmosferico a livello Ue.

IMPOSTE SUI BIGLIETTI

Secondo l’analisi di T&E, il miglior modo per colmare questo divario sarebbe quello di introdurre imposte nazionali sui biglietti delle crociere. Attualmente, nell’Ue, solo la Grecia ha applicato una tassa di questo tipo a livello nazionale, con importi che variano da 5 a 20 euro a seconda della stagione. Altrove, città come Barcellona, Amsterdam o Dubrovnik stanno sperimentando misure simili, mentre in altre città portuali – come a Venezia – a queste navi è stato proibito l’accesso.

Secondo i modelli elaborati da T&E, una tassa di 15 euro per passeggero per ogni scalo consentirebbe di raccogliere 335 milioni di euro all’anno in Italia, Francia e Spagna messe insieme. Il gettito generato per le casse dello Stato dovrebbe essere destinato alla protezione degli ecosistemi nelle aree costiere o utilizzato per finanziare infrastrutture verdi.

Tuttavia, queste tasse da sole non basterebbero a compensare gli effettivi impatti delle attività crocieristiche. In parallelo all’introduzione di una tale tassa, per T&E è necessario allineare l’Iva applicata alle navi da crociera a quella del turismo terrestre; rendere più ambiziose le regole Ue sull’adozione di combustibili sostenibili (FuelEu Maritime) e in materia di efficienza energetica. Infine, sarebbe opportuno limitare il traffico delle navi da crociera, ad esempio fissando un tetto massimo al numero di scali giornalieri o annuali.

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