Una prima presa di contatto sull’attualità e sul futuro prossimo del travel. Il neo ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, si è presentato in videoconferenza agli assessori regionali al turismo.
Durante l’incontro, promosso per proseguire il dialogo e la collaborazione già in atto tra Mitur e Regioni, si è parlato del turismo alla luce della delicata situazione internazionale e delle prospettive alla vigilia della stagione estiva.
Mazzi ha preso il posto della dimissionaria Daniela Santanchè al dicastero di Villa Ada lo scorso 3 aprile, dopo l’interregno, durato appena una settimana, della premier Giorgia Meloni.
Mazzi dovrà fare i conti anche con la riforma degli affitti brevi, voluta da Santanchè, ma ancora in itinere. La regolamentazione nazionale, infatti, è ancora frammentata e vanno gestiti i rapporti tra proprietari, residenti e operatori alberghieri. In sostanza il nuovo inquilino di Villa Ada dovrà decidere se dare un ulteriore giro di vite alle regole oppure concedere una maggiore autonomia ai Comuni.
Altro capitolo ineludibile: la tassa di soggiorno, un capitolo rimasto a metà dopo i primi incontri fra le parti. Molti operatori chiedono più trasparenza sull’uso dei fondi e regole uniformi tra le varie città.
Richiede grande attenzione anche la questione legata al Pnrr Turismo. I fondi sono già stanziati, ma le procedure sono ancora lente e le Pmi hanno difficoltà ad accedere
La carenza di personale nel turismo – sottolineata a più riprese dagli operatori – resta di grande attualità, a poche settimane dal via della nuova stagione estiva. Tra i motivi principale, i salari bassi e le condizioni di lavoro molto impegnative. Forse troppo. Per questo non basta la formazione, ma il settore va reso più attrattivo.
La vera sfida per Mazzi, dunque, è creare una regia nazionale senza scontrarsi con le autonomie locali, considerando che il turismo in Italia resta fortemente regionalizzato, nonostante i numeri siano molto incoraggianti, vedi il recente record di presenze.


