Il travel retail cresce con la Gen Z: indagine Nomisma-Atri

Il travel retail cresce con la Gen Z: indagine Nomisma-Atri
22 Giugno 07:00 2026

Sono i new Millennial e la Generazione Z a trainare i viaggi e lo shopping in movimento nel 2026. Lo rileva la ricerca di NomismaIl Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese“, realizzata per Atri, l’Associazione Travel Retail Italia.

Nel dettaglio, il 57% degli italiani, nel 2026 farà un viaggio speciale, inteso come spazio di gratificazione personale, dove il tempo di qualità e l’esperienza d’acquisto contano molto più del semplice possesso di un bene. I consumi registrati all’interno di aeroporti, stazioni e aree di servizio riflettono pienamente questa forte spinta emotiva. Nel 25% dei casi, infatti, l’atto d’acquisto durante un trasferimento è mosso dal puro piacere.

L’esperienza sul territorio e in mobilità rappresenta il vero e proprio motore del consumo per il Sistema Paese: i dai raccolti da Nomisma evidenziano come ben il 64% del campione esprima il desiderio prioritario di investire per trascorrere tempo di qualità con amici e familiari, mentre il 55% punta in modo specifico su viaggi e vacanze.

Questo scenario si innesta su un comparto che ha già dimostrato una straordinaria salute, avendo generato nel travel retail lo scorso anno un fatturato diretto di 3,176 miliardi di euro, forte di 1 miliardo di passeggeri transitati negli hub nazionali.

Le abitudini dei viaggiatori italiani delineano poi un settore in cui la ristorazione mantiene saldamente il primato. Il 45% degli italiani fa infatti acquisti catalogabili come cibo e bevande, frequentando spesso o sempre bar e ristoranti di aeroporti, stazioni ferroviarie e aree di servizio autostradali mentre viaggia.

Parallelamente, il 31% dei consumatori si orienta verso lo shopping in altre tipologie di negozi per comprare abbigliamento, tecnologia e artigianato, mentre il 15% indirizza le proprie scelte d’acquisto verso i canali duty free.

ALIMENTARI E COSMETICI IN POLE

Analizzando nel dettaglio le categorie merceologiche predilette dai viaggiatori, i prodotti alimentari si confermano la scelta regina, rappresentando il 47% dello shopping totale in viaggio. Una preferenza che emerge con particolare vigore tra il pubblico femminile e i consumatori con una capacità di spesa elevata.

Subito dopo cosmetici e i profumi, che intercettano il 43% degli acquirenti, trovando i loro principali estimatori tra le donne, la generazione Z e baby boomer. Molto alta anche la quota di coloro che si dichiarano a caccia di souvenir e articoli da regalo, pari al 42%, un ambito specifico in cui emerge con chiarezza la predilezione della generazione X.

Il settore dell’editoria, che raccoglie il 38% degli acquirenti totali, appare ormai come un appannaggio quasi esclusivo dei baby boomer, mentre i comparti della moda e degli accessori, stabili al 26% degli acquisti complessivi, restano una scelta d’acquisto saldamente presidiata dalla generazione Z e dai millennials.

Non manca infine chi si sofferma su vini e alcolici, pari al 25% del campione, un segmento composto per lo più da appartenenti alla generazione X con ampie possibilità di spesa. La tecnologia, che interessa il 21% dei consumatori, riguarda invece soprattutto gli uomini con alta capacità di spesa, mentre solo una quota del 13% acquista articoli utili per il viaggio.

SHOPPING IN MOVIMENTO, COMANDANO I GIOVANI

L’analisi demografica e sociologica deI frequent consumer del travel retail evidenzia un sostanziale equilibrio tra i generi, con le donne al 49% e gli uomini al 47%, ma rivela uno spaccato generazionale estremamente netto, che ridefinisce le strategie del comparto.

Lo shopping in movimento è una consuetudine radicata soprattutto tra le nuove generazioni: il 56% dei millennials compra infatti abitualmente in viaggio, seguito a ruota dal 52% della generazione Z.

Queste fasce d’età superano nettamente i baby boomer, che si fermano al 45%, e la generazione X che si attesta al 42%. Sotto il profilo socio-economico, le strutture del travel retail si confermano canali ad alto valore aggiunto e ad alta attrattività, frequentati nella maggior parte dei casi da un pubblico appartenente a un ceto elevato, che rappresenta il 66% del campione, seguito da una quota del 45% riconducibile al ceto medio.

«I dati emersi da questa parte della ricerca – commenta Stefano Gardini, presidente di Atri – evidenziano un profilo sociologico e di consumo straordinario, che dimostra la vitalità e la centralità assoluta del nostro comparto nelle abitudini degli italiani. Siamo di fronte a un ecosistema che produce ricchezza, innovazione e occupazione a livelli competitivi straordinari. I passeggeri continuano a premiare le nostre infrastrutture e la rete di 2.000 punti vendita gestiti dai nostri associati si attesta come la vetrina d’eccellenza più ambita e dinamica del sistema Paese. È una leadership di mercato consolidata sul campo, che ci spinge a continuare a tracciare la strada della crescita e dell’innovazione con fermezza nei prossimi anni».

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