L’Ai non batte (per ora)
le agenzie di viaggi

L’Ai non batte (per ora) <br>le agenzie di viaggi
09 Aprile 11:54 2026

L’intelligenza artificiale entra lentamente nelle abitudini di pianificazione dei viaggi degli italiani, senza scalfire il valore dell’esperienza e consulenza umana. Dalla nuova ricerca quantitativa realizzata dalla piattaforma di viaggi Evaneos, emerge che solo il 29% degli intervistati ricorre ai chatbot per la pianificazione di viaggi; le famiglie con figli sono quelle che si avvalgono maggiormente dell’Ai. Ma il 60% del totale considera più rassicurante un consulente in carne e ossa.

Il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.000 italiani, selezionati attraverso un panel online profilato, che include famiglie con figli (50%), coppie senza figli (25%) e single (25%).

LE FAMIGLIE SCELGONO L’AI

Le famiglie con figli si confermano il segmento più aperto all’utilizzo dell’intelligenza artificiale: il 35% ha già utilizzato i chatbot per organizzare i propri viaggi, contro il 22% di coppie senza figli e single. Un dato che si lega anche a una maggiore “fatica” percepita nella pianificazione: il 28% delle famiglie dichiara un alto carico mentale, superiore agli altri gruppi, e riconosce l’Ai come strumento utile per ridurre i tempi.

EFFICIENZA, MA CON CONTROLLO

Il principale driver di utilizzo dell’Ai è il risparmio di tempo (42%), seguito dalla possibilità di avere una panoramica rapida delle offerte (34%) e dall’ispirazione per nuove idee di viaggio (33%). Tuttavia, permane una forte esigenza di verifica: il 71% degli intervistati dichiara di sentire comunque il bisogno di controllare le informazioni generate dall’Ai.

IL FATTORE PREZZO

Anche il costo gioca un ruolo determinante: il 66% degli intervistati considera il prezzo un fattore decisivo nella scelta tra Ai (spesso gratuita) e consulenza umana. La sensibilità è ancora più alta tra le famiglie (73%).

LA FIDUCIA HA UN VOLTO UMANO

Le principali barriere all’adozione dell’Ai riguardano l’affidabilità delle informazioni (44%) e l’assenza di responsabilità in caso di errori (36%). Anche la protezione dei dati personali (29%) resta una preoccupazione significativa. Non sorprende quindi che il 60% degli italiani consideri ancora più rassicurante il supporto di un consulente di viaggio esperto rispetto a un chatbot.

Nel complesso, il futuro della pianificazione dei viaggi appare ibrido: per il 36% degli italiani AI e consulenti umani avranno pari importanza, mentre solo il 18% prevede un predominio dell’intelligenza artificiale. I risultati indicano chiaramente la direzione del settore: l’intelligenza artificiale è destinata a migliorare efficienza e accesso alle informazioni, mentre l’expertise umana continuerà a garantire fiducia, personalizzazione e sicurezza.

«L’intelligenza artificiale è un potente alleato. Ma nel viaggio, la fiducia resta profondamente umana: i viaggiatori vogliono sentirsi accompagnati, soprattutto nelle decisioni più complesse. Per questo crediamo in un modello ibrido, dove l’Ai semplifica e accelera, mentre l’esperienza dei consulenti locali garantisce sicurezza, personalizzazione e autenticità», ha dichiarato Aurélie Sandler, co-ceo di Evaneos.

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