Quer pasticciaccio brutto
dei biglietti per il Colosseo

18 Settembre 11:32 2023 Stampa questo articolo

È fronte comune tra agenti di viaggi, albergatori e amministrazione capitolina sulla vicenda del Colosseo off limits, il cui accesso è da parte dei turisti è compromesso dall’accesso irregolare ai biglietti. Fiavet Confcommercio, infatti, si allinea alla dura denuncia dell’assessore al Turismo, Grandi eventi e Sport del Comune di Roma, Alessandro Onorato, che ha parlato pubblicamente di «problema da risolvere subito». Una denuncia condivisa anche dagli albergatori di Federalberghi Roma, mentre si attende l’esito dell’istruttoria avviata dall’Antitrust.

Nello specifico, Onorato ha ribadito che da sette mesi – per l’esattezza da maggio scorso – pur riempiendo i formulari online per l’acquisto dei biglietti, non si riesce mai a concludere la transazione: ci si trova quindi costretti a rivolgersi al cosiddetto secondary ticketing delle piattaforme online. Una situazione definita dallo stesso Onorato «inaccettabile». L’assessore ha sottolineato che le imprese italiane, tour operator e agenzie di viaggi, non riescono più a lavorare. Inoltre, tanti turisti tornano a casa senza aver visto il Colosseo, considerato anche che i biglietti messi in vendita al giorno sono 11.000, ancora meno del 2019.

Nei giorni scorsi, si diceva, anche l’Antitrust è intervenuta con un avviso di “avvio di procedimento istruttorio per le pratiche commerciali scorrette” nei servizi di biglietteria del Parco Archeologico del Colosseo acquistati dalle piattaforme online, per poi essere rivendute a prezzi triplicati o quadruplicati. Entro 20 giorni dall’avvio dell’istruttoria le parti cionvolte dovrebbero replicare ufficialmente alla richiesta di chiarezza avanzata dall’Autorità per la Concorrenza e il Mercato.

Si evidenzia infatti che i biglietti emessi dal rivenditore ufficiale, CoopCulture, tramite la piattaforma online, si esauriscono entro pochi minuti dalla messa in Rete, poiché sembra non siano stati adottati strumenti per limitare l’accaparramento da parte di sistemi automatici che usano i cosiddetti “bot”, citati anche dall’assessore Onorato.

«Uno dei monumenti più importanti al mondo, gestito in questo modo mette Roma e l’Italia in una cattivissima luce e vanifica il grandissimo lavoro di promozione internazionale che imprese e istituzioni continuano a mettere in atto per attrarre visitatori nel nostro Paese», afferma il presidente di Fiavet, Giuseppe Ciminnisi. «Il mondo turismo organizzato italiano è escluso dalla vendita dei biglietti per il Parco Archeologico del Colosseo; attualmente è impossibile per un’agenzia di viaggi o un tour operator ottenere un codice prenotazione», aggiunge.

In prima linea sulla vicenda pure Fiavet Lazio, come il Comune di Roma, che fino ad oggi non ha avuto risposta dalla direzione del Parco Archeologico del Colosseo: «I sistemi di accaparramento digitale agiscono in concorrenza sleale ai danni di operatori italiani più piccoli che rispettano le regole, producendo reddito nel Paese, e non altrove», dichiara Stefano Corbari, presidente Fiavet Lazio, rincarando la dose.

Anche Federalberghi Roma condivide l’appello lanciato da Onorato perché venga fermata quella che può ben definirsi una vendita dopata al rialzo dei biglietti per la visita del Colosseo, operata da tempo attraverso azioni di bagarinaggio online da canali paralleli ed esteri.

«Ci auguriamo che le istituzioni – ha insistito il presidente della federazione degli albergatori della Capitale, Giuseppe Roscioli – intervengano prontamente, ad ogni livello, per porre rimedio a questa situazione che danneggia fortemente l’immagine della città e il suo turismo. In questo periodo di grande ripresa per Roma è fondamentale che il monumento simbolo della nostra città possa essere visitato da tutti a un prezzo equo e i turisti, i tour operator e gli stessi albergatori non siano danneggiati, anche indirettamente, nelle loro attività da chi non rispetta le regole».

Riprendendo il titolo del celebre romanzo di Carlo Emilio Gadda, quello del Colosseo – caso vuole, affatto distante dalla via Merulana citata nel libro – è un “pasticciaccio brutto” che tutti, agenzie, albergatori turisti e istituzioni, si augurano venga risolto quanto prima.

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Andrea Lovelock
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