Confermato fino al 30 settembre 2026 il bonus legato a straordinari e notturni per chi opera nel settore della ristorazione e del turismo. Approvata in Manovra, la misura era stata introdotta per agevolare lavoratrici e lavoratori dipendenti che operano in bar, ristoranti, strutture ricettive.
Il bonus turismo, che si ottiene in busta paga dopo aver presentato domanda al datore di lavoro, consiste in un trattamento integrativo pari al 15% delle retribuzioni lorde corrisposte nei giorni festivi per i primi nove mesi dell’anno.
La somma, che non è imponibile, viene erogata ai dipendenti di bar, ristoranti o che operano nel comparto, compresi gli stabilimenti termali, in presenza di due condizioni fondamentali: non aver superato la soglia di 40mila euro di reddito nel 2025; aver richiesto l’agevolazione.
A differenza delle altre misure – come ad esempio la flat tax sulle mance – non è prevista un’applicazione automatica, ma va presentata un’apposita domanda, in cui specificare il reddito conseguito l’anno precedente e quindi di non aver superato il limite fissato dalla norma. Ricevuta la richiesta, i datori di lavoro inseriscono questa integrazione in busta paga e poi recuperano in compensazione gli importi anticipati, dandone poi evidenza anche nella Certificazione Unica.
Rispetto agli anni scorsi il bonus turismo si inserisce in un panorama più ampio di agevolazioni fiscali che incidono sul calcolo degli stipendi dei dipendenti. La Manovra, per evitare un doppio trattamento agevolato su alcune forme di retribuzioni, ha escluso dalla flat tax del 15% per notturni e straordinari fino a un massimo di 1.500 euro chi opera nel turismo.
Si tratta di un provvedimento mirato soprattutto per una platea caratterizzata da forte instabilità occupazionale come i lavoratori stagionali del turismo. Un segmento caratterizzato da contratti stipulati nei periodi di alta affluenza, occupazione discontinua e una ciclicità legata ai flussi turistici, che rende il reddito annuale fortemente variabile e spesso concentrato in pochi mesi.
L’agevolazione coinvolge strutture alberghiere, stabilimenti balneari, ristorazione turistica e impianti sciistici. Ambiti nei quali la concentrazione del lavoro in specifici periodi produce carichi occupazionali elevati e una distribuzione irregolare dell’attività nel corso dell’anno.
Nei periodi di maggiore afflusso turistico, infatti, l’organizzazione del lavoro si contraddistingue per turnazioni prolungate, frequente ricorso allo straordinario e prestazioni continuative anche nei giorni normalmente destinati al riposo. Domeniche e festività diventano giornate lavorative ordinarie, con sistemi di maggiorazione contrattuale che, pur presenti, non sempre riescono a compensare pienamente l’intensità dei ritmi richiesti.
In questo senso il bonus diviene uno strumento mirato ad aumentare il potere economico effettivo dei lavoratori del comparto, con l’obiettivo di rafforzare la capacità di guadagno nei periodi di massimo impegno lavorativo.



