Il primo Festival delle Destinazioni: turismo oltre il marketing
Non è più una questione di semplici flussi o di passivo conteggio delle presenze. Il comparto turistico italiano si trova di fronte a una svolta strutturale in cui la valorizzazione dell’identità territoriale, l’integrazione tecnologica e la ridefinizione delle rotte di mobilità non rappresentano più opzioni strategiche, ma condizioni necessarie per la sopravvivenza economica delle imprese e delle comunità locali.
Da queste premesse ha preso forma la prima edizione del Festival delle Destinazioni, che si è svolto a Roma: un appuntamento di carattere B2B concepito come un reale incubatore per connettere Istituzioni, enti di promozione, Dmo e aziende del sistema Paese.
L’evento, nato dalla visione dell’ideatore Paolo Garlando, ha voluto scardinare l’approccio tradizionale alla promozione locale, ponendo l’accento sulla necessità di un coordinamento che superi l’isolamento dei singoli business. L’obiettivo dichiarato è l’attivazione di sinergie profonde, capaci di generare valore in modo uniforme lungo tutto l’arco dell’anno, superando le rigide frammentazioni che storicamente penalizzano il tessuto produttivo italiano.
Il fulcro del dibattito si è concentrato immediatamente sulla governance e sulle complesse dinamiche che regolano i rapporti tra l’apparato istituzionale e gli investitori privati. Se l’industria del viaggio intende consolidare la propria resilienza di fronte alle repentine mutazioni del mercato globale, deve necessariamente rimettere al centro la qualità delle relazioni e lo sviluppo delle competenze professionali.
A tracciare una linea programmatica netta è stata Alessandra Priante, presidente di Enit, la quale ha ricordato alla platea degli operatori come la sostenibilità di lungo periodo non possa prescindere da una visione umanistica del business: «Il futuro del nostro settore non è nei numeri, ma negli equilibri che sappiamo costruire insieme».
Questa ricerca di stabilità si scontra tuttavia con le complessità quotidiane affrontate dal tessuto imprenditoriale, specialmente quando le aziende si trovano a dover dialogare con un sistema burocratico e normativo non sempre allineato alla velocità del mercato. Un richiamo alla concretezza politica è arrivato dal senatore Gian Marco Centinaio, vice presidente del Senato, che ha analizzato lo scollamento strutturale tra l’azione pubblica e la realtà operativa dei privati.
La risposta istituzionale a queste istanze si sta traducendo in azioni orientate al decentramento dei flussi, con l’obiettivo di decongestionare le grandi città d’arte e distribuire il valore economico verso le aree interne e le mete minori, veri custodi dell’autenticità italiana.
Gianluca Caramanna, in rappresentanza del ministero del Turismo, ha illustrato i provvedimenti e le campagne ministeriali destinate alla valorizzazione dei cammini e dei siti Unesco, evidenziando risultati già tangibili: «In questi giorni è in corso il lancio di una nuova campagna per la delocalizzazione dei flussi, finanziata sia per la valorizzazione dei cammini sia per i siti Unesco, interventi che hanno già registrato, con i precedenti stanziamenti, un incremento del 20% nelle aree interne. Il nostro è un impegno costante sui borghi e sulla promozione di un modello capace di delocalizzare, riconoscendo la complessità e la fatica di chi fa impresa nel settore».
Qualsiasi strategia di delocalizzazione rischia però di rimanere un esercizio teorico se non supportata da una rete infrastrutturale capace di garantire una connettività fluida ed efficiente. Il nodo dei trasporti è stato analizzato attraverso la doppia direttrice del trasporto aereo internazionale e della rete ferroviaria interna.
Sul fronte dei collegamenti a lungo raggio, Sandro Pappalardo, presidente di Ita Airways, ha illustrato i piani di espansione commerciale verso i mercati strategici oltreoceano, rassicurando gli operatori sulla tenuta del vettore rispetto alle pesanti turbolenze geopolitiche e ai rincari energetici globali: “Abbiamo aperto la nuova tratta Roma-Houston, la nona destinazione verso gli Usa, e stiamo studiando per la decima. Ci sono mercati completamente fermi e un altro problema è la chiusura degli spazi aerei che ci portano fino a un’ora e mezza in più di volo per alcune tratte. È vero che è stato annunciato l’annullamento di 20.000 voli Lufthansa, ma Ita non rientra in questi tagli, perché abbiamo assicurato del carburante a prezzi calmierati. Questo ci permette per i prossimi otto mesi di non tagliare i voli e non aumentare i prezzi se non più dell’adeguamento usuale che potrà oscillare al massimo attorno al 5%”.
Allo stesso tempo, la penetrazione capillare nei territori minori e lo sviluppo di un’economia legata al turismo a passo lento trovano un alleato strategico nel trasporto su ferro. Tommaso Tanzilli, presidente del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, ha descritto la naturale vocazione turistica del vettore e i piani di sviluppo legati alla mobilità dolce, un segmento che registra tassi di crescita costanti: «Le ferrovie fanno di default turismo: il 50% dei passeggeri in un treno ad Alta Velocità sono turisti, ma c’è anche una crescente domanda di turismo lento che noi assecondiamo coi treni dedicati, con servizi unici, tra i quali anche un’enogastronomia dedicata. Credo e spero che in questa direzione stiamo rendendo un buon servizio alla nazione».
Il festival si è concluso con la presentazione di soluzioni tecnologiche destinate a modificare la gestione operativa delle destinazioni. La transizione digitale, se governata attraverso la condivisione dei dati, offre strumenti predittivi in grado di pianificare l’offerta commerciale e contrastare l’overtourism.
In questa prospettiva si inserisce la piattaforma Dpm (Tourist Plan Machine), illustrata dal project manager Paolo Garlando, uno strumento innovativo progettato per supportare gli attori locali e favorire la destagionalizzazione dei flussi 365 giorni l’anno. Il sistema si propone di mappare in tempo reale risorse, eventi e attrazioni culturali, riducendo l’isolamento delle micro-imprese e fornendo insight predittivi per strutturare progetti di ampio respiro in collaborazione con tutte le associazioni di categoria del comparto.


