Entro quattro anni, il 74% dei leader si aspetta che quasi la metà dei propri processi aziendali venga riprogettata o ricostruita attorno agli agenti Ai. E il 61% prevede che la maggior parte di questi agenti sarà generalmente autonoma, seppur con la supervisione riservata agli esseri umani. Infatti, il 75% concorda sul fatto che la collaborazione tra uomo e agenti Ai crei più valore rispetto alla sola automazione basata sull’intelligenza artificiale. Quasi due terzi dei dirigenti stanno riesaminando i propri modelli di business, riconoscendo che l’Ai agentica richiede la reinvenzione di processi e flussi di lavoro, oltre alla semplice implementazione tecnica.
I numeri appartengono a una ricerca di Deloitte: «Il valore dell’Ai agentica non dipende solo dagli agenti in sé. Le organizzazioni che useranno questa tecnologia per prosperare saranno quelle capaci di ripensare dalle fondamenta quattro componenti chiave del proprio business: prodotto, lavoro, modello finanziario e la governance necessaria per rendere operativo tutto questo. Impegnarsi in questo nuovo livello di trasformazione e costruire nuovi modelli di collaborazione tra uomo e agente è la chiave per sprigionare l’impresa agentica», ha dichiarato China Widener, vice chair and U.S. technology, media and telecommunications industry leader di Deloitte.
Sistemi multiagente
È in questo contesto che si inserisce il panel – tenutosi al Ttg Travel Experience 2026 – intitolato “Conoscere il nuovo viaggiatore: Crm, dati e personalizzazione”, moderato da Andrea Nike Curzi, head of innovation di Idee per Viaggiare, nell’Astoi Hub. Il confronto ha guidato i partecipanti lungo la transizione verso l’impresa agentica e la definizione di un nuovo patto di filiera tra tour operator e agenti di viaggi, dove ai professionisti del turismo viene restituito il tempo per curare l’unica cosa che un algoritmo non potrà mai replicare: «L’ascolto profondo e la relazione umana».
L’evoluzione tecnologica non si ferma più ai semplici chatbot generativi che rispondono a domande standard, dunque, ma abbraccia architetture di Ai agentica e sistemi multiagente orchestrati. Strumenti capaci di passare dall’assistenza reattiva all’azione proattiva: agenti digitali che collaborano tra loro dietro le quinte per anticipare le esigenze del viaggiatore, riprogrammare al volo itinerari complessi in caso di imprevisti e preparare per il consulente opzioni di viaggio iper-personalizzate in tempo reale. Emanuele Martini, Salesforce Bu manager di Atlantic Technologies, ha espresso una convinzione tanto semplice quanto essenziale: «La vera trasformazione avviene quando la conoscenza supera i silos organizzativi e diventa patrimonio comune a supporto di operatori, consulenti e clienti». Automatizzare alcune attività operative non riduce il valore del ruolo del consulente di viaggio, ma al contrario lo valorizza: «Permette di dedicare tempo a ciò che fa davvero la differenza: ascoltare, comprendere le esigenze del cliente e costruire relazioni autentiche e durature».
Da parte sua Mirko Spinelli, regional vice president growth business unit di Salesforce Italia, ha approfondito il concetto di automazione dell’attrito: «È qui che l’Ai agentica cambia le regole del gioco: non più sistemi che si limitano a rispondere, ma agenti Ai capaci di comprendere il contesto e agire concretamente nel rispetto di quelle che sono le regole aziendali». Per Spinelli tutto questo si traduce in continuità dell’esperienza tra social, WhatsApp e agenzia fisica senza smarrire il contesto; assistenza risolutiva e personalizzazione reale capace di riconoscere preferenze e bisogni, lasciando alle persone ciò che richiede empatia e competenza. Ciò genera più produttività, conversione e fidelizzazione: «Il turismo italiano ha un patrimionio straordinario: la capacità di creare emozioni, fiducia e relazioni autentiche. L’Ai agentica può amplificare questo vantaggio, non sostituirlo».
La spinta di Ainfinity
Sempre a Rimini, un altro importante spaccato sulla tecnologia è stato offerto da Alpitour World e da AInfinity, l’unità aziendale in cui confluisce anche l’agente AlpiGpt che a distanza di un anno dal lancio ora vara il Change Agent Program 2027, un itinerario focalizzato sulle soft skill, sulle tecnologie emergenti e sull’innovation. «Siamo riusciti a coinvolgere più di 40 colleghi in iniziative che li hanno visti al fianco delle startup produrre nuove idee e portare valore a tutte le divisioni del Gruppo – ha spiegato Francesco Ciuccarelli, chief innovation officer di Alpitour World – La nuova fase del progetto prevede una sinergia ancora più stretta tra innovazione tecnologica e risorse umane». Attraverso il programma Innovation Agents, un gruppo di dipendenti provenienti da diverse aree aziendali è stato coinvolto in un percorso di formazione e sperimentazione pratica su metodologie come design thinking, lean startup e prototipazione, diventando vere e proprie “antenne” nei rispettivi reparti. Lo scopo? Strutturare una comunità interna virtuosa e capace di trasformare le opportunità in soluzioni concrete.


