Da tre mesi il Parco Archeologico del Colosseo, a Roma, è sold out e non si riescono ad acquistare biglietti d’ingresso. È la denuncia di Agta, l’Associazione delle Guide Turistiche Abilitate, che in una nota spiega: «A tre anni dai problemi che misero in ginocchio la biglietteria del Colosseo e portarono poi alla multa milionaria dell’Antitrust, lanciamo l’allarme per una situazione che sembra molto simile al recente passato. Da ormai tre mesi, precisamente da metà gennaio, risulta quasi impossibile acquistare i biglietti sul sito ufficiale del Parco Archeologico del Colosseo: al momento del rilascio la procedura si blocca per errori e dopo pochi minuti i tagliandi sono già tutti esauriti. Gli utenti finiscono per ripiegare sulle grandi piattaforme di vendita dove i biglietti del Colosseo sono sempre disponibili, tutto l’anno, ovviamente a prezzi più alti, perché in genere associati ad altri servizi turistici, come per esempio audioguide o visite guidate».
L’accusa di Agta è circostanziata: «Abbiamo raccolto decine di testimonianze: i feedback degli stranieri amareggiati, i servizi cancellati, video delle fasi in cui si cerca di prenotare, screenshot con il tutto esaurito e così via».
Le cause del problema sarebbero varie e di diversa natura: “Lo stesso Parco del Colosseo – si legge nella nota Agta – ha reso noto che ci sono veri e propri attacchi informatici. L’associazione però dubita che sia solo quello il problema, perché questi sono episodi che provocano danni limitati nel tempo e non possono essere responsabili di un problema che perdura costantemente da tre mesi. Secondo noi una parte notevole del problema sarebbe anche dovuto all’accaparramento da parte di alcune agenzie“.
“Esistono due canali di vendita – precisa Agta – quello riservato agli operatori e quello aperto al pubblico. Gli operatori accreditati per regola non possono acquistare dalla piattaforma pubblica ma in realtà molti lo fanno, per motivi vari: aumentare la quantità di biglietti concessa, evitare di pagare la percentuale che devono versare in anticipo o aggirare il divieto di vendita negli ultimi tre giorni prima della visita; di conseguenza vanno a togliere una parte notevole dei biglietti riservati agli utenti finali. Alcuni di questi operatori usano i Bot, programmi automatizzati che permettono di acquistare enormi quantità di biglietti in frazioni di secondi. C’è anche un software che, con la tecnica del freezing (congelamento), tiene bloccati i biglietti nel carrello, anche per giorni, così non risultano disponibili al pubblico, ma l’operatore li mantiene fino all’ultimo, finalizzando l’acquisto solo quando ha una richiesta».
Inoltre, sempre secondo l’associazione, «il rilascio fisso dei biglietti a soli 30 giorni utilizzato dal Parco contribuisce all’intasamento delle connessioni e favorisce il mercato privato, che dispone di biglietti tutto l’anno: andrebbe sostituito con la vendita, con vari rilasci graduali, ad almeno sei mesi di anticipo per adeguarsi alla programmazione dei viaggi».
Le guide non credono invece che i problemi siano dovuti, come sostiene il Parco, alle richieste più numerose rispetto agli anni scorsi: «Quando è così, si arriva a un progressivo esaurimento nell’arco di giorni, o minimo di ore, mentre in questo caso ci si trova “bloccati” già al momento del rilascio, ogni giorno, e addirittura a gennaio in bassissima stagione».
Dalla denuncia alle proposte che Agta ha già inoltrato all’amministrazione capitolina: «Occorre estendere gli orari di apertura in estate, a fronte dell’enorme richiesta e dell’aumento delle temperature e rivedere itinerari e tipologie di biglietti per velocizzare i flussi. Tutto questo consentirebbe di fare entrare molte più persone».


