Non solo geishe e Monte Fuji. Un’altra icona nipponica dice “no” all’overtourism. Questa volta è Fujiyoshida, città che fa parte della prefettura di Yamanashi, nella parte centrale del Giappone, famosa per il suo festival annuale dedicato alla fioritura dei ciliegi, un appuntamento che richiama turisti da tutto il mondo, che ormai, da quando iniziò nel 2016, sono cresciuti a dismisura e sono diventati veramente troppi.
Il festival, che celebra anche l’inizio della primavera, si svolge all’Arakyrayama Sengen Park, nei pressi del Monte Fuji che fa da meraviglioso sfondo, e richiama fino a 200mila visitatori all’anno, provenienti da ogni parte del mondo, un numero ingestibile per un luogo così piccolo e dedicato alla meditazione.
Perciò, lo scorso 3 febbraio, il sindaco della cittadina Shigeru Horiuchi ha deciso di annullare la manifestazione a seguito della maleducazione dei turisti che invadono ogni anno la terrazza panoramica dell’Arakurayama Sengen Park, da cui si può ammirare lo spettacolo della fioritura rosa.
Secondo quanto riporta Straits Times, lo scorso anno, si sono verificati addirittura episodi di sconfinamento su proprietà private con persone entrate nelle case private alla ricerca di bagni.
«Per la città di Fujiyoshida – ha dichiarato il sindaco – il Monte Fuji non è solo un’attrazione turistica, è il nostro stesso modo di vivere. Tuttavia, provo un forte senso di crisi davanti alla realtà poiché, dietro questo splendido paesaggio, la vita tranquilla e la dignità dei nostri residenti sono minacciate».
Anche la viabilità si blocca nei giorni del festival (che di solito dura due settimane) e la città diventa super congestionata con frequenti ingorghi che finiscono per bloccare interi quartieri, rendendo difficile il funzionamento del trasporto pubblico locale e rallentando l’intervento dei mezzi di soccorso.
Il fenomeno dell’overtourism in Giappone è affrontato già da tempo del governo che cerca soluzioni per scongiurarlo, soprattutto nelle città che si trovano nei pressi del monte Fuji, anche in maniera “creativa”, come fatto nel 2024 dalla città di Fujikawaguchiko che ha costruito una barriera larga venti metri nera per ostruire fisicamente la vista sul monte Fuji ed impedire lo stazionamento della folla fotografante.
Proprio il Monte Fuji, Patrimonio dell’Unesco, è stato tra i primi a scoraggiare il turismo di massa con l’introduzione di un biglietto per gli escursionisti diretti alla cima dal costo di 4 mila yen, circa 24 euro.



